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Uomini di poca fede di Nickolas Butler

Ciao a tutti, il romanzo che vi presento oggi, parla di fede, religione e fanatismo, ma anche amore incondizionato e razionalità.

Il libro in questione è “Uomini di poca” fede di Nickolas Butler edito Marsilio.

I protagonisti di questa storia appartengono a due generazioni diverse: da una parte abbiamo Lyle e Peg, una coppia di anziani, che seguono la religione più per abitudine che per convinzione e dall’altra parte Shiloh, figlia adottiva di Lyle e Peg, una ragazza da sempre ribelle e attiva partecipante di un gruppo “fanatico” religioso e fermamente convinta del loro credo. Al centro di tutta la storia c’è un bambino, Isaak, figlio di Shiloh, ritenuto da quest’ultima portatore di poteri sovrannaturali e miracolosi. Peg e Lyle, in quanto nonni, sono preoccupati, ma al tempo stesso accondiscendenti, per il forte amore che li lega alla figlia e al nipote. Tutto si capovolgerà, però, quando succederà qualcosa di critico e irreparabile.

N. Butler, Uomini di poca fede, Marsilio

La storia in sé e per sé è molto lineare. Nessuna svolta, nessun evento inaspettato, ma comunque ben strutturata; fatta eccezione per qualche pezzo, in cui cade troppo nel romanzato, a mio avviso, tendenzialmente l’ho trovata ben scritta ed interiorizzabile.

Uomini di poca fede è sicuramente un libro che porta alla riflessione: il messaggio che fa da sfondo a tutta la vicenda arriva forte e chiaro. Un messaggio che, però, indubbiamente viene rapportato all’esperienza di ciascuno, e perciò assimilato. Il lettore si pone quesiti, mette anche in discussione il proprio rapporto con la fede e la religione: lo fa proprio, lo cala sul proprio vissuto, ed in base a ciò che emerge, da un giudizio di valore su ciò che il romanzo gli ha dato.

Il mondo è pieno di una serie forse infinita di misteri e una quantità ancora più infinita di ipotesi, imbrogli, bugie, ciance e qui e là, seminascosta, una minuscola, intoccabile manciata di risposte.

N. Butler, Uomini di poca fede, pag. 48

Il linguaggio è molto semplice e quotidiano; avvicina sicuramente alla personalità dei protagonisti, li fa sentire più veri, più vissuti. Il tutto è avvolto in un alone utopico, quasi surreale.

Quello che, invece, mi ha lasciato un po’ perplessa è il finale; con questo non voglio dire che non è ben strutturato, ma che io non sono riuscita a comprenderlo appieno. Non ho capito cosa l’autore ha voluto dire e lasciare al lettore con l’epilogo del romanzo, e questo, ahimè, mi ha lasciata con l’amaro in bocca (tra l’altro non amo particolarmente i finali aperti, preferisco conoscere “come vanno a finire“ le varie situazioni narrate).

Concludo dicendo che “Uomini di poca fede“ è un romanzo importante per la riflessione che, indubbiamente, spinge il lettore a fare. Il tema affrontato non è tra i più semplici e Butler è riuscito ad affrontarlo abbastanza bene. Consigliato.

Voto: 3,5

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Uomini di poca fede

Titolo originale: Little Faith

AUTORE: Nickolas Butler

Traduzione italiana a cura di Fabio Cremonesi

EDITORE: Marsilio Editori

DATA DI PUBBLICAZIONE: Gennaio 2020

GENERE: Narrativa straniera

PAGINE: 272 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 17,00

http://www.marsilioeditori.it/lista-autori/scheda-libro/2970347-uomini-di-poca-fede/uomini-di-poca-fede

Ps. Per sapere cosa ne pensano gli altri ragazzi tra le pagine, seguite:

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[Recensione] Le conseguenze di Černobyl’ ne “La vita invisibile di Ivan Isaenko” di Scott Stambach

Buongiorno cari lettori e lettrici per passione, oggi vi parlo di un libro che ho letto tempo fa, ma che per motivi vari ed eventuali, mi sono trovata costretta a recensire solo adesso.

Sto parlando de “La vita invisibile di Ivan Isaenko” di Scott Stambach edito Marsilio Editori.

Racconta la storia di quei ragazzi, vittime del disastro di Černobyl’ anche a distanza di tempo; ragazzi speciali, nati con una o più malformazioni e per questo motivo internati in orfanotrofi specifici.

In particolare, in questo libro, è uno di questi ragazzi a parlare, Ivan, che, parlando in prima persona descrive tutto quello che vede e sente intorno a lui, ma soprattutto quello che vede e sente dentro di lui. Tutte le passioni, i desideri, le paure ed i sentimenti comuni ad ogni ragazzo che affronta l’adolescenza. In questo Ospedale per i bambini gravemente ammalati di Mazyr, Ivan incontrerà Polina, una ragazza anch’essa molto sfortunata e sofferente. I due giovani a modo loro scopriranno un nuovo mondo, in cui non solo si sopravvive ma si può anche provare a vivere.

La vita invisibile di Ivan Isaenko è un libro molto forte, mette davanti alla sofferenza di bambini, molto spesso destinati a sorte certa, senza nessuna colpa se non quella di nascere nel posto sbagliato.

Racconta, però, anche una storia di rivincita per la situazione che vivono, si determinazione ad andare avanti nonostante tutto e di amore. Sì, perché di amore parla questo libro. Amore non inteso nel senso più comune del termine, ma un tipo di sentimento ancora più profondo; quello che spinge a non perdere la speranza, ma anche quello che porta ad amare incondizionatamente l’altro senza ricevere nulla in cambio, e nemmeno pretenderlo.

Ragazzi che il caso, (o il destino, fate voi!) ha reso invisibili, come viene suggerito nel titolo. Ragazzi internati in posti prestabiliti dove possono essere dimenticati tranquillamente da tutti gli altri più fortunati. (non vi rimanda un po’ alle classi speciali?)

La vita invisibile di Ivan Isaenko è scritto sotto forma di diario. Ogni pagina di diario descrive un determinato aspetto della vita in questi centri speciali ma anche le scoperte di Ivan fatte grazie e con Polina.

È un libro tosto, ma che si legge molto bene. Durante tutta la lettura non ho trovato nulla che mi abbia fatto storcere il naso! Quindi promosso a pieni voti per tema, struttura e scrittura. Complimenti Stambach.

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: La vita invisibile di Ivan Isaenko

Titolo originale: The invisible life of Ivan Isaenko.

AUTORE: Scott Stambach

Traduzione italiana a cura di Ada Arduini

EDITORE: Marsilio Editori

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

GENERE: Narrativa Straniera

PAGINE: 302 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 17,50

Ivan ha diciassette anni ed è uno degli ospiti dell’Ospedale per i bambini gravemente ammalati di Mazyr, in Bielorussia. Le radiazioni liberate nell’atmosfera dall’esplosione di uno dei reattori nucleari della centrale di Cˇernobyl’ il 26 aprile 1986 gli hanno provocato gravi malformazioni, ma non ne hanno intaccato lo spirito acuto, l’intelletto straordinario e il vorace appetito per i libri. Ogni giorno sarebbe uguale all’altro, nella vita di Ivan, ma il ragazzo riesce a trasformare tutto in un gioco, al servizio del proprio divertimento. A scuotere la sua routine arriva, però, una nuova residente dell’ospedale, Polina. Ivan all’inizio non la sopporta. La ragazzina gli ruba i libri, sfida le regole del suo universo magico, si fa amare da tutte le infermiere. Ma in breve anche Ivan ne è attratto in modo irresistibile. Comincia così una storia d’amore tenera e coraggiosa, che consente ai due ragazzi di scoprire il mondo come mai avevano fatto prima. Fino all’incontro con Polina, Ivan si limitava a sopravvivere, in uno stato di orgogliosa distanza dalle cose e dalle persone. Ora vuole qualcosa di più: vuole che Polina resti viva.

http://www.marsilioeditori.it/lista-autori/scheda-libro/2970026/la-vita-invisibile-di-ivan-isaenko