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La terza inquilina di C. L. Pattison

Salve lettori e lettrici per passione! Oggi sono qui a parlarvi del primo libro letto per il progetto “Ragazzi tra le pagine“: La terza inquilina di C. L. Pattison edito Fabbri Editori.

Come penso che già sappiate, Ragazzi tra le pagine è un progetto che porto avanti con altri sette bookblogger ed ha lo scopo di diffondere la passione per la lettura. Ogni mese affronteremo insieme a voi un libro diverso esaminandolo a 360 gradi.

In particolare, questo mese abbiamo letto La terza inquilina, una novità della casa editrice Fabbri, nonché il romanzo di esordio di C. L. Pattison.

La terza inquilina è un thriller psicologico che racconta la storia di due migliori amiche, Megan e Chloe, che decidono di cercare una casa in affitto in cui andare a vivere insieme. Dopo vari tentativi, finalmente, trovano la casa dei loro sogni: spaziosa, confortevole e ben posizionata. C’è, però, un unico problema, costa troppo! Motivo per cui decidono di cercare una terza ragazza con cui dividere l’affitto. Entra così in scena Samantha, per gli amici Sammi, una ragazza riservata e misteriosa che sconvolgerà la vita di tutti i protagonisti.

“Non sapevi nulla di lei.

Ma l’hai fatta entrare.”

Il romanzo di C. L. Pattison è un thriller psicologico ambientato a Londra. È un libro che risente molto della struttura del tipico thriller inglese! La struttura e la dinamica è pressoché simile ad altri romanzi del genere. Questo comunque non significa che sia scontato e banale ma soltanto che si sente marcata l’appartenenza inglese.

La terza inquilina è però un romanzo che mi lascia perplessa. Cercherò di spiegarvi in maniera chiara il perché.

Innanzitutto c’è da dire che come ogni buon thriller che si rispetti, non manca il colpo di scena e il finale inaspettato. Soprattutto nelle ultime pagine tutto prende una diversa piega che fino a qualche pagina prima era del tutto impensabile.

Ho trovato il ritmo, invece, un po’ lento nella prima parte (si sofferma tanto su un arco di tempo relativamente breve), per poi prendere una rapita impennata negli ultimi capitoli. Ho avuto infatti la sensazione che, proprio quando la vicenda inizia a farsi interessante ed il ritmo accelera, la narrazione “perda dei pezzi”; cioè come se non prestasse attenzione ai vari dettagli e si limitasse a descrivere sommariamente la nuova situazione che si è delineata.

La terza inquilina è un romanzo che semina indizi qua e là durante lo svolgimento della storia. Ho però avuto la sensazione che, nonostante siano stati ben messi, cosa che ho molto apprezzato, poi non siano stati spiegati chiaramente quando ormai tutte le carte erano state scoperte. Mi sento di definirlo un thriller molto soft, nel senso che i toni non si caricano di elevato pathos.

In conclusione, La terza inquilina, è una lettura senz’altro piacevole ed adatta ad un pubblico di adolescenti ma anche a coloro che col genere non hanno molta confidenza!

Vi invito inoltre a leggere le recensioni degli altri miei compagni di avventura e farvi un’idea sempre più completa del romanzo!

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Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: La terza inquilina

Titolo originale: The Housemate

AUTORE: C. L. Pattison

Traduzione italiana a cura di Elena Cantoni

EDITORE: Fabbri Editori

GENERE: Thriller psicologico

DATA DI PUBBLICAZIONE: Novembre 2019

PAGINE: 288 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 19,50

All’apparenza disponibile e cordiale, Sammi inizia a manifestare inaspettati scatti d’ira e qualche segreto di troppo, chiuso gelosamente in una scatola di ritagli di giornali e vecchie fotografie…

Megan e la sua migliore amica Chloe hanno traslocato nella loro casa dei sogni, ma sono costrette a prendere una terza inquilina per riuscire a pagare l’affitto. Quando incontrano Samantha, gentile, affascinante, premurosa, si convincono che sia la persona perfetta per condividere l’appartamento e che tra loro potrebbe nascere una vera amicizia. Ma c’è qualcosa in lei che stona, e Megan è la prima ad accorgersene: all’apparenza disponibile e cordiale, Sammi inizia a manifestare inaspettati scatti d’ira e qualche segreto di troppo, chiuso gelosamente in una scatola di ritagli di giornali e vecchie fotografie. Chloe però è troppo presa dai suoi problemi di lavoro per rendersi conto che qualcosa non va: assorbita dall’allestimento di un importante spettacolo teatrale, ricomincia a essere tormentata dagli stessi problemi di ansia da cui Megan l’aveva salvata anni prima. E Megan, da parte sua, viene travolta da una passionale storia d’amore che non le lascia tempo ed energie per occuparsi dell’amica in difficoltà. È in questo spiraglio che lentamente si apre tra le due, fatto di incomprensioni e di attenzioni mancate, che Sammi inizia a insinuarsi, con un’abilità melliflua e inquietante. In fondo, né Chloe né Megan la conoscono davvero, ma ormai le hanno aperto la porta di casa, e l’hanno lasciata entrare. Non sanno cosa sta nascondendo. Non sanno cosa vuole davvero. Ma una cosa è certa: Sammi è lì per restare.

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Recensione: La tua ultima bugia di Rachel Abbott

A volte è troppo tardi per mentire un’ultima volta.

Eccomi tornata, nella veste di Daisy 2.0, a parlarvi delle letture che mi accompagnano quotidianamente. I libri da commentare insieme sono tanti, ci vorrà un po’ di tempo, ma lo farò (o almeno ci proverò).

La tua ultima bugia è un thriller in cui è il mistero a fare da padrone.

Le protagoniste principali sono due donne, Evie e Cleo, che ruotano, entrambe, attorno alla figura di Mark, compagno della prima e fratello della seconda, che fa da fulcro.

Evie è una donna affascinante, enigmatica e con un passato avvolto nel mistero. È un tipo determinato, è proprio questa parte del suo carattere la porterà a fare delle scelte decisive.

Cleo, invece, è una gallerista di successo, single incallita (per scelta o per necessità) che ha deciso di passare la propria vita a proteggere ed “accudire” il fratello Mark. Cleo porta dentro di sé una verità scomoda che è disposta a proteggere ad ogni costo.

Come dicevo sopra, Mark è una figura centrale all’interno della vicenda.

Mark è un fotografo piuttosto bravo, molto legato alla sorella Cleo e con un passato piuttosto doloroso.

La tua ultima bugia è un thriller molto ben fatto, non mancano i colpi di scena ed i picchi di adrenalina. Il ritmo è abbastanza serrato.

Leggendo questo libro non ci si annoia nemmeno un secondo. Già l’inizio è col botto e preannuncia lo stile del libro. Questa caratteristica mi è piaciuta molto.

Io a questo libro ho dato 4- per il semplice fatto che arrivata ad un certo punto avevo già capito come sarebbe finito. Questo mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca.

Devo però dire che il libro è ben fatto e senza nessuna pecca. Un thriller molto buono che sicuramente piacerà agli amanti del genere.

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: La tua ultima bugia

AUTORE: Rachel Abbott

EDITORE: Piemme Edizioni

GENERE: Thriller psicologico

DATA DI PUBBLICAZIONE: Marzo 2019

PAGINE: 368 (cartaceo)

PREZZO: 19,90 €

La casa di Marcus North appare come un luogo magnifico e spaventoso a Evie, la prima volta che vi mette piede. Immensa, affacciata su una scogliera, una stupenda vetrata dopo l’altra. Peccato che sulla costa occidentale dell’Inghilterra il vento e il grigio la facciano da padroni: ma anche così, davanti a lei si apre uno spettacolo. Per Marcus, però, le cose sono molto diverse. Quella casa è legata per sempre al ricordo della prima moglie, Mia, e di ciò che accadde al piano di sotto, dove la palestra e la piscina ormai sono chiuse da tempo. E dove lui non mette più piede. Ma adesso c’è Evie, un nuovo, luminoso amore che cancellerà il buio del passato. Almeno così la vede lui.
Non la pensa così Cleo, la sorella di Mark. Non le piace Evie, come del resto non le piaceva Mia. E quando Mark comincia ad allontanarsi, Evie a restare sempre più spesso sola con la sua bambina in quella immensa casa, e Cleo a cercare di capire che cosa c’è davvero tra il fratello e la sua nuova donna, pian piano le verità che ciascuno nasconde verranno a galla. E, come avrà modo di scoprire la detective King – la stessa che accorse quando Mia cadde dalle scale, e che adesso si troverà di fronte, in quella stessa casa, a una scena spaventosa -, l’ultima bugia sarà la più terribile.
Da un’autrice da tre milioni di copie, uno dei thriller più agghiaccianti di sempre, che vi trasporterà nel freddo dell’Inghilterra, dove nebbia e mare in tempesta non sono che uno specchio dell’anima. Statene certi: rifletterete a lungo, la prossima volta, prima di dire una bugia.

http://www.edizpiemme.it/libri/la-tua-ultima-bugia

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Una ragazza riservata: una “guerra” lunga quarant’anni

<< Il bene e il male, il buio e la luce >> meditò Perry << Non si può avere l’uno senza l’altro, mi sa. Forse siamo tutti dualismi.>>

K. Atkinson, Una ragazza riservata, pag. 129

Buonasera lettori e lettrici per passione, sto scrivendo questa recensione mentre la pioggia picchia sul davanzale della finestra, il che crea una speciale atmosfera che mi rende ancora più concentrata. Oggi vi parlo di un libro uscito da pochissimi giorni: “Una ragazza riservata” di Kate Atkinson edito Editrice Nord.

Il romanzo è suddiviso in tre parti che si alternano tra loro e che rappresentano tre fasi importanti della vita della protagonista: Juliet Amstrong, una donna londinese che ha partecipato negli anni Quaranta, più o meno indirettamente, alla Seconda Guerra Mondiale. Juliet, infatti, poco prima del conflitto, verrà assunta dai servizi segreti inglesi per riportare informazioni riguardanti i tedeschi, ed in particolare i filo-nazisti.

Questo romanzo richiama bene l’idea di un cerchio che si chiude, tutto infatti finisce dove è iniziato.

Una ragazza riservata, infatti, inizia dalla fine, per poi continuare con l’alternarsi di due decenni, per finire dove tutto è iniziato, sia metaforicamente, che strutturalmente.

Tutto si svolge a Londra; una Londra che prende diversi volti, in base al periodo di riferimento: quella più abbattuta degli anni Quaranta, in procinto del conflitto mondiale e quella che si vuole buttare tutto alle spalle, degli anni Cinquanta, ma che non sempre ci riesce.

I personaggi sono molto particolari. Ogni singola persona con cui Juliet si relaziona, ha una caratteristica spiccata e ben delineata, che la rende degna di nota e abbastanza riconoscibile anche nel susseguirsi della storia.

Quello che più emerge in questo romanzo è il mistero, la doppia vita. Questo aspetto viene raccontato così bene dall’autrice, tanto che ad un certo punto non si riesce più a distinguere cosa è vero da cosa non lo è.

Il linguaggio utilizzato è molto semplice e scorrevole. Mantiene un tono serio, intervallato da qualche battuta ironica. Il ritmo è incalzante al punto giusto. Una ragazza riservata è un romanzo che mi sento di consigliare. L’ho trovato molto accattivante e curioso, dove i misteri e le verità nascoste fanno da padroni.

Scheda tecnica e descrizione.

PREZZO DI COPERTINA: € 18,00

Londra, 1981. Una donna giace sull’asfalto. È stata investita mentre attraversava la strada, proprio il giorno del suo ritorno in Inghilterra, dopo anni passati all’estero. Un tragico incidente, che presto verrà dimenticato da una città in fermento per il matrimonio del secolo. O forse non è stata una casualità. Perché quella donna era depositaria di tanti, troppi segreti.

Londra, 1940. La diciottenne Juliet Armstrong viene reclutata dai servizi segreti per un lavoro all’apparenza semplice: sbobinare registrazioni. In realtà, si tratta di un compito delicato, perché quelle registrate sono le conversazioni tra un agente infiltrato e un gruppo di cittadini inglesi simpatizzanti del Reich. Per il governo, è essenziale individuare e tenere d’occhio una potenziale quinta colonna filonazista in patria. Soprattutto ora che Londra è il bersaglio delle bombe tedesche. Dapprima disorientata, Juliet s’immerge sempre più in un mondo all’apparenza innocuo, eppure in cui ogni gesto, ogni parola è ambigua e pericolosa. E dopo alcune settimane ha l’occasione di mettersi alla prova come agente operativo, in una rischiosa missione sul campo. E nulla andrà come previsto.

Londra, 1950. A cinque anni dalla fine delle ostilità, la crisi economica e le conseguenze della guerra opprimono ancora il popolo inglese. Juliet lavora per la BBC, allo sviluppo di programmi d’intrattenimento per sollevare lo spirito degli ascoltatori. Ma anche per lei è difficile liberarsi del passato, che riemerge nella forma di un messaggio lasciato sotto la porta di casa: Pagherai per quello che hai fatto. Dopo tutto quello che è successo dieci anni prima, Juliet non è sorpresa. E riprende contatto con alcune conoscenze del tempo di guerra, che però non le sono di nessun aiuto. Anzi, un uomo misterioso la coinvolgerà ancora una volta in una missione segreta. La scacchiera è sempre la stessa, ma è cambiato uno dei giocatori: non più la Germania nazista, bensì l’Unione Sovietica.

Attraverso lo sguardo di un personaggio femminile sfaccettato e in continua evoluzione, Kate Atkinson ci coinvolge con maestria in una storia dal ritmo serrato e dalla scrittura poliedrica. Una storia che è una sferzante rappresentazione dell’incapacità degli uomini d’imparare dalle lezioni del passato, condannandosi così a ripetere sempre gli stessi errori.

http://www.editricenord.it/generi/narrativa_generale/una_ragazza_riservata_9788842931379.php

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Addicted: ognuno ha un segreto da nascondere, e tu?

Buonasera cari lettori!

Sono tornata dopo un paio di mesi. Mesi in cui ho dovuto affrontare grandi ostacoli e cercare di tenere insieme le redini di tutto. Mesi in cui ho dovuto mettere in stand-by (non del tutto però) la mia più grande passione: la lettura. Questo è il motivo per cui mi sono trovata costretta ad interrompere blog e pagine social di Lettrice Per Passione.

Ma ora sono qui!!

Riapro i battenti col botto, parlandovi di un thriller che mi ha molto colpito e che mi è piaciuto un sacco! Il thriller in questione è: “Addicted” di Paolo Roversi edito SEM.

Il tema principale del romanzo è l’addiction, l’ossessione maniacale; il libro, infatti, racconta la storia di un gruppo formato da sette persone, ognuna con la propria ossessione, prese in cura da una psichiatra londinese, Rebecca Stark. Questi personaggi intraprenderanno un percorso di cura all’interno di una villa lussuosa nel sud Italia. Non tutto, però andrà come previsto… o forse sì?

Come ho scritto sopra, Addicted è un thriller che mi è piaciuto molto. Credo che Roversi sia riuscito ad inserire in armonia tutti gli elementi caratterizzanti il genere. Sono, infatti, presenti i misteri, i segreti, i colpi di scena; insomma, tutti quei tratti che fanno provare quel brivido alla schiena che piace tanto agli appassionati del genere in questione. Inoltre, un altro aspetto che ho apprezzato molto è stato la presenza di una buona dose di “scervellamento” che mi ha reso partecipe all’azione e curiosa di conoscere la verità dietro uno o l’altro atteggiamento.

Roversi, con una scrittura spiccia, ma di effetto, riesce a catturare ed ammaliare il lettore, che seguirà le vicende dei personaggi con una curiosità crescente.

Consiglio senza dubbio questo bel thriller, che merita di essere letto!!

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Addicted

EDITORE: SEM

DATA DI PUBBLICAZIONE: Gennaio 2019

PREZZO DI COPERTINA: € 16,00

AUTORE: Paolo Roversi

GENERE: Thriller psicologico

FORMATO: Cartaceo (192 pag.)

VOTO: 4/5

Rebecca Stark è una brillante psichiatra londinese che ha messo a punto un innovativo sistema per guarire la gente dalle proprie ossessioni. Il metodo Stark è così efficace che un magnate russo, Grigory Ivanov, decide di affidarle la conduzione della Sunrise, la prima di una serie di cliniche all’avanguardia, disseminate in tutto il pianeta, che aiuteranno le persone ad affrancarsi dalle loro peggiori addiction. Viene così lanciata una campagna pubblicitaria a livello mondiale. Il primo centro apre in Italia, in Puglia, all’interno di un’antica masseria ristrutturata, circondata da campi e ulivi. Un posto perfetto per accogliere i pazienti che, come parte integrante della cura, dovranno lavorare, cucinare e dedicarsi alle pulizie. Vivranno, insomma, come una piccola comunità isolata. Fra le centinaia di richieste che arrivano vengono selezionati sette candidati da diversi Paesi: Lena Weber, ossessionata dalla perfezione fisica; Jian Chow, web designer e hacker voyeur; Rosa Bernasconi, una ragazza tecno dipendente; Claudio Carrara, giocatore d’azzardo compulsivo; Julie Arnaud, manager ninfomane; Tim Parker, trader cocainomane; e, infine, Jessica De Groot, autolesionista. All’inizio della terapia tutto sembra girare nel migliore dei modi ma, ben presto, alcuni pazienti scompaiono misteriosamente. Complice una pioggia torrenziale che tiene segregati gli ospiti, impedendogli la fuga e ogni contatto con l’esterno, comincia da quel momento un macabro gioco al massacro.

Addicted

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Una storia d’amore 2.0… Lo scricchiolio del legno

Buongiorno lettori e lettrici con passione!! Oggi vi presento una lettura davvero piacevole, adatta per chi ha bisogno di staccare per un po’ la spina dai pensieri. Mi riferisco a “Lo scricchiolio del legno” di Federica Nardon edito LINEA Edizioni.

Scheda.

TITOLO: Lo scricchiolio del legno

AUTORE: Federica Nardon

EDITORE: LINEA Edizioni

DATA DI PUBBLICAZIONE: Giugno 2018

GENERE: Narrativa Italiana

FORMATO: Cartaceo (228 pagine)

PREZZO DI COPERTINA: € 15,00

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VOTO: 3,5/5

Lo scricchiolio del legno è il sequel di Binario 6 (che ho recensito in precedenza). I protagonisti sono sempre loro, Alice e Leo. Mentre in Binario 6 la storia si sviluppava soltanto mediante scambio di e-mail, in Lo scricchiolio del legno, si assiste ad uno sviluppo della narrazione tipico, diviso in capitoli e intervallato da qualche SMS.

Dopo parecchio tempo che non si faceva “vivo”, Leo, ripiomba nella vita di Alice nello stesso modo in cui tutto ebbe inizio: in un binario. Dopo questo breve incontro, il protagonista maschile, scompare di nuovo dalla vita della ragazza. Alice, però, aiutata anche da alcuni amici, decide di non aspettare inerme, come era successo in passato, Leo, ma ricreare la propria vita e ricominciare a vivere. Quello che succederà dopo sarà del tutto sorprendente.

Ho trovato questo romanzo molto piacevole. La caratteristica principale che salta subito all’occhio è la semplicità. Semplicità che non è pochezza, ma è l’elemento in più che conferisce alla narrazione quella genuinità e quel fascino che permetterà al lettore di rimanere incollato alle pagine e passare qualche ora davvero piacevole.

La fine della storia d’amore, infatti, viene a affrontata in maniera ironica (e anche un po’ cinica), riuscendo ad evitare quella parte drammatica e inquieta che può far diventare la lettura pesante e perciò ridondante.

L’autrice, tramite un linguaggio scorrevole e quotidiano, all’apparenza superficiale, maschera dei concetti importanti che possono portare a riflessioni di spessore. Caratteristica ottima per chi, come me, ama leggere tra le righe e trovare i significati nascosti che gli scrittori vogliono dare ai propri testi.

Se dovessi fare un appunto, direi che mi è capitato più di una volta di perdere il filo del discorso nei vari dialoghi. Arrivata ad un certo punto della conversazione mi ritrovavo a non capire più chi diceva cosa. Questo mi ha costretto a dover ricominciare da capo il pezzo.

In conclusione, posso dire è un bel romanzo, ben scritto e strutturato. Lo consiglio, come dicevo sopra, a chi vuole prendersi un attimo di pausa dai pensieri e problemi quotidiani, nella possibilità che, magari, li possano vedere in un’ottica diversa.

Ps. Vi svelo un segreto! Io vi consiglio di leggere Lo scricchiolio del legno anche perché il finale sarà del tutto inaspettato e imprevedibile.

Descrizione.

Li avevamo lasciati al Binario 6 quei due, Alice e Leo incarnati nella figura di un iPhone che cercava di comunicare con un BlackBerry, e li ritroviamo in piena guerra tra sistemi operativi (Ios vs Android) in questo romanzo che non mira solo a essere il prosieguo ma anche una testimonianza di cosa accade a tutte quelle donne che non si arrendono all’idea che l’amore possa ridursi a quel che Alice chiama I.S.T. “io sto bene”. Ecco che le donne del passato: Arianna, Penelope e Calipso perdono il loro senso mitologico diventando vita vera, ecco che le riflessioni diventano deliri divertentissimi, ecco che il crack che a volte l’amore ti fa sentire può essere curato dall’affetto delle amiche tutte pronte a salire a bordo di una Mini per compiere una marachella da ricordare per sempre, ecco l’amico gay che diventa il pr per eccellenza dei nuovi incontri, fino a spingerla a comperare un volo aereo. Una cosa è certa: lei il bagaglio l’ha riempito utilizzando un sistema infallibile perché, si sa, Cupido è sempre ubriaco quando scaglia la freccia e se Leo ha il cuore bloccato c’è solo una cosa da fare: richiedere il codice puk!

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Recensione: Dove c’è fumo

In seguito si sarebbe chiesta cosa sarebbe accaduto, se non avesse notato quella rivista.

Buonasera cari lettori, dopo una breve pausa estiva, ritorno a scrivere recensioni. Oggi, in particolare, vi parlo di un’uscita estiva Bompiani: “Dove c’è fumo” di Simon Beckett.

TITOLO: Dove c’è fumo (titolo originale: Where there’s smoke)

AUTORE: Simon Beckett (traduttore: Fabrizio Coppola

EDITORE: Bompiani

DATA DI PUBBLICAZIONE: Luglio 2018

FORMATO: cartaceo (400 pagine)

PREZZO DI COPERTINA: € 18,00

VOTO: ♥♥♥♥♥

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DESCRIZIONE. La stanza è immersa in un buio irreale, sembra di camminare nell’inchiostro. Kate cerca di farsi strada a tentoni tra mobili sconosciuti. Non c’è tempo per fuggire. Poi un lampo di dolore, e sangue. Kate Powell è una donna di successo sulla trentina, indipendente, poco incline ai compromessi. Eppure sente che il tempo scorre inesorabile e la vita le appare sempre più vuota, priva di significato. Vuole un figlio, ma è rimasta scottata troppe volte da relazioni inconcludenti e non riesce più a fidarsi. Così decide di ricorrere all’inseminazione artificiale e scegliere il donatore pubblicando un annuncio: a rispondere è Alex Turner, psicologo affascinante e riservato. Il candidato ideale. Se non fosse che l’apparenza inganna.

Alcuni momenti bruciano nella mente per sempre.

LA MIA OPINIONE. Kate Powell, imprenditrice di successo, ha superato da poco i 30 anni e sente il bisogno di dare una svolta alla sua vita, diventando madre. Di uomini, però, non vuole sentirne. Fa ancora male la cicatrice lasciata da Paul Sutherland, un uomo alcolista, prepotente e con la tendenza a non essere fedele. Kate non vuole innamorarsi di un uomo e mettere su famiglia; lei vuole metterlo al mondo (e crescerselo!) da sola il bambino. Kate decide di rivolgersi ad una clinica in cui si effettua l’inseminazione artificiale attraverso donatore conosciuto. E’ per questo motivo che le vite di Kate e Alex Turner, donatore scelto dalla stessa donna e affermato psicologo, si incrociano. Ma la domanda è d’obbligo: Kate avrà fatto la scelta giusta?

Dove c’è fumo è uno di quei libri che attraggono dalle primissime pagine. Io, personalmente, già dal terzo capitolo ero letteralmente stregata da questo thriller. Ero immersa nella narrazione e mi sentivo parte integrante della storia raccontata. E’ un romanzo che riesce bene ad inquadrare tutti i vari aspetti ed elementi, in modo tale da condurre il lettore verso una determinata risoluzione degli eventi, che però verrà poi scardinata del tutto nel capitolo finale.

Il finale lascia una piacevole sensazione. Vi spiego perché. Come dicevo sopra, mentre si segue il filo logico della narrazione e lo sviluppo della storia di Kate, si ha la sensazione di andare incontro ad un epilogo scontato, già scritto. Quello che si trova, invece, nell’ultimo capitolo è senza dubbio qualcosa di inaspettato. Una svolta improvvisa che mescola tutte le carte in tavola.

L’argomento trattato è di indubbia attualità. La fecondazione assistita, infatti, è una frontiera sempre in crescita e che aiuta moltissime coppie ad avverare il desiderio di avere una famiglia completa. In questo modo Dove c’è fumo diventa anche un mezzo per riflettere. Leggendo, nelle pagine del libro, di questa tematica, mi è venuto quasi automatico riflettere e prendere posizione rispetto a questo discorso. Un altro punto per questo romanzo!

Beckett utilizza una scrittura magnetica, carica di adrenalina. Non si trova una parola di troppo. Riesce a creare un ritmo serrato che regala al lettore una tensione sempre crescente (come un buon thriller psicologico che si rispetti!).

Concludo dicendo che è un romanzo che merita davvero tanto. Per gli amanti del genere è sicuramente un libro all’altezza delle aspettative. E’, però, adatto anche a coloro che preferiscono leggere altri generi, in quanto Beckett riesce a smorzare il panico grazie ad un punto di vista lucido e razionale.

http://www.giunti.it/

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Recensione: I Gillespie

Quando una semplice amicizia può trasformarsi in qualcosa di inquietante.

Buonasera cari lettori, oggi vi voglio parlare di un libro che mi ha letteralmente conquistato; uno di quei libri che ti entrano dentro fin sotto la pelle. Sto parlando di “I Gillespie” di Jane Harris, edito per la prima volta da Neri Pozza, ma io l’ho letto nell’edizione BEAT.

TITOLO: I Gillespie (titolo originale Gillespie and I)

AUTORE: Jane Harris. Tradotto in italiano da Massimo Ortelio

EDITORE: Neri Pozza Editore

DATA DI PUBBLICAZIONE: Gennaio 2016

FORMATO: Cartaceo (510 pagine)

VOTO: ♥♥♥♥♥

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SINOSSI: Nella primavera del 1888, in seguito al decesso della zia da lei amorevolmente accudita, Harriet Baxter decide di lasciare Londra e viaggiare alla volta di Glasgow. Trentacinque anni, nubile, una piccola rendita annua cui attingere, Harriet arriva nella seconda città dell’Impero nell’anno dell’Esposizione Internazionale. Durante una passeggiata in una giornata insolitamente calda, Harriet soccorre una distinta signora di circa sessant’anni stramazzata al suolo per un malore sconosciuto. Qualche giorno dopo si ritrova a onorare l’invito, elargito in segno di riconoscenza per il suo bel gesto, a casa dei Gillespie, la famiglia della donna soccorsa. Ci sono Elspeth, l’esuberante madre del padrone di casa; Mabel, la figlia di Elspeth inacidita per essere stata abbandonata sull’altare; Kenneth, il figlio belloccio tormentato da un segreto inconfessabile; Annie, la dolce moglie del padrone di casa alle prese con l’educazione di due figlie; il padrone di casa, Ned Gillespie, un giovane, geniale pittore dai tratti meravigliosamente regolari e piuttosto avvenenti, e una punta di tristezza negli occhi blu oltremare. L’incontro con Ned Gillespie risulta fatale per Harriet Baxter. In lei si fa strada la convinzione di dover salvare Ned Gillespie. Salvarlo dalla sua indigenza, che gli impedisce di dare libero sfogo alla sua creatività, e salvarlo dalla sua turbolenta famiglia. Una convinzione che, come ogni ossessione, trascina inevitabilmente dietro di sé l’ombra della tragedia.

LA MIA OPINIONE: Quando ho iniziato a leggere questo libro non avevo nessuna aspettativa. Non conoscevo né l’autore, né tanto meno il libro. Ai tempi dell’acquisto, avevo letto la trama e mi aveva colpito principalmente il dipinto della vita familiare, anche se il periodo in cui è ambientato non mi entusiasmava tantissimo (anche se io amo moltissimo i romanzi storici). Era quindi rimasto nella mia libreria per parecchio tempo, fino a che, qualche settimana fa, ho deciso di intraprendere questa avventura. E’ stata una delle più belle decisioni che abbia mai presto in campo letterario.

Andiamo con ordine. Voglio iniziare a parlare di questo libro presentandovi una citazione contenuta al suo interno:

Per quanto ci sforziamo, non c’è dato di sfuggire all’inevitabile: siamo tutti condannati a vivere ciò che il destino ha in serbo per noi.

  • J. Harris, I Gillespie, pag. 280

E’ proprio il destino la parola chiave di questo romanzo. Se Harriet non fosse andata…, se Ned non avesse fatto…, se Rose fosse stata più… Tutte le vicende di questo romanzo ruotano attorno a questo destino che inevitabilmente fa vivere esperienze e percorrere delle strade che possono portare a delle conseguenze devastanti. I vari personaggi si muovono già dalle prime pagine del libro come mossi da qualche forza superiore che li spinge nella direzione che porterà poi a sconvolgere tutti gli equilibri.

La storia si divide in due parti sviluppate contemporaneamente. Una parte è scritta sotto forma di memoriale in cui la protagonista racconta (o per meglio dire, ricorda) le vicende che ha vissuto lei, insieme agli altri personaggi, una quarantina di anni prima. La seconda parte, invece, è raccontata sotto forma di diario dove vengono annotate tutte le vicende particolari del periodo attuale. In questo modo si può scoprire che a volte il passato non è poi così lontano dal presente….

L’autrice utilizza un linguaggio molto sciolto, fluido, che conferisce al racconto un ritmo molto incalzante; in questo modo aggancia il lettore alla vicenda in una maniera tale da non permettere quasi di interrompere la lettura. Mi spingo a dire che questo romanzo ha un potere quasi ipnotico.

E’ un romanzo carico di tensione, di suspense, di voglia di arrivare subito alla fine per scoprire come va a finire. Il carico di adrenalina ed ansia, quindi, sono assicurati; questo viene però smozzato dalla presenza di una vena ironica con cui la Harris ci accompagna per tutta l’avventura. Oltre a far scendere il livello ansiogeno, permette al lettore di far metabolizzare quanto letto fino a quel momento.

Un libro in cui niente è come sembra e tutto è una continua sorpresa.

Ovviamente consiglio questo libro a tutti coloro che, in primis, amano il genere storico, ma anche a chi non dispiace un po’ di tensione.

Alla prossima recensione, Daisy.

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