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Il dramma della migrazione visto con altri occhi: La morte di Murat Idrissi

Buonasera cari lettori, devo svelarvi un segreto: ho un sacco di recensioni da scrivere e il mio ritmo di lettura è inversamente proporzionale all’uscita dell’articolo sul blog; purtroppo mi manca il tempo materiale per mettermi davanti al PC. Cercherò, però, in qualche modo, di parlarvi di tutte le letture fatte finora.

Uno dei libri in questione è proprio “La morte di Murat Idrissi” scritto da Tommy Wieringa ed edito da Iperborea. Questo romanzo breve affronta il dramma della migrazione e i pericoli che affrontano migliaia di persone nella “traversata”; ma racconta anche il viaggio interiore che fanno le due protagoniste, entrambe di origine islamica, che però hanno avuto la “fortuna” di essere cresciute in Europa.

Ma andiamo con ordine.

La morte di Murat Idrissi racconta la storia di Ilham e Thouraya, due ragazze olandesi che si ritrovano coinvolte in una situazione alquanto singolare: devono disfarsi del cadavere di Murat, ragazzo islamico morto nel bagagliaio della loro auto durante il viaggio nello stretto di Gibilterra. Le due ragazze si ritrovano così a riflettere sulla loro storia e sulla loro vita, soffermandosi su come sarebbe stato se i loro genitori avessero scelto di rimanere in Marocco invece di emigrare in Europa.

La primissima parte del libro è molto particolare, in quanto il racconto parte dall’origine del mondo, passando per una breve spiegazione delle colonne d’Ercole, per arrivare alla parte centrale del romanzo e cioè la storia di questi ragazzi.

Il tema trattato, come scritto sopra, riguarda la traversata dei migranti, quei viaggi disperati che molte persone affrontano nella speranza di trovare una terra più accogliente ed un futuro migliore; persone che sono disposte a tutto, persino ad intraprendere un lungo viaggio all’interno di un bagagliaio, consapevoli del fatto che il rischio è grosso. Murat Idrissi è una di queste persone, che però non ce l’ha fatta.

La storia è raccontata dal punto di vista delle due ragazze che si ritrovano un cadavere sulla macchina e che iniziano a riflettere su come liberarsene, ma anche sulla loro vita, su come siano diverse dalle altre ragazze nate da genitori olandesi (sì, perché Ilham e Thouraya anche se vivono in Europa, hanno origini marocchine) e soprattutto sul fatto di essere state delle “prescelte” che si sono risparmiate di vivere una vita di stenti e povertà.

Il libro si legge in maniera molto scorrevole e in poco tempo, anche se ho trovato che manca qualcosa; manca quel trasporto che è necessario per indurre il lettore a continuare la lettura. Se devo essere sincera, non è un libro che mi è rimasto dentro anche se comunque ben scritto.

C’è però da dire che la storia raccontata vale di essere letta. Ho trovato che sia un ottimo spunto di riflessione su temi purtroppo sempre più attuali.

Voto: 3/5

Scheda e descrizione.

TITOLO: La morte di Murat Idrissi

AUTORE: Tommy Wieringa

EDITORE: Iperborea

GENERE: Narrativa straniera

PREZZO DI COPERTINA: € 15,00

TITOLO ORIGINALE: De dood van Murat Idrissi

TRADUTTRICE: Elisabetta Svaluto Moreolo

DATA DI PUBBLICAZIONE: Ottobre 2018

FORMATO: Cartaceo (128 pag.)

Il traghetto da Tangeri attraversa lo Stretto di Gibilterra in una torrida mattina di fine estate. Non appena tocca il suolo europeo Ilham e Thouraya, due ragazze olandesi di origini marocchine, recuperano l’auto nella stiva e scoprono che il giovane clandestino che vi avevano nascosto è morto soffocato. Davanti a loro si stende rossa e sterminata la terra spagnola, che le due amiche devono attraversare con quel corpo nel bagagliaio, cercando il coraggio di disfarsene, in un disperato viaggio di ritorno a casa e dentro se stesse, i loro sentimenti, la loro storia personale. Era stato lui a supplicarle di aiutarlo a fuggire dalla misera baraccopoli dove lo avevano incontrato alla fine della loro vacanza in Marocco: come potevano negargli quell’unica possibilità di costruirsi una vita quando loro avevano avuto la fortuna di nascere in Olanda da una famiglia fuggita da quella stessa miseria? Affrontando con la sua profondità di sguardo e la poesia livida della sua scrittura un problema cruciale del nostro tempo, Tommy Wieringa ci cala nell’identità spezzata di due giovani donne immigrate di seconda generazione, straniere e incomprese tanto nel paese dove sono nate quanto in quello d’origine, divise tra la perenne lotta per un’integrazione autentica, la ribellione al mondo patriarcale dei genitori e un inguaribile senso di sradicamento. E racconta la storia di uno delle centinaia di morti anonimi che ogni anno vengono ritrovati lungo le strade spagnole, vittime di una fuga fallita attraverso quel piccolo Stretto che separa sempre più il continente africano dall’Occidente.

https://iperborea.com/titolo/497/

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L’incontro di due culture: L’abbagliante luce del tramonto.

Buongiorno cari lettori, oggi voglio parlarvi di un libro molto interessante per l’argomento trattato. Mi riferisco a L’abbagliante luce del tramonto di Giada Menin.

Scheda.

TITOLO: L’abbagliante luce del tramonto

AUTORE: Giada Menin

EDITORE: Self Publishing

DATA DI PUBBLICAZIONE: Giugno 2018

GENERE: Narrativa Italiana

FORMATO: Cartaceo (256 pagine)

PREZZO DI COPERTINA: € 15,00

VOTO 3/5

La vita gli ha insegnato che per essere liberi, mentalmente e fisicamente, spesso si è costretti a pagare un prezzo piuttosto elevato.

  • G. Menin, L’abbagliante luce del tramonto, pag. 5

L’abbagliante luce del tramonto inizia con una scena che oggi, purtroppo, ci siamo abituati a conoscere e a trattarla, ahimé, il più delle volte, con indifferenza: la traversata dei migranti. Queste persone, che hanno avuto la sfortuna di nascere nel posto sbagliato al momento sbagliato, sono disposte a dare tutto quello che hanno a persone senza scrupoli, per affrontare il loro viaggio della speranza. Un viaggio senza certezza di arrivo e affrontato in condizioni al limite dell’umano. E’ così che inizia la narrazione.

Tamara è una ragazza di Trieste, figlia di una famiglia benestante, determinata ed attiva. Tamara vuole una vita indipendente; per questo motivo di mattina lavora in un bar, mentre il pomeriggio è maestra in una scuola materna per bambini con delle problematiche di integrazione. E’ in questo asilo che la sua vita incrocerà quella di Karima, altra protagonista del romanzo, madre di Aida, una bimba di 5 anni che ha perso il padre (nonché il marito di Karima) in circostanze drammatiche. Quello che però lega entrambe le donne non è solo l’inserimento della piccola Aida, ma anche un fatto molto grave; un attentato alla stazione di Trieste. Nell’esplosione della bomba si è ritrovata coinvolta accidentalmente Tamara, ma ci si trovava anche Samir, il marito di Karima… in un continuo di intrecci e casualità, si svilupperà una storia molto intricata e dai risvolti inaspettati.

Ho trovato che la storia raccontata nel “L’abbagliante luce del tramonto” sia molto originale e di forte impatto emotivo. Mi ha piacevolmente stupito l’abilità nell’evocare stati d’animo, ma soprattutto atteggiamenti e modi di pensare di una cultura così distante dalla nostra. Tutto viene contestualizzato facendo risaltare quelli che sono gli usi e i costumi delle popolazioni islamiche, tenendo, però sempre a sottolineare il fatto che non si deve generalizzare etichettando gli islamici (o i migranti) come cattivi e gli italiani come buoni; anzi, i vari personaggi della storia sono molto eterogenei e nulla è come sembra.

Il linguaggio usato dalla Menin, è molto semplice e di facile interpretazione, con una buona potenza evocativa. Nonostante i vari capitoli siano strutturati in modo tale da esaminare la scena ogni volta da un protagonista diverso, l’autrice riesce a legare bene tutti i vari pezzi della narrazione non distraendo il lettore dal filo logico della storia.

C’è, però, da dire che, mentre leggevo il romanzo, ho trovato delle parti un po’ troppo lunghe. Mi spiego meglio. A mio parere, alcuni pezzi della narrazione mi sono sembrati eccessivi, troppo carichi di dettagli evitabili, oppure scene ripetute (viste con occhi diversi, questo sì, ma comunque sintetizzabili); questo mi ha dato l’impressione di un rallentamento eccessivo in alcune parti della storia, per poi tornare ad un ritmo sostenuto in altre.

In conclusione, posso dire che è un buon romanzo, ben scritto e strutturato; mette in luce le caratteristiche di due culture apparentemente distanti anni luce, ma che in fin dei conti sono più vicine di quanto possa sembrare perché entrambe hanno un minimo comune divisore: sono costituite da esseri umani.

Descrizione.

Cosa succederebbe se l’improvviso scoppio di un ordigno esplosivo sconvolgesse per sempre la tua vita? Tamara, ventottenne triestina, e Karima, giovane donna tunisina, sono due donne molto diverse tra loro. Due donne i cui destini, con tutta probabilità, non si sarebbero mai incrociati se, in un soleggiato pomeriggio di fine marzo, le loro vite non fossero sconvolte dallo scoppio di una bomba nella stazione centrale di Trieste. Una terribile tragedia che, da un istante all’altro, cambierà drasticamente il corso delle loro vite, catapultandole in un vortice di emozioni ed accadimenti che non sempre saranno in grado di gestire, o comprendere. Perché, spesso, anche ciò che sembra apparentemente lontano e irraggiungibile, in realtà, è molto più vicino di quanto immaginiamo.