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Dove cade la luce di Alison ed Owen Pataki

Che rapporto avete con la storia? Io l’ho sempre amata, fin dai primi anni della scuola elementare. Perché vi faccio questa domanda? Perché nel libro di cui vi parlerò oggi, la storia fa da prima donna. Il romanzo in questione è “Dove cade la luce” di Allison ed Owen Pataki edito BEAT Edizioni.

A. Pataki, O. Pataki, Dove cade la luce, BEAT Edizioni

Dove cade la luce è un romanzo ambientato negli anni successivi alla rivoluzione francese, fino ad arrivare alla salita al trono di Napoleone Bonaparte. Seguiamo l’evoluzione di due storie in parallelo. Da una parte assistiamo alle vicende di Andrè Valiere, nato in una famiglia nobile, che decide di rinunciare ai propri titoli nobiliari per servire la nazione. Dall’altra parte, invece, vediamo muovere Jean-Luc Saint-Claire, giovane avvocato, marito e padre di famiglia, con fervidi ideali di uguaglianza e fraternità, che crede veramente nel potere della rivoluzione. Le vite di questi due personaggi si intrecciano in circostanze tragiche e dolorose. Ma davvero un popolo abituato per decenni alla monarchia riuscirà a governarsi da solo? E ancora, qual è stato il prezzo da pagare?

Inizio col dire che Dove cade la luce è un romanzo storico abbastanza impegnativo. Può risultare pesante per chi non è particolarmente propenso al genere. Più che le vicende narrate, assume una posizione importante la storia francese. La rivoluzione viene descritta attraverso un punto di vista originale, diverso dal solito. Quello che descrive è un periodo particolarmente violento e drammatico. Mostra come gli anni della ragione, in cui Chiesa e Monarchia erano messe al bando, non siano poi stati veramente senza macchia; sono anni, infatti, che celano soprusi, sangue e violenze.

“Lo sapete con me hanno preso a chiamare Robespierre?” Merignac inclinò la testa. “L’incorruttibile. Ma io non ne sono così sicuro. Il mio datore di lavoro crede che nessuna virtù umana, sia a prova di corruzione. Si tratta semplicemente di individuare la debolezza di ciascuno.”

A. Pataki, O. Pataki, Dove cade la luce, BEAT Edizioni, pag. 110

La vicenda narrata è abbastanza carina. Il punto di forza del romanzo è l’intreccio delle vite dei vari personaggi che si incontrano e si separano in un gioco armonico.

Dove cade la luce è un libro che approfondisce in maniera esaustiva quegli anni particolari della storia francese, ma che mi sento di consigliare esclusivamente agli amanti del genere.

Voto: 3/5

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Dove cade la luce.

Titolo originale: Where the light falls

AUTORE: Allison ed Owen Pataki

Traduzione italiana a cura di Chiara Ujka

EDITORE: Beat edizioni

DATA DI PUBBLICAZIONE: 2019

GENERE: Romanzo storico

PAGINE: 395 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 19,00

Tre anni dopo la caduta della Bastiglia, le strade di Parigi sono ancora in fermento per la Rivoluzione. I cittadini di Francia sono animati dagli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità. La monarchia di Luigi XVI e Maria Antonietta è stata smantellata – con l’aiuto della ghigliottina – e al suo posto sta sorgendo una nuova nazione. Jean-Luc, un giovane avvocato idealista, si trasferisce con la moglie e il figlio da Marsiglia a Parigi, nella speranza di unirsi alla causa. André, figlio di un nobile denunciato, è sfuggito all’esecuzione unendosi al nuovo esercito francese. Sophie, una giovane vedova aristocratica, intraprende la sua lotta per l’indipendenza contro il suo potente e vendicativo zio. Mentre il caos minaccia di annullare i progressi della Rivoluzione e la richiesta di giustizia genera instabilità e paranoie, le vite di questi personaggi si incrociano. Jean-Luc, André e Sophie si troveranno a dover unire le forze in un mondo in cui la sopravvivenza sembra molto difficile, la loro e quella della Nazione stessa.

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Recensione: I Gillespie

Quando una semplice amicizia può trasformarsi in qualcosa di inquietante.

Buonasera cari lettori, oggi vi voglio parlare di un libro che mi ha letteralmente conquistato; uno di quei libri che ti entrano dentro fin sotto la pelle. Sto parlando di “I Gillespie” di Jane Harris, edito per la prima volta da Neri Pozza, ma io l’ho letto nell’edizione BEAT.

TITOLO: I Gillespie (titolo originale Gillespie and I)

AUTORE: Jane Harris. Tradotto in italiano da Massimo Ortelio

EDITORE: Neri Pozza Editore

DATA DI PUBBLICAZIONE: Gennaio 2016

FORMATO: Cartaceo (510 pagine)

VOTO: ♥♥♥♥♥

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SINOSSI: Nella primavera del 1888, in seguito al decesso della zia da lei amorevolmente accudita, Harriet Baxter decide di lasciare Londra e viaggiare alla volta di Glasgow. Trentacinque anni, nubile, una piccola rendita annua cui attingere, Harriet arriva nella seconda città dell’Impero nell’anno dell’Esposizione Internazionale. Durante una passeggiata in una giornata insolitamente calda, Harriet soccorre una distinta signora di circa sessant’anni stramazzata al suolo per un malore sconosciuto. Qualche giorno dopo si ritrova a onorare l’invito, elargito in segno di riconoscenza per il suo bel gesto, a casa dei Gillespie, la famiglia della donna soccorsa. Ci sono Elspeth, l’esuberante madre del padrone di casa; Mabel, la figlia di Elspeth inacidita per essere stata abbandonata sull’altare; Kenneth, il figlio belloccio tormentato da un segreto inconfessabile; Annie, la dolce moglie del padrone di casa alle prese con l’educazione di due figlie; il padrone di casa, Ned Gillespie, un giovane, geniale pittore dai tratti meravigliosamente regolari e piuttosto avvenenti, e una punta di tristezza negli occhi blu oltremare. L’incontro con Ned Gillespie risulta fatale per Harriet Baxter. In lei si fa strada la convinzione di dover salvare Ned Gillespie. Salvarlo dalla sua indigenza, che gli impedisce di dare libero sfogo alla sua creatività, e salvarlo dalla sua turbolenta famiglia. Una convinzione che, come ogni ossessione, trascina inevitabilmente dietro di sé l’ombra della tragedia.

LA MIA OPINIONE: Quando ho iniziato a leggere questo libro non avevo nessuna aspettativa. Non conoscevo né l’autore, né tanto meno il libro. Ai tempi dell’acquisto, avevo letto la trama e mi aveva colpito principalmente il dipinto della vita familiare, anche se il periodo in cui è ambientato non mi entusiasmava tantissimo (anche se io amo moltissimo i romanzi storici). Era quindi rimasto nella mia libreria per parecchio tempo, fino a che, qualche settimana fa, ho deciso di intraprendere questa avventura. E’ stata una delle più belle decisioni che abbia mai presto in campo letterario.

Andiamo con ordine. Voglio iniziare a parlare di questo libro presentandovi una citazione contenuta al suo interno:

Per quanto ci sforziamo, non c’è dato di sfuggire all’inevitabile: siamo tutti condannati a vivere ciò che il destino ha in serbo per noi.

  • J. Harris, I Gillespie, pag. 280

E’ proprio il destino la parola chiave di questo romanzo. Se Harriet non fosse andata…, se Ned non avesse fatto…, se Rose fosse stata più… Tutte le vicende di questo romanzo ruotano attorno a questo destino che inevitabilmente fa vivere esperienze e percorrere delle strade che possono portare a delle conseguenze devastanti. I vari personaggi si muovono già dalle prime pagine del libro come mossi da qualche forza superiore che li spinge nella direzione che porterà poi a sconvolgere tutti gli equilibri.

La storia si divide in due parti sviluppate contemporaneamente. Una parte è scritta sotto forma di memoriale in cui la protagonista racconta (o per meglio dire, ricorda) le vicende che ha vissuto lei, insieme agli altri personaggi, una quarantina di anni prima. La seconda parte, invece, è raccontata sotto forma di diario dove vengono annotate tutte le vicende particolari del periodo attuale. In questo modo si può scoprire che a volte il passato non è poi così lontano dal presente….

L’autrice utilizza un linguaggio molto sciolto, fluido, che conferisce al racconto un ritmo molto incalzante; in questo modo aggancia il lettore alla vicenda in una maniera tale da non permettere quasi di interrompere la lettura. Mi spingo a dire che questo romanzo ha un potere quasi ipnotico.

E’ un romanzo carico di tensione, di suspense, di voglia di arrivare subito alla fine per scoprire come va a finire. Il carico di adrenalina ed ansia, quindi, sono assicurati; questo viene però smozzato dalla presenza di una vena ironica con cui la Harris ci accompagna per tutta l’avventura. Oltre a far scendere il livello ansiogeno, permette al lettore di far metabolizzare quanto letto fino a quel momento.

Un libro in cui niente è come sembra e tutto è una continua sorpresa.

Ovviamente consiglio questo libro a tutti coloro che, in primis, amano il genere storico, ma anche a chi non dispiace un po’ di tensione.

Alla prossima recensione, Daisy.

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