Categorie
narrativa italiana Recensioni

L’angelo di Monaco di Fabiano Massimi

Ciao lettori e lettrici per passione, oggi vi parlo di un romanzo che entra a pieno titolo tra i libri più belli che abbia letto finora.

Si tratta di “L’angelo di Monaco” di Fabiano Massimi edito Longanesi.

Racconta la storia di Angela Raubal, detta Geli, attraverso la sua morte. la ragazza, infatti, viene trovata suicida nella sua camera da letto. Geli Raubal, però, non è una donna come tutte le altre; lei è la nipote prediletta di Adolf Hitler è la casa in cui ha perso la vita è la sua abitazione di Monaco. A fare le indagini, ma soprattutto a constatare il suicidio, vengono chiamati gli ispettori Sauer e Forster. Ma è stata Geli a togliersi la vita? Sauer e Forster si troveranno a divincolarsi in un pericoloso campo minato. Riusciranno a venire a capo di questa intricata matassa?

La realtà è un posto terribile in cui vivere. Preferisco restarci il meno possibile.

Massimi in L’angelo di Monaco partendo da un evento realmente accaduto (la morte di Angela Raubal), coinvolgendo personaggi veramente esistiti, crea una serie di vicende, dialoghi ed incontri che hanno lo scopo di smuovere le coscienze, di spingere il lettore a comprendere cos’era il nazismo “dietro le mura domestiche”.

Geli viene così conosciuta attraverso le storie degli altri personaggi. Si scopre una ragazza poco più che ventenne piena di grandi sogni, speranze, desideri come possono esserlo quelli alla sua età. Geli non passa mai inosservata, sia per la sua singolare bellezza, ma anche e soprattutto per il suo saper comportarsi mai fuori luogo.

Io credo che questo romanzo sia magnificamente ma al tempo stesso tristemente realistico e non solo perché narra un fatto di cronaca veramente successo, ma anche perché nella vita vera non tutto va come vorremmo, alle volte si trionfa, alle volte si fallisce. Inoltre, se è vero che l’apparenza inganna, L’angelo di Monaco nell’esempio; in questo romanzo nulla è dato per certo, nulla è lasciato al caso e tutto è il contrario di tutto. Anche il più piccolo ed insignificante dettaglio, quindi, è messo per uno scopo, fino alle ultime pagine verrà messo tutto in discussione. Appena si crederà di avere capito chi sia “il colpevole”, tutto verrà smontato in una manciata di mosse.

Quello che, però, fa de L’angelo di Monaco IL romanzo è quello che trascende la storia stessa. Dello scritto di Fabiano Massimo, infatti, mi ha colpito il significato che rimane; il messaggio che arriva al lettore.

Certe verità non possono essere trattenute per sempre, e quando viene il momento, quando trovano la spinta e la direzione fatale, rompono gli argini di ogni logica e prudenza.

Lo scopo de L’angelo di Monaco credo sia quello di rivendicare, di dare un minimo di giustizia ad una giovane vita interrotta. Non sappiamo se l’epilogo del libro corrisponda alla verità dei fatti; una cosa, però, è certa: Massimi ha voluto omaggiare la figura di Angela Raubal mostrandole rispetto ed interesse attraverso le proprie parole.

In fondo, qual è il compito di uno scrittore nel creare un romanzo se non quello di “raccontare una bugia per far emergere la verità“?

Leggete L’angelo di Monaco, credetemi, vi arricchirà.

VOTO: 5/5

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: L’angelo di Monaco

AUTORE: Fabiano Massimi

EDITORE: Longanesi Editore

DATA DI PUBBLICAZIONE: Gennaio 2020

GENERE: Thriller/ Giallo storico

PAGINE: 496 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 18,00


Monaco, settembre 1931. Il commissario Sigfried Sauer è chiamato con urgenza in un appartamento signorile di Prinzregentenplatz, dove la ventiduenne Angela Raubal, detta Geli, è stata ritrovata senza vita nella sua stanza chiusa a chiave. Accanto al suo corpo esanime c’è una rivoltella: tutto fa pensare che si tratti di un suicidio.
Geli, però, non è una ragazza qualunque, e l’appartamento in cui viveva ed è morta, così come la rivoltella che ha sparato il colpo fatale, non appartengono a un uomo qualunque: il suo tutore legale è «zio Alf», noto al resto della Germania come Adolf Hitler, il politico più chiacchierato del momento, in parte anche proprio per quello strano rapporto con la nipote, fonte di indignazione e scandalo sia tra le file dei suoi nemici, sia tra i collaboratori più stretti. Sempre insieme, sempre beati e sorridenti in un’intimità a tratti adolescenziale, le dicerie sul loro conto erano persino aumentate dopo che la bella nipote si era trasferita nell’appartamento del tutore.
Sauer si trova da subito a indagare, stretto tra chi gli ordina di chiudere l’istruttoria entro poche ore e chi invece gli intima di andare a fondo del caso e scoprire la verità, qualsiasi essa sia. Hitler, accorso da Norimberga appena saputa la notizia, conferma di avere un alibi inattaccabile. Anche le deposizioni dei membri della servitù sono tutte perfettamente concordi. Eppure è proprio questa apparente incontrovertibilità dei fatti a far dubitare Sauer, il quale decide di approfondire. Le verità che scoprirà, così oscure da far vacillare ogni sua certezza professionale e personale, lo spingeranno a decisioni dal cui esito potrebbe dipendere il futuro stesso della democrazia in Germania…
Sullo sfondo di una Repubblica di Weimar moribonda, in cui si avvertono tutti i presagi della tragedia nazista, L’angelo di Monaco è un thriller in miracoloso equilibrio tra inoppugnabile realtà storica e avvincente finzione, un viaggio all’inseguimento di uno scampolo di verità in grado, forse, di restituire dignità alla prima, vera vittima della propaganda nazista: la giovane e innocente Geli Raubal.

https://www.illibraio.it/libri/fabiano-massimi-langelo-di-monaco-9788830454002

Categorie
Recensioni

L’ultima vedova di Karin Slaughter

Salve a tutti lettori e lettrici per passione, oggi vi parlo di un thriller pieno zeppo di adrenalina.

Il romanzo in questione è “L’ultima vedova” di Karin Slaughter edito Harper Collins.

L’ultima vedova racconta l’ultima avventura investigativa di Will Trent, in cui è coinvolto personalmente egli stesso assieme alla fidanzata, il medico Sara Linton. I due protagonisti si trovano coinvolti nella preparazione di un vero e proprio attentato terroristico, in cui dovranno morire migliaia di persone; sarà compito loro, dunque, riuscire a bloccare la strage e salvare le loro stesse vite.

Curious fact: Will Trent e Sara Linton sono due personaggi creati separatamente dall’autrice ed in “L’ultima vedova” vengono messi insieme in un’unica storia.

Inizio col dire che è, senz’altro, un thriller molto forte, uno di quelli che fa male, sia nella descrizione di alcune scene crude e cruente, sia soprattutto per le tematiche affrontate. Non mi è venuto facile leggere di stragi, che avrebbero coinvolto migliaia di persone per motivi futili, restando indifferente. (Come del resto, non ci si può rimanere impassibili davanti un telegiornale, visto che purtroppo sono all’ordine del giorno ormai). Questo, tra l’altro, è uno dei tanti temi che fanno male: si parla anche di pedofilia, bambini sfruttati e privati della spensieratezza della loro infanzia. Posso quindi dire che se l’obiettivo di un thriller è disturbare, questo sicuramente si può definire tale.

In L’ultima vedova non mancano di certo i colpi di scena. Da come parte la vicenda, non è lontanamente immaginabile la piega che da lì a qualche pagina invece prenderà. Tutto si svolge con un ritmo sempre più incalzante e veloce. I picchi di adrenalina sono garantiti. Vi troverete a leggere alcuni capitoli col fiato sospeso e solo dopo averli finiti vi accorgerete che per tutto il tempo non avete respirato.

Non erano stati feriti abbastanza dalla vita da capire che era preziosa.

Se proprio vogliamo andare a cercare l’ago nel pagliaio potrei dire che l’unica cosa che talvolta mi frenava era la presenza di capitoli un po’ lunghetti che, a me personalmente, fanno allentare leggermente la presa.

Per quanto riguarda i personaggi, trovo che la Slaughter abbia una grande abilità nel far emergere il tormento interiore dei personaggi, che spesso, come nella vita vera, non si comportano come ci si aspetta in quella determinata situazione, ma mossi dalle proprie paure e tensioni.

Concludo dicendo che, L’ultima vedova è un ottimo thriller in cui sono presenti tutti quegli elementi che tanto piacciono agli amanti del genere. Assolutamente consigliato!

VOTO: 4,5/5

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: L’ultima vedova

Titolo originale: The last widow

AUTORE: Karin Slaughter

Traduzione italiana a cura di Adria Tissoni

GENERE: Thriller

DATA DI PUBBLICAZIONE: Ottobre 2019

PAGINE: 504 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 19,00

Un rapimento inspiegabile. 2019. In una calda notte d’estate, Michelle Spivey, ricercatrice del CDC di Atlanta, il più famoso istituto al mondo per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, viene rapita nel parcheggio di un centro commerciale. Sembra sparita nel nulla, non ci sono indizi su chi l’abbia portata via o perché, e le autorità disperano di salvarla. Un attacco devastante. Un mese dopo, un tranquillo pomeriggio domenicale viene sconvolto dal boato di un’esplosione che scuote la terra, seguita da altre a pochi secondi di distanza. Un attentato terroristico ha devastato uno dei principali quartieri di Atlanta, sede della Emory University, di due importanti ospedali, del quartier generale dell’FBI e dello stesso CDC. Un nemico subdolo e diabolico. La dottoressa Sara Linton e il suo compagno Will Trent, investigatore del Georgia Bureau of Investigation, si precipitano sul posto e si ritrovano al centro di una cospirazione mortale che minaccia di distruggere migliaia di vite. Ma il loro istinto li tradisce… E quando anche Sara viene rapita, Will segue le sue tracce in incognito fino a un covo segreto sui monti Appalachi, mettendo a rischio la propria vita per salvare la donna che ama e sventare un massacro dalle proporzioni sconvolgenti. Karin Slaughter, autrice bestseller in tutto il mondo, riunisce i suoi protagonisti più amati, Will Trent e Sara Linton, in un affilato e tesissimo thriller a orologeria, pieno colpi di scena, segreti angoscianti e situazioni scioccanti, impossibili da prevedere prima che sia troppo tardi.

https://www.harpercollins.it/9788869055317/lultima-vedova

Categorie
Recensioni

Avviso di burrasca di Maria Adolfsson

Salve a tutti! Oggi vi parlo dell’ultimo thriller che ho letto: “Avviso di burrasca” di Maria Adolfsson edito SEM.

Ci troviamo a Noorö, un’isola immaginaria dell’arcipelago doggerlandese, nel periodo natalizio. L’ispettrice Karen Eiken Hornby si trova ad indagare su una morte sospetta; un pensionato viene, infatti, trovato morto dalla sorella in un dirupo. Quello che inizialmente si pensa essere un tragico incidente, si rivela invece un efferato omicidio. Ma chi potrebbe mai avercela con un vecchietto, ex professore universitario? E soprattutto perché? Indagando su questo caso la Hornby scoprirà che sono coinvolte persone molto vicine a lei. Come si comporterà di fronte a questa nuova pista?

Questo romanzo è un thriller che sicuramente contiene tutti quegli elementi che devono essere presenti in questo genere narrativo. Ritmo incalzante (soprattutto alla fine!), colpi di scena, finale inaspettato. Manca però a mio avviso quell’elemento in più che riesce ad amalgamare il tutto. C’è tutto quello che in un thriller ci dovrebbe essere; tutti gli elementi, se presi singolarmente suonano alla perfezione, ma che, a parer mio, nella visione di insieme non contribuiscono a dare il giusto risalto ad un thriller poliziesco che potrebbe essere ottimo.

Ma andiamo con ordine.

In Avviso di burrasca il ritmo della narrazione, man mano diventa sempre più veloce. Parte in maniera lenta, ma accattivante, e diventa via via più incalzante fino ad arrivare all’ultima parte in cui sono stata proprio col fiato sospeso. Mi collego quindi al finale. È sicuramente un finale del tutto inaspettato, sia per quanto riguarda l’evolversi della vicenda, ma soprattutto per quanto riguarda le sorti della protagonista.

Non mancano certo i colpi di scena; questi sono presenti fin dai primi capitoli. L’aspetto che ho apprezzato di più è stato l’intreccio, il mescolarsi quindi, della vicenda narrata con la storia personale della protagonista; questo ha sicuramente contributo a cambiare le carte in tavola, capovolgendo quelle situazioni che, altrimenti, prenderebbero un altro corso.

Andiamo al tasto, per me, dolente! La mancata coesione. Come dicevo sopra, Avviso di burrasca, è un thriller in cui sono presenti (e sviluppati anche abbastanza bene) tutti gli elementi che caratterizzano il genere. Quello che manca però, secondo me, è l’armonia nel complesso; cioè quella musicalità che amalgama il tutto rendendolo perfetto. È, questo, il motivo per cui non do le cinque stelline.

Nell’insieme, comunque, è un romanzo molto valido e che sicuramente merita di essere letto ed apprezzato.

VOTO: 4-/5

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Avviso di burrasca

Titolo originale: Stormwarning

AUTORE: Maria Adolfsson

Traduzione italiana a cura di Stefania Forlani

DATA DI PUBBLICAZIONE: Ottobre 2019

GENERE: Thriller/ poliziesco

PAGINE: 400 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 18,00

Doggerland, arcipelago immaginario nel Mare del Nord. Gertrud Stuub, un’anziana donna, cammina a passo svelto attraverso i boschi. È inquieta, alla messa natalizia non ha incontrato il fratello Fredrik, nonostante avessero appuntamento lì. Quando vede il cane di suo fratello che abbaia, muovendo- si lungo il bordo di un dirupo, capisce che è successo qualcosa di grave. Quella stessa sera l’ispettrice Karen Eiken Hornby invita a cena gli amici e la madre con il suo fidanzato per festeggiare il Natale. Mangiano, bevono e cantano canzoni tradizionali. Karen, ancora in congedo per le ferite riportate durante la sua ultima indagine, è in preda a sentimenti contrastanti. È felice della compagnia, ma allo stesso tempo desidera un po’ di pace e solitudine. All’improvviso le squilla il telefono, è il capo del dipartimento investigativo criminale, Jounas Smeed. Un vecchio professore è stato trovato morto dalla sorella in una cava abbandonata. La polizia locale sospetta si tratti di un assassinio ed è corto di personale. Jounas chiede a Karen di occuparsi del caso nonostante il congedo. Lei accetta, felice di sfuggire a ulteriori festeggiamenti. Il mattino successivo, insieme al coroner Kneought Brodal, arriva alla stazione di polizia dell’isola di Noorö. Karen scoprirà degli oscuri intrecci che legano gli OP, una banda di motociclisti, ad alcuni suoi parenti stretti che vivono lì, apparentemente insospettabili e onesti cittadini che sembrano però sapere qualcosa sull’omicidio. Costretta a destreggiarsi in una delicatissima situazione che mina l’equilibrio tra il suo lavoro e la sua vita privata, Karen è chiamata a risolvere in fretta il mistero. A fare da sfondo a questo adrenalinico thriller di Maria Adolfsson, nuova stella del giallo scandinavo, un gelido inverno, mari tumultuosi e panorami mozzafiato.

https://www.semlibri.com/book/avviso-di-burrasca-maria-adolfsson/

Categorie
narrativa straniera Ragazzi tra le pagine Recensioni

La terza inquilina di C. L. Pattison

Salve lettori e lettrici per passione! Oggi sono qui a parlarvi del primo libro letto per il progetto “Ragazzi tra le pagine“: La terza inquilina di C. L. Pattison edito Fabbri Editori.

Come penso che già sappiate, Ragazzi tra le pagine è un progetto che porto avanti con altri sette bookblogger ed ha lo scopo di diffondere la passione per la lettura. Ogni mese affronteremo insieme a voi un libro diverso esaminandolo a 360 gradi.

In particolare, questo mese abbiamo letto La terza inquilina, una novità della casa editrice Fabbri, nonché il romanzo di esordio di C. L. Pattison.

La terza inquilina è un thriller psicologico che racconta la storia di due migliori amiche, Megan e Chloe, che decidono di cercare una casa in affitto in cui andare a vivere insieme. Dopo vari tentativi, finalmente, trovano la casa dei loro sogni: spaziosa, confortevole e ben posizionata. C’è, però, un unico problema, costa troppo! Motivo per cui decidono di cercare una terza ragazza con cui dividere l’affitto. Entra così in scena Samantha, per gli amici Sammi, una ragazza riservata e misteriosa che sconvolgerà la vita di tutti i protagonisti.

“Non sapevi nulla di lei.

Ma l’hai fatta entrare.”

Il romanzo di C. L. Pattison è un thriller psicologico ambientato a Londra. È un libro che risente molto della struttura del tipico thriller inglese! La struttura e la dinamica è pressoché simile ad altri romanzi del genere. Questo comunque non significa che sia scontato e banale ma soltanto che si sente marcata l’appartenenza inglese.

La terza inquilina è però un romanzo che mi lascia perplessa. Cercherò di spiegarvi in maniera chiara il perché.

Innanzitutto c’è da dire che come ogni buon thriller che si rispetti, non manca il colpo di scena e il finale inaspettato. Soprattutto nelle ultime pagine tutto prende una diversa piega che fino a qualche pagina prima era del tutto impensabile.

Ho trovato il ritmo, invece, un po’ lento nella prima parte (si sofferma tanto su un arco di tempo relativamente breve), per poi prendere una rapita impennata negli ultimi capitoli. Ho avuto infatti la sensazione che, proprio quando la vicenda inizia a farsi interessante ed il ritmo accelera, la narrazione “perda dei pezzi”; cioè come se non prestasse attenzione ai vari dettagli e si limitasse a descrivere sommariamente la nuova situazione che si è delineata.

La terza inquilina è un romanzo che semina indizi qua e là durante lo svolgimento della storia. Ho però avuto la sensazione che, nonostante siano stati ben messi, cosa che ho molto apprezzato, poi non siano stati spiegati chiaramente quando ormai tutte le carte erano state scoperte. Mi sento di definirlo un thriller molto soft, nel senso che i toni non si caricano di elevato pathos.

In conclusione, La terza inquilina, è una lettura senz’altro piacevole ed adatta ad un pubblico di adolescenti ma anche a coloro che col genere non hanno molta confidenza!

Vi invito inoltre a leggere le recensioni degli altri miei compagni di avventura e farvi un’idea sempre più completa del romanzo!

https://instagram.com/a_tuttovolume_libri_con_gabrio?igshid=qft87305pjra

https://instagram.com/labibliotecadelcorsini?igshid=v2kjf1nr33l1

https://instagram.com/libridimarmo?igshid=1dr9a9sfredig

https://instagram.com/luca_massignani?igshid=pddhwshvfkr1

https://instagram.com/matteo_zanini?igshid=1ui9tlja1au1z

https://instagram.com/readeat_libridamangiare?igshid=ru5uu5xpyp73

https://instagram.com/viaggiletterari?igshid=1eepbx9nex48s

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: La terza inquilina

Titolo originale: The Housemate

AUTORE: C. L. Pattison

Traduzione italiana a cura di Elena Cantoni

EDITORE: Fabbri Editori

GENERE: Thriller psicologico

DATA DI PUBBLICAZIONE: Novembre 2019

PAGINE: 288 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 19,50

All’apparenza disponibile e cordiale, Sammi inizia a manifestare inaspettati scatti d’ira e qualche segreto di troppo, chiuso gelosamente in una scatola di ritagli di giornali e vecchie fotografie…

Megan e la sua migliore amica Chloe hanno traslocato nella loro casa dei sogni, ma sono costrette a prendere una terza inquilina per riuscire a pagare l’affitto. Quando incontrano Samantha, gentile, affascinante, premurosa, si convincono che sia la persona perfetta per condividere l’appartamento e che tra loro potrebbe nascere una vera amicizia. Ma c’è qualcosa in lei che stona, e Megan è la prima ad accorgersene: all’apparenza disponibile e cordiale, Sammi inizia a manifestare inaspettati scatti d’ira e qualche segreto di troppo, chiuso gelosamente in una scatola di ritagli di giornali e vecchie fotografie. Chloe però è troppo presa dai suoi problemi di lavoro per rendersi conto che qualcosa non va: assorbita dall’allestimento di un importante spettacolo teatrale, ricomincia a essere tormentata dagli stessi problemi di ansia da cui Megan l’aveva salvata anni prima. E Megan, da parte sua, viene travolta da una passionale storia d’amore che non le lascia tempo ed energie per occuparsi dell’amica in difficoltà. È in questo spiraglio che lentamente si apre tra le due, fatto di incomprensioni e di attenzioni mancate, che Sammi inizia a insinuarsi, con un’abilità melliflua e inquietante. In fondo, né Chloe né Megan la conoscono davvero, ma ormai le hanno aperto la porta di casa, e l’hanno lasciata entrare. Non sanno cosa sta nascondendo. Non sanno cosa vuole davvero. Ma una cosa è certa: Sammi è lì per restare.

Categorie
Recensioni

Fuori dal mondo di Ragnar Jónasson

Ciao amici lettori e lettrici per passione, oggi vi parlo di un romanzo giallo pieno di suspense ed intrecci: “Fuori dal mondo” di Ragnar Jónasson edito Marsilio Editori.

Un detective di una piccola cittadina islandese, Ari Pór, si trova a dover indagare su un caso di molti anni prima (una cinquantina) riguardante la morte di una giovane donna. Tutto farebbe pensare ad un omicidio, ma qualcosa non convince il poliziotto che cercherà di scoprire la verità scovando foto e ricordi risalenti a quel periodo.

Jónasson racconta la storia attraverso i vari personaggi. Esamina, cioè, in ogni capitolo, la vicenda analizzando il vissuto di ogni personaggio, le azioni e reazioni che lo hanno portato a vivere quei determinati eventi.

Fuori dal mondo riesce a mettere al lettore una curiosità sempre crescente; spesso ci si trova spaesati, credendo di aver capito quale sia il filo conduttore di tutto ed invece, basta un singolo atteggiamento, una singola risposta, per rimettere tutto in discussione.

Il romanzo di Jónasson è un giallo poliziesco degno di essere riprodotto in film. La scrittura dell’autore, infatti, riesce a riprodurre le scene, i diversi paesaggi, creando quasi l’illusione di stare vedendo un album di fotografie.

Consiglio Fuori dal mondo a tutti coloro che sono amanti dei cold case, in cui passato non è poi così passato!

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Fuori dal mondo

Titolo originale: Rof

AUTORE: Ragnar Jónasson

Traduzione italiana a cura di Silvia Cosimini

EDITORE: Marsilio Editori

DATA DI PUBBLICAZIONE: Ottobre 2019

GENERE: Romanzo giallo

PAGINE: 256 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 17,00

VOTO: 3,5/5

Il ritrovamento di una vecchia foto riapre un caso di morte sospetta che risale a quando, nel 1955, due giovani coppie decisero di trasferirsi in un fiordo isolato e apparentemente deserto, nell’estremo Nord dell’Islanda. Una delle due donne morì poco dopo in circostanze misteriose e l’avventura finì per tutti. Negli anni, nessuno è mai riuscito a spiegare cosa fosse realmente successo. Davvero quell’aspro paradiso naturale pieno di promesse era disabitato come tutti credevano? E davvero si può morire per la solitudine e la paura del buio?
Alla stazione di polizia di Siglufjörður, mentre il villaggio è colpito da un violento contagio che ha costretto alla quarantena tutti gli abitanti, Ari Þór, necessariamente in servizio, si appassiona a quella storia che per lunghi anni è stata sulla bocca di tutti, e che per qualcuno sembra rappresentare ancora una minaccia.
Immerso nel silenzio opprimente di una comunità barricata in casa, e incalzato a percorrere luoghi sperduti, inospitali e allo stesso tempo di incredibile bellezza, dominati da un’oscurità senza fine o dalla luce più abbagliante, il giovane poliziotto cerca di ricostruire una vicenda che, a quanto pare, non è affatto conclusa.

http://www.marsilioeditori.it/libri/scheda-libro/2970083/fuori-dal-mondo

Categorie
narrativa italiana Recensioni

Mar ghe gera: c’era il mare.

Mar ghe gera pensa Luana Bertelli e vorrebbe tanto che fosse l’etimologia del paese in cui vive e che ama tanto.

Le rotte degli aerei guarda ogni sera Stucky a Treviso, immaginando il loro itinerario.

Bertelli e Stucky sono due commissari che operano in due posti diversi e a due casi di omicidio diversi. La prima, ispettrice del commissariato di Marghera, investiga sulla morte di un ex sindacalista ucciso nella sua abitazione; il secondo, ispettore di Treviso, indaga sulla morte di un ex giornalista trovato morto in un banchina alle mura della città.

Due casi all’apparenza distinti e separati fino a quando un terzo omicidio non farà ricredere i due ispettori e i confini di tutte queste vicende non saranno più così delineati (ma proprio in tutti i sensi!).

C’era il mare è un tipico romanzo giallo. Leggendolo si ha la sensazione di star guardando una ben riuscita serie televisiva poliziesca. I commissari astuti ci sono, gli omicidi ci sono, le indagini ci sono. Tutto in regola dunque per un romanzo di tutto rispetto!

I due protagonisti principali, la Bertelli e Stucky, hanno due caratteri diversi ma che spiccano all’interno della narrazione.

L’ispettore trevigiano è un tipo pragmatico, con un’indole tendente all’ironia (a tratti satira). Dall’atteggiamento scanzonato ma dalla mente molto astuta. L’ispettrice Bertelli invece ha un animo più cinico, scettico, non si fa mettere i piedi in testa da nessuno ma dentro di se risiede un velo di tristezza che le permette di miscelare quel sempre presente cinismo con un affetto verso gli ultimi della società.

Il romanzo inizia in maniera molto lenta ed ho avuto la sensazione di doverlo tirare a forza. A partire dalla metà più o meno della vicenda il ritmo si incalza, le pagine iniziano a voltarsi più velocemente ed il racconto, quindi, diventa più fluido.

Il carico di adrenalina e suspense sale fino a convergere in un finale di tutto rispetto in cui il niente e il tutto si mescolano.

Lo stile e la struttura di C’era il mare sono molto pensati ed attenzionati. Il voto che mi sento di dare però è 3/5 proprio per l’inizio che non mi ha molto convinto. È comunque un romanzo che mi sento di consigliare a chiunque voglia investigare assieme ai due ispettori!

[…] il rancore è una calamita moschicida, attrae chiunque gli si avvicina e avvinghia soprattutto chi la usa.

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: C’era il mare

AUTORE: Fulvio Ervas

EDITORE: Marcos y Marcos

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

GENERE: Romanzo giallo/ poliziesco

PAGINE: 366 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 18,00

Il primo morto è a Treviso: unico indizio un foglio bianco.
Il secondo è a Marghera: qui invece campeggia una scritta rossa.
Le due indagini – e i due scenari – si alternano, incantandoci con immagini solari mentre realtà più oscure affiorano qua e là.
Stucky interroga banchieri con le scarpe troppo pulite; a casa, il profumo di zucca e zafferano annuncia un’ospite inattesa.
Luana Bertelli la sera va al poligono, insegna alle donne a sparare; davanti a un piatto di seppioline morbide, in piazza, pensa al mare da cui è sorto Porto Marghera.
Un terzo morto, a metà strada tra Treviso e Marghera, fa correre tutto più veloce.
Soprattutto, Stucky e la Bertelli adesso corrono insieme: unendo tasselli, arrivano al cuore del mistero, annidato nelle pieghe della nostra traballante civiltà.

http://www.marcosymarcos.com/libri/cera-il-mare/

Categorie
narrativa straniera Recensioni

Recensione: La tua ultima bugia di Rachel Abbott

A volte è troppo tardi per mentire un’ultima volta.

Eccomi tornata, nella veste di Daisy 2.0, a parlarvi delle letture che mi accompagnano quotidianamente. I libri da commentare insieme sono tanti, ci vorrà un po’ di tempo, ma lo farò (o almeno ci proverò).

La tua ultima bugia è un thriller in cui è il mistero a fare da padrone.

Le protagoniste principali sono due donne, Evie e Cleo, che ruotano, entrambe, attorno alla figura di Mark, compagno della prima e fratello della seconda, che fa da fulcro.

Evie è una donna affascinante, enigmatica e con un passato avvolto nel mistero. È un tipo determinato, è proprio questa parte del suo carattere la porterà a fare delle scelte decisive.

Cleo, invece, è una gallerista di successo, single incallita (per scelta o per necessità) che ha deciso di passare la propria vita a proteggere ed “accudire” il fratello Mark. Cleo porta dentro di sé una verità scomoda che è disposta a proteggere ad ogni costo.

Come dicevo sopra, Mark è una figura centrale all’interno della vicenda.

Mark è un fotografo piuttosto bravo, molto legato alla sorella Cleo e con un passato piuttosto doloroso.

La tua ultima bugia è un thriller molto ben fatto, non mancano i colpi di scena ed i picchi di adrenalina. Il ritmo è abbastanza serrato.

Leggendo questo libro non ci si annoia nemmeno un secondo. Già l’inizio è col botto e preannuncia lo stile del libro. Questa caratteristica mi è piaciuta molto.

Io a questo libro ho dato 4- per il semplice fatto che arrivata ad un certo punto avevo già capito come sarebbe finito. Questo mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca.

Devo però dire che il libro è ben fatto e senza nessuna pecca. Un thriller molto buono che sicuramente piacerà agli amanti del genere.

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: La tua ultima bugia

AUTORE: Rachel Abbott

EDITORE: Piemme Edizioni

GENERE: Thriller psicologico

DATA DI PUBBLICAZIONE: Marzo 2019

PAGINE: 368 (cartaceo)

PREZZO: 19,90 €

La casa di Marcus North appare come un luogo magnifico e spaventoso a Evie, la prima volta che vi mette piede. Immensa, affacciata su una scogliera, una stupenda vetrata dopo l’altra. Peccato che sulla costa occidentale dell’Inghilterra il vento e il grigio la facciano da padroni: ma anche così, davanti a lei si apre uno spettacolo. Per Marcus, però, le cose sono molto diverse. Quella casa è legata per sempre al ricordo della prima moglie, Mia, e di ciò che accadde al piano di sotto, dove la palestra e la piscina ormai sono chiuse da tempo. E dove lui non mette più piede. Ma adesso c’è Evie, un nuovo, luminoso amore che cancellerà il buio del passato. Almeno così la vede lui.
Non la pensa così Cleo, la sorella di Mark. Non le piace Evie, come del resto non le piaceva Mia. E quando Mark comincia ad allontanarsi, Evie a restare sempre più spesso sola con la sua bambina in quella immensa casa, e Cleo a cercare di capire che cosa c’è davvero tra il fratello e la sua nuova donna, pian piano le verità che ciascuno nasconde verranno a galla. E, come avrà modo di scoprire la detective King – la stessa che accorse quando Mia cadde dalle scale, e che adesso si troverà di fronte, in quella stessa casa, a una scena spaventosa -, l’ultima bugia sarà la più terribile.
Da un’autrice da tre milioni di copie, uno dei thriller più agghiaccianti di sempre, che vi trasporterà nel freddo dell’Inghilterra, dove nebbia e mare in tempesta non sono che uno specchio dell’anima. Statene certi: rifletterete a lungo, la prossima volta, prima di dire una bugia.

http://www.edizpiemme.it/libri/la-tua-ultima-bugia

Categorie
narrativa italiana Recensioni

Morte di un antiquario: un mistero a “regola d’arte”!

Buonasera miei affezionati lettori! Continuo a recuperare le varie letture fatte in questo periodo “fantasma”. Qualche settimana fa ho finito di leggere “Morte di un antiquario” di Paolo Regina edito SEM. Colgo l’occasione per ringraziare l’autore che gentilmente mi ha mandato la copia.

Morte di un antiquario racconta la prima indagine di Gaetano De Nittis, un capitano della Finanza, pugliese d’origine, ma trasferitosi a Ferrara per lavoro. Il caso, o il destino (scegliete voi!), lo porta ad avere contatti con colui che verrà trovato morto, Uber Montanari, un vecchio e scorbutico antiquario. Sarà proprio il capitano De Nittis a scoprire il cadavere. Apparentemente tutto rimanda ad un suicidio, anche se il nostro Gaetano capisce che qualcosa non quadra…

In questo romanzo Regina racconta la vicenda con un’ironia che non disturba, anzi fa da complemento alla riuscita del lavoro. Il protagonista principale, impersonato da De Nittis, è curioso, non crede alle cose date per scontate, dote principale di un investigatore, ha un’indole da playboy (o se vogliamo dire da colui che ha paura dei legami stabili), ironico ed auto-ironico. Caratteristiche queste che fanno affezionare, man mano che si procede con la lettura, il personaggio al lettore.

Come scrivevo sopra, la vicenda si svolge a Ferrara, dettaglio molto rilevante ai fini della risoluzione del caso. Regina mostra un quadro molto dettagliato della città, non solo a livello, per così dire, fisico, ma anche, e soprattutto descrive bene quei giochi di potere e quei patti segreti, stretti tra i rappresentanti più abbienti del posto, che spesso tessono le trame del “quieto vivere” cittadino.

I personaggi presenti nella storia rappresentano la parte benestante della società, ma anche i vizi in cui spesso si può inciampare. Uno fra tutti, l’avidità: quella bramosia di soldi e potere che spesso fa compiere azioni non proprio ragionevoli o moralmente corrette.

La caratteristica che più ho amato in Morte di un antiquario è l’imprevedibilità; ossia il fatto che quando credevo fosse tutto concluso e risolto (oltretutto dopo un’indagine ricca di colpi di scena), proprio nelle ultimissime pagine, scopro un finale alquanto scioccante che mi ha fatto pensare: “ah però, questa si che è stata una bella lettura!”.

L’episodio viene raccontato in maniera sciolta e con un ritmo calzante. E’ un libro che si legge bene e che lascia quel desiderio di scoprire cos’altro combinerà il nostro (ebbene sì, lo sento quasi mio :D) De Nittis.

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Morte di un antiquario

EDITORE: SEM

GENERE: Romanzo Giallo

PREZZO DI COPERTINA: € 16,00

AUTORE: Paolo Regina

DATA DI PUBBLICAZIONE: Maggio 2018

FORMATO: Cartaceo (240 pag.)

Che cosa distingue l’antiquario dal semplice collezionista? Il gusto della ricerca tra le cose dimenticate alla scoperta dell’oggetto unico e magari irripetibile, prezioso. Ma anche la suggestione per il mistero che avvolge gli oggetti perduti e poi ritrovati: da dove vengono, chi li ha posseduti, quanta passione o dolore hanno ‘visto’. Testimoni muti delle vite passate, gli oggetti antichi attraversano il corso del tempo con il loro carico di segreti. Uber Montanari, tra tutti gli antiquari, è il più solitario, il più geloso delle scoperte che ha fatto, il più misterioso. Quando viene ritrovato cadavere nella sua bottega, a Ferrara, in molti si domandano quali tesori siano all’inizio della sua sventura. Gaetano De Nittis è un brillante capitano del Corpo più ‘odiato’ d’Italia: la Guardia di Finanza. D’origine pugliese, da poco trasferito a Ferrara, ama la buona cucina, cioè solo quella della sua terra, e odia l’agrodolce estense. Ha poco tempo libero e lo dedica tutto alla sua vera passione: la chitarra e lo stile blues del grande B.B. King, il suo idolo. È lui a scoprire, durante un’indagine di routine, il corpo di Montanari, l’antiquario dalla personalità ambigua, protetto da esponenti dell’alta borghesia ferrarese con cui aveva rapporti d’affari non sempre limpidi. Tra i molti segreti di questa vicenda, raccontata con calibrata maestria da Paolo Regina, il primo sta proprio nella vita dell’antiquario, coltissimo e misantropo, e nel suo insaziabile desiderio di collezionare opere d’arte proibite.

Morte di un antiquario

Categorie
narrativa italiana Recensioni

Addicted: ognuno ha un segreto da nascondere, e tu?

Buonasera cari lettori!

Sono tornata dopo un paio di mesi. Mesi in cui ho dovuto affrontare grandi ostacoli e cercare di tenere insieme le redini di tutto. Mesi in cui ho dovuto mettere in stand-by (non del tutto però) la mia più grande passione: la lettura. Questo è il motivo per cui mi sono trovata costretta ad interrompere blog e pagine social di Lettrice Per Passione.

Ma ora sono qui!!

Riapro i battenti col botto, parlandovi di un thriller che mi ha molto colpito e che mi è piaciuto un sacco! Il thriller in questione è: “Addicted” di Paolo Roversi edito SEM.

Il tema principale del romanzo è l’addiction, l’ossessione maniacale; il libro, infatti, racconta la storia di un gruppo formato da sette persone, ognuna con la propria ossessione, prese in cura da una psichiatra londinese, Rebecca Stark. Questi personaggi intraprenderanno un percorso di cura all’interno di una villa lussuosa nel sud Italia. Non tutto, però andrà come previsto… o forse sì?

Come ho scritto sopra, Addicted è un thriller che mi è piaciuto molto. Credo che Roversi sia riuscito ad inserire in armonia tutti gli elementi caratterizzanti il genere. Sono, infatti, presenti i misteri, i segreti, i colpi di scena; insomma, tutti quei tratti che fanno provare quel brivido alla schiena che piace tanto agli appassionati del genere in questione. Inoltre, un altro aspetto che ho apprezzato molto è stato la presenza di una buona dose di “scervellamento” che mi ha reso partecipe all’azione e curiosa di conoscere la verità dietro uno o l’altro atteggiamento.

Roversi, con una scrittura spiccia, ma di effetto, riesce a catturare ed ammaliare il lettore, che seguirà le vicende dei personaggi con una curiosità crescente.

Consiglio senza dubbio questo bel thriller, che merita di essere letto!!

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Addicted

EDITORE: SEM

DATA DI PUBBLICAZIONE: Gennaio 2019

PREZZO DI COPERTINA: € 16,00

AUTORE: Paolo Roversi

GENERE: Thriller psicologico

FORMATO: Cartaceo (192 pag.)

VOTO: 4/5

Rebecca Stark è una brillante psichiatra londinese che ha messo a punto un innovativo sistema per guarire la gente dalle proprie ossessioni. Il metodo Stark è così efficace che un magnate russo, Grigory Ivanov, decide di affidarle la conduzione della Sunrise, la prima di una serie di cliniche all’avanguardia, disseminate in tutto il pianeta, che aiuteranno le persone ad affrancarsi dalle loro peggiori addiction. Viene così lanciata una campagna pubblicitaria a livello mondiale. Il primo centro apre in Italia, in Puglia, all’interno di un’antica masseria ristrutturata, circondata da campi e ulivi. Un posto perfetto per accogliere i pazienti che, come parte integrante della cura, dovranno lavorare, cucinare e dedicarsi alle pulizie. Vivranno, insomma, come una piccola comunità isolata. Fra le centinaia di richieste che arrivano vengono selezionati sette candidati da diversi Paesi: Lena Weber, ossessionata dalla perfezione fisica; Jian Chow, web designer e hacker voyeur; Rosa Bernasconi, una ragazza tecno dipendente; Claudio Carrara, giocatore d’azzardo compulsivo; Julie Arnaud, manager ninfomane; Tim Parker, trader cocainomane; e, infine, Jessica De Groot, autolesionista. All’inizio della terapia tutto sembra girare nel migliore dei modi ma, ben presto, alcuni pazienti scompaiono misteriosamente. Complice una pioggia torrenziale che tiene segregati gli ospiti, impedendogli la fuga e ogni contatto con l’esterno, comincia da quel momento un macabro gioco al massacro.

Addicted

Categorie
Recensioni

Storie di fate, di streghe e un misterioso delitto: Penelope Poirot e l’ora blu

Buongiorno mattinieri, oggi vi parlo di un libro piccolo ma molto piacevole ed interessante.

Il romanzo in questione è: “Penelope Poirot e l’ora blu” di Becky Sharp edito Marcos y Marcos.

Scheda.

TITOLO: Penelope Poirot e l’ora blu

AUTORE: Becky Sharp

EDITORE: Marcos y Marcos

DATA DI PUBBLICAZIONE: Giugno 2018

GENERE: Romanzo Giallo

FORMATO: Cartaceo (304 pagine)

PREZZO DI COPERTINA: € 18,00

img_8257
VOTO: 5/5

Devo ammettere che questo è il primo libro che leggo della serie di Penelope Poirot. Posso, però, assicurare che non è necessario aver letto i precedenti romanzi per godersi appieno l’avventura di questa “detective mancata” oserei dire.

Penelope Poirot è una donna di mezza età, nipote del più famoso e conosciuto Poirot, di cui, lei stessa ama dire, ha ereditato questa propensione nel risolvere misteri e delitti. Ha un carattere goffo, egocentrico, a tratti melodrammatico, ma ha anche un intuito molto sviluppato.

Ex critica gastronomica, ex giornalista di costume; autrice di pubblicazioni (di immeritato) successo; attualmente impegnata nella ricerca di una saggezza superiore.

  • B. Sharp, Penelope Poirot e l’ora blu, pag. 9

In questa vicenda, la co-protagonista, assieme alla nostra Penelope, è la sua fidata, ma anche sottovalutata assistente, Velma Hamilton; la storia, infatti, si svolge nel piccolo paese in cui Velma passava i mesi di vacanza durante l’infanzia, Corterossa.

A Corterossa Velma incontra molta gente di sua conoscenza e soprattutto Sveva, la sua migliore amica in quegli anni, e Edelweiss Gastaldi, ricca docente universitaria e datrice di lavoro della stessa Sveva; quest’ultima infatti, insieme alla figlia, Viviana, sono le domestiche della sfarzosa villa Gastaldi.

E’ in una serie di malintesi e supposizioni, tra personaggi abbastanza strambi e singolari, che prende forma la storia, in un crescendo di curiosità e suspense.

La caratteristica che ho amato di questo libro, è stata sicuramente la spiccata ironia presente in tutta la storia, dall’inizio alla fine, anche nei momenti più “drammatici“. Il tutto, infatti, assume i toni della commedia. L’autrice riesce a far divertire il lettore anche se si parla di omicidi, complotti e giochi di potere.

La Sharp ha una notevole abilità comunicativa; attraverso un linguaggio colloquiale e mai scontato, regala al suo pubblico, contenuti molto piacevoli e distensivi.

Concludo dicendo che Penelope Poirot e l’ora blu è un libro che merita davvero tanto di essere letto. Adatto sia per gli amanti del genere che per quelli che non lo preferiscono.

Con la Sharp e le storie della sua Penelope il divertimento è assicurato!

Descrizione.

La Signora di un borgo in bilico tra Liguria e Piemonte organizza un convegno sulle fiabe nella sua villa.

Per Penelope Poirot è un gradito diversivo dalle incombenze imposte da tanto cognome.

Per Velma Hamilton, la sua segretaria, è un rischiosissimo tuffo nel passato: la villa è a Corterossa, paese dei suoi nonni italiani, meta di tutte le estati della sua infanzia. È pericoloso svegliare i ricordi.

Tornare sulle rive del lago dove Velma, un tempo, attendeva le fate.

Ora si festeggia sull’acqua, tra profumi di griglie, e spari dal bosco accolgono il crepuscolo.

Ma proprio sul più bello, quando si vorrebbe lasciarsi andare, c’è una testa che cade.

Con il sangue che le scorre nelle vene, Penelope Poirot scopre in fretta che erano in tanti a detestare la vittima.

Il cavalier servente, la dottoranda mascolina, il Cristo boscaiolo… insomma, tutti coloro che ruotano intorno alla villa; ma anche Velma?

Sì, anche Velma.

Sola contro tutti, Penelope Poirot segue accuratamente ogni pista, fino al disvelamento finale, in riva al lago, nell’ora blu.

http://www.marcosymarcos.com/libri/penelope-poirot-e-lora-blu/

Categorie
Recensioni

Recensione: Dove c’è fumo

In seguito si sarebbe chiesta cosa sarebbe accaduto, se non avesse notato quella rivista.

Buonasera cari lettori, dopo una breve pausa estiva, ritorno a scrivere recensioni. Oggi, in particolare, vi parlo di un’uscita estiva Bompiani: “Dove c’è fumo” di Simon Beckett.

TITOLO: Dove c’è fumo (titolo originale: Where there’s smoke)

AUTORE: Simon Beckett (traduttore: Fabrizio Coppola

EDITORE: Bompiani

DATA DI PUBBLICAZIONE: Luglio 2018

FORMATO: cartaceo (400 pagine)

PREZZO DI COPERTINA: € 18,00

VOTO: ♥♥♥♥♥

1534952842430

DESCRIZIONE. La stanza è immersa in un buio irreale, sembra di camminare nell’inchiostro. Kate cerca di farsi strada a tentoni tra mobili sconosciuti. Non c’è tempo per fuggire. Poi un lampo di dolore, e sangue. Kate Powell è una donna di successo sulla trentina, indipendente, poco incline ai compromessi. Eppure sente che il tempo scorre inesorabile e la vita le appare sempre più vuota, priva di significato. Vuole un figlio, ma è rimasta scottata troppe volte da relazioni inconcludenti e non riesce più a fidarsi. Così decide di ricorrere all’inseminazione artificiale e scegliere il donatore pubblicando un annuncio: a rispondere è Alex Turner, psicologo affascinante e riservato. Il candidato ideale. Se non fosse che l’apparenza inganna.

Alcuni momenti bruciano nella mente per sempre.

LA MIA OPINIONE. Kate Powell, imprenditrice di successo, ha superato da poco i 30 anni e sente il bisogno di dare una svolta alla sua vita, diventando madre. Di uomini, però, non vuole sentirne. Fa ancora male la cicatrice lasciata da Paul Sutherland, un uomo alcolista, prepotente e con la tendenza a non essere fedele. Kate non vuole innamorarsi di un uomo e mettere su famiglia; lei vuole metterlo al mondo (e crescerselo!) da sola il bambino. Kate decide di rivolgersi ad una clinica in cui si effettua l’inseminazione artificiale attraverso donatore conosciuto. E’ per questo motivo che le vite di Kate e Alex Turner, donatore scelto dalla stessa donna e affermato psicologo, si incrociano. Ma la domanda è d’obbligo: Kate avrà fatto la scelta giusta?

Dove c’è fumo è uno di quei libri che attraggono dalle primissime pagine. Io, personalmente, già dal terzo capitolo ero letteralmente stregata da questo thriller. Ero immersa nella narrazione e mi sentivo parte integrante della storia raccontata. E’ un romanzo che riesce bene ad inquadrare tutti i vari aspetti ed elementi, in modo tale da condurre il lettore verso una determinata risoluzione degli eventi, che però verrà poi scardinata del tutto nel capitolo finale.

Il finale lascia una piacevole sensazione. Vi spiego perché. Come dicevo sopra, mentre si segue il filo logico della narrazione e lo sviluppo della storia di Kate, si ha la sensazione di andare incontro ad un epilogo scontato, già scritto. Quello che si trova, invece, nell’ultimo capitolo è senza dubbio qualcosa di inaspettato. Una svolta improvvisa che mescola tutte le carte in tavola.

L’argomento trattato è di indubbia attualità. La fecondazione assistita, infatti, è una frontiera sempre in crescita e che aiuta moltissime coppie ad avverare il desiderio di avere una famiglia completa. In questo modo Dove c’è fumo diventa anche un mezzo per riflettere. Leggendo, nelle pagine del libro, di questa tematica, mi è venuto quasi automatico riflettere e prendere posizione rispetto a questo discorso. Un altro punto per questo romanzo!

Beckett utilizza una scrittura magnetica, carica di adrenalina. Non si trova una parola di troppo. Riesce a creare un ritmo serrato che regala al lettore una tensione sempre crescente (come un buon thriller psicologico che si rispetti!).

Concludo dicendo che è un romanzo che merita davvero tanto. Per gli amanti del genere è sicuramente un libro all’altezza delle aspettative. E’, però, adatto anche a coloro che preferiscono leggere altri generi, in quanto Beckett riesce a smorzare il panico grazie ad un punto di vista lucido e razionale.

http://www.giunti.it/

http://www.bompiani.it/

Categorie
Recensioni

Recensione: Ho deciso che devi morire

Buonasera cari lettori, oggi vi parlo di una mia ultima lettura, una novità Giovane Holden Edizioni, che mi ha scosso e non poco.

TITOLO: Ho deciso che devi morire

AUTORE: Natalia Lenzi

EDITORE: Giovane Holden Edizioni

DATA DI PUBBLICAZIONE: 10 aprile 2018

PAGINE: 168 (cartaceo)

GENERE: Racconti

PREZZO DI COPERTINA: € 13,00

VOTO: ♥♥♥♥♥

d3bf73b2-42ad-42de-9ec7-ff841fed9313

SINOSSI. Non può essere un errore, un eccesso, un attimo di follia, un’imprevedibile tragedia. Presentarsi a un incontro riparatore con un anello in una mano e un coltello nell’altra, carezzare per poi picchiare con uno schiaffo, un pugno, un calcio, significa aver già deciso, aver già messo in conto la possibilità di uccidere. Racconti che narrano le storie di donne tradite dalla vergogna, ammaestrate dalla paura, domate dall’incertezza, abbagliate dal bisogno d’amore, prigioniere del silenzio, spettatrici della loro stessa esistenza. Donne di ogni età, di ogni estrazione sociale, di ogni livello culturale. Donne che subiscono, che combattono, che si ribellano. Donne che a volte si riscattano, riappropriandosi di sé stesse e della propria vita. Donne che muoiono. Storie di una società che preferisce allevare delle femmine invece che crescere delle Donne; una società dove i maschi, e non certo gli Uomini, credono nel possesso invece che nel rispetto e confondono la forza con l’esercizio della violenza. Dodici vite narrate in prima persona o raccontate da madri, sorelle, figli; superstiti di un amore tradito. Esistenze di donne sconosciute che si intrecciano, tra presente e passato, accomunate dal dolore e dal coraggio, dall’incredulità nell’accettazione della realtà e dalla forza di vincere il primo e più importante dei conflitti, quello con sé stesse. Ogni racconto focalizza un aspetto della battaglia che ognuna di queste donne, imperfette, illuse, forti, deboli, combatte contro la vergogna, contro il senso di inadeguatezza, di incapacità, contro il senso di colpa, contro il terrore della solitudine, contro il ruolo al quale sembrano essere destinate.

LA MIA OPINIONE. Questo libro è una raccolta di dodici racconti, uno diverso dall’altro ma che vanno tutti a trattare un unico tema, un terribile tema, oggi purtroppo molto diffuso: il femminicidio.

Sono storie di sofferenza, di rassegnazione, di paura, ma anche di coraggio, forza e voglia di vivere.

Leggendo questo libro, si può benissimo notare la presenza di alcuni fattori comuni in storie, a prima vista, differenti. Uno fra tutti, “il troppo amore“. Un amore che dai primi approcci sembra paragonabile a quello che si legge nelle fiabe, ma che gradualmente, quasi in maniera impercettibile, si trasforma in qualcosa di molto meno nobile, ma soprattutto malato.

Questa raccolta di storie, mi ha permesso di riflettere su qualcosa che sì, ci turba, ci indispone, persino inorridisce, sentendolo nei vari quotidiani, ma che subito accantoniamo perché è qualcosa di lontano da noi. Le donne vittime di queste barbarie (fatemi passare il termine) sono comunissime donne, di ogni età e ceto sociale, con l’unica sfortuna di essersi innamorate di un carnefice che, nella più triste delle ipotesi, toglierà loro la cosa più cara in assoluto che una persona possiede: la vita.

Questi racconti però, non si soffermano soltanto sul rapporto vittima – carnefice, ma anche su tutto quello che ne consegue. Parla degli orfani speciali, figli di queste madri e di questi padri. Uccise le une, carcerati o suicidi gli altri.

Quando cerchiamo i nonni, gli zii e i cugini paterni, nella speranza di rimanere aggrappati ai brandelli della nostra realtà, l’altro ramo della famiglia non capisce. Quando rifiutiamo ogni contatto con la famiglia di nostro padre, questa si sente derubata, colpevolizzata ingiustamente amputata e non capisce. Siamo vittime dei nostri genitori e siamo l’inevitabili vittime dell’astio di ciò che resta delle nostre famiglie. Quando siamo soli, quando i nostri nonni sono troppo vecchi, troppo poveri, quando non abbiamo zii e cugini, diventiamo merce nelle mani di estranei che decideranno per noi. […] Siamo i figli di un femminicidio.

  • N. Lenzi, Ho deciso che devi morire, pag. 144

Anche questo è femminicidio. Bambini, ragazzi innocenti, costretti a pagare i conti di un uomo, loro padre, che ha fatto quello che nessuno dovrebbe mai fare: uccidere un altro essere umano, un atto terribile aggravato dal fatto che si tratta proprio della loro madre.

Potrei stare a parlare di questo argomento per ore, in quanto ne sono molto sensibile, ma poi correrei il rischio di perdere di vista l’obiettivo e cioè parlarvi delle qualità di questo libro.

Un aspetto che ho trovato sensazionale è stato il fatto che, nonostante sia stato scritto dalla stessa mano, i racconti variano moltissimo dal punto di vista stilistico: alcuni seguono un ritmo più veloce, altre si soffermano su alcuni aspetti e rallentano narrazione; il linguaggio, in alcune storie è più maturo, in altre è più ingenuo, come quello usato dai bambini. Credo sia una dote non comune a molti.

Concludo dicendo che è un libro che consiglio di leggere assolutamente. E’ un argomento che va trattato, discusso e conosciuto, (perché quello che a noi arriva è solo la punta dell’iceberg) e credo che la Lenzi può darcene una descrizione molto esaustiva.