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L’angelo di Monaco di Fabiano Massimi

Ciao lettori e lettrici per passione, oggi vi parlo di un romanzo che entra a pieno titolo tra i libri più belli che abbia letto finora.

Si tratta di “L’angelo di Monaco” di Fabiano Massimi edito Longanesi.

Racconta la storia di Angela Raubal, detta Geli, attraverso la sua morte. la ragazza, infatti, viene trovata suicida nella sua camera da letto. Geli Raubal, però, non è una donna come tutte le altre; lei è la nipote prediletta di Adolf Hitler è la casa in cui ha perso la vita è la sua abitazione di Monaco. A fare le indagini, ma soprattutto a constatare il suicidio, vengono chiamati gli ispettori Sauer e Forster. Ma è stata Geli a togliersi la vita? Sauer e Forster si troveranno a divincolarsi in un pericoloso campo minato. Riusciranno a venire a capo di questa intricata matassa?

La realtà è un posto terribile in cui vivere. Preferisco restarci il meno possibile.

Massimi in L’angelo di Monaco partendo da un evento realmente accaduto (la morte di Angela Raubal), coinvolgendo personaggi veramente esistiti, crea una serie di vicende, dialoghi ed incontri che hanno lo scopo di smuovere le coscienze, di spingere il lettore a comprendere cos’era il nazismo “dietro le mura domestiche”.

Geli viene così conosciuta attraverso le storie degli altri personaggi. Si scopre una ragazza poco più che ventenne piena di grandi sogni, speranze, desideri come possono esserlo quelli alla sua età. Geli non passa mai inosservata, sia per la sua singolare bellezza, ma anche e soprattutto per il suo saper comportarsi mai fuori luogo.

Io credo che questo romanzo sia magnificamente ma al tempo stesso tristemente realistico e non solo perché narra un fatto di cronaca veramente successo, ma anche perché nella vita vera non tutto va come vorremmo, alle volte si trionfa, alle volte si fallisce. Inoltre, se è vero che l’apparenza inganna, L’angelo di Monaco nell’esempio; in questo romanzo nulla è dato per certo, nulla è lasciato al caso e tutto è il contrario di tutto. Anche il più piccolo ed insignificante dettaglio, quindi, è messo per uno scopo, fino alle ultime pagine verrà messo tutto in discussione. Appena si crederà di avere capito chi sia “il colpevole”, tutto verrà smontato in una manciata di mosse.

Quello che, però, fa de L’angelo di Monaco IL romanzo è quello che trascende la storia stessa. Dello scritto di Fabiano Massimo, infatti, mi ha colpito il significato che rimane; il messaggio che arriva al lettore.

Certe verità non possono essere trattenute per sempre, e quando viene il momento, quando trovano la spinta e la direzione fatale, rompono gli argini di ogni logica e prudenza.

Lo scopo de L’angelo di Monaco credo sia quello di rivendicare, di dare un minimo di giustizia ad una giovane vita interrotta. Non sappiamo se l’epilogo del libro corrisponda alla verità dei fatti; una cosa, però, è certa: Massimi ha voluto omaggiare la figura di Angela Raubal mostrandole rispetto ed interesse attraverso le proprie parole.

In fondo, qual è il compito di uno scrittore nel creare un romanzo se non quello di “raccontare una bugia per far emergere la verità“?

Leggete L’angelo di Monaco, credetemi, vi arricchirà.

VOTO: 5/5

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: L’angelo di Monaco

AUTORE: Fabiano Massimi

EDITORE: Longanesi Editore

DATA DI PUBBLICAZIONE: Gennaio 2020

GENERE: Thriller/ Giallo storico

PAGINE: 496 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 18,00


Monaco, settembre 1931. Il commissario Sigfried Sauer è chiamato con urgenza in un appartamento signorile di Prinzregentenplatz, dove la ventiduenne Angela Raubal, detta Geli, è stata ritrovata senza vita nella sua stanza chiusa a chiave. Accanto al suo corpo esanime c’è una rivoltella: tutto fa pensare che si tratti di un suicidio.
Geli, però, non è una ragazza qualunque, e l’appartamento in cui viveva ed è morta, così come la rivoltella che ha sparato il colpo fatale, non appartengono a un uomo qualunque: il suo tutore legale è «zio Alf», noto al resto della Germania come Adolf Hitler, il politico più chiacchierato del momento, in parte anche proprio per quello strano rapporto con la nipote, fonte di indignazione e scandalo sia tra le file dei suoi nemici, sia tra i collaboratori più stretti. Sempre insieme, sempre beati e sorridenti in un’intimità a tratti adolescenziale, le dicerie sul loro conto erano persino aumentate dopo che la bella nipote si era trasferita nell’appartamento del tutore.
Sauer si trova da subito a indagare, stretto tra chi gli ordina di chiudere l’istruttoria entro poche ore e chi invece gli intima di andare a fondo del caso e scoprire la verità, qualsiasi essa sia. Hitler, accorso da Norimberga appena saputa la notizia, conferma di avere un alibi inattaccabile. Anche le deposizioni dei membri della servitù sono tutte perfettamente concordi. Eppure è proprio questa apparente incontrovertibilità dei fatti a far dubitare Sauer, il quale decide di approfondire. Le verità che scoprirà, così oscure da far vacillare ogni sua certezza professionale e personale, lo spingeranno a decisioni dal cui esito potrebbe dipendere il futuro stesso della democrazia in Germania…
Sullo sfondo di una Repubblica di Weimar moribonda, in cui si avvertono tutti i presagi della tragedia nazista, L’angelo di Monaco è un thriller in miracoloso equilibrio tra inoppugnabile realtà storica e avvincente finzione, un viaggio all’inseguimento di uno scampolo di verità in grado, forse, di restituire dignità alla prima, vera vittima della propaganda nazista: la giovane e innocente Geli Raubal.

https://www.illibraio.it/libri/fabiano-massimi-langelo-di-monaco-9788830454002

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Morte di un antiquario: un mistero a “regola d’arte”!

Buonasera miei affezionati lettori! Continuo a recuperare le varie letture fatte in questo periodo “fantasma”. Qualche settimana fa ho finito di leggere “Morte di un antiquario” di Paolo Regina edito SEM. Colgo l’occasione per ringraziare l’autore che gentilmente mi ha mandato la copia.

Morte di un antiquario racconta la prima indagine di Gaetano De Nittis, un capitano della Finanza, pugliese d’origine, ma trasferitosi a Ferrara per lavoro. Il caso, o il destino (scegliete voi!), lo porta ad avere contatti con colui che verrà trovato morto, Uber Montanari, un vecchio e scorbutico antiquario. Sarà proprio il capitano De Nittis a scoprire il cadavere. Apparentemente tutto rimanda ad un suicidio, anche se il nostro Gaetano capisce che qualcosa non quadra…

In questo romanzo Regina racconta la vicenda con un’ironia che non disturba, anzi fa da complemento alla riuscita del lavoro. Il protagonista principale, impersonato da De Nittis, è curioso, non crede alle cose date per scontate, dote principale di un investigatore, ha un’indole da playboy (o se vogliamo dire da colui che ha paura dei legami stabili), ironico ed auto-ironico. Caratteristiche queste che fanno affezionare, man mano che si procede con la lettura, il personaggio al lettore.

Come scrivevo sopra, la vicenda si svolge a Ferrara, dettaglio molto rilevante ai fini della risoluzione del caso. Regina mostra un quadro molto dettagliato della città, non solo a livello, per così dire, fisico, ma anche, e soprattutto descrive bene quei giochi di potere e quei patti segreti, stretti tra i rappresentanti più abbienti del posto, che spesso tessono le trame del “quieto vivere” cittadino.

I personaggi presenti nella storia rappresentano la parte benestante della società, ma anche i vizi in cui spesso si può inciampare. Uno fra tutti, l’avidità: quella bramosia di soldi e potere che spesso fa compiere azioni non proprio ragionevoli o moralmente corrette.

La caratteristica che più ho amato in Morte di un antiquario è l’imprevedibilità; ossia il fatto che quando credevo fosse tutto concluso e risolto (oltretutto dopo un’indagine ricca di colpi di scena), proprio nelle ultimissime pagine, scopro un finale alquanto scioccante che mi ha fatto pensare: “ah però, questa si che è stata una bella lettura!”.

L’episodio viene raccontato in maniera sciolta e con un ritmo calzante. E’ un libro che si legge bene e che lascia quel desiderio di scoprire cos’altro combinerà il nostro (ebbene sì, lo sento quasi mio :D) De Nittis.

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Morte di un antiquario

EDITORE: SEM

GENERE: Romanzo Giallo

PREZZO DI COPERTINA: € 16,00

AUTORE: Paolo Regina

DATA DI PUBBLICAZIONE: Maggio 2018

FORMATO: Cartaceo (240 pag.)

Che cosa distingue l’antiquario dal semplice collezionista? Il gusto della ricerca tra le cose dimenticate alla scoperta dell’oggetto unico e magari irripetibile, prezioso. Ma anche la suggestione per il mistero che avvolge gli oggetti perduti e poi ritrovati: da dove vengono, chi li ha posseduti, quanta passione o dolore hanno ‘visto’. Testimoni muti delle vite passate, gli oggetti antichi attraversano il corso del tempo con il loro carico di segreti. Uber Montanari, tra tutti gli antiquari, è il più solitario, il più geloso delle scoperte che ha fatto, il più misterioso. Quando viene ritrovato cadavere nella sua bottega, a Ferrara, in molti si domandano quali tesori siano all’inizio della sua sventura. Gaetano De Nittis è un brillante capitano del Corpo più ‘odiato’ d’Italia: la Guardia di Finanza. D’origine pugliese, da poco trasferito a Ferrara, ama la buona cucina, cioè solo quella della sua terra, e odia l’agrodolce estense. Ha poco tempo libero e lo dedica tutto alla sua vera passione: la chitarra e lo stile blues del grande B.B. King, il suo idolo. È lui a scoprire, durante un’indagine di routine, il corpo di Montanari, l’antiquario dalla personalità ambigua, protetto da esponenti dell’alta borghesia ferrarese con cui aveva rapporti d’affari non sempre limpidi. Tra i molti segreti di questa vicenda, raccontata con calibrata maestria da Paolo Regina, il primo sta proprio nella vita dell’antiquario, coltissimo e misantropo, e nel suo insaziabile desiderio di collezionare opere d’arte proibite.

Morte di un antiquario