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Un amore oltre le ingiustizie: Se la strada potesse parlare di J. Baldwin

Buonasera cari lettori e lettrici per passione, eccomi tornata, dopo aver avuto qualche incidente di percorso (dente del giudizio dolorante compreso), per parlarvi di un libro da cui è stato tratto il film omonimo.

Sto parlando di “Se la strada potesse parlare” di James Baldwin edito Fandango Editore.

Baldwin in questo romanzo racconta la storia di due ragazzi di colore: Tish e Fonny. Tish, una ragazzina cresciuta in una famiglia povera di ricchezze ma ricca di affetti, conosce Fonny (che invece vive una situazione familiare molto particolare) fin dai tempi della scuola elementare. Questi ragazzi iniziano a frequentarsi come amici, per poi arrivare a scoprire che quello che provano reciprocamente, è qualcosa di più. Tish il passaggio da ragazzina a donna lo affronta insieme a Fonny, ed è sempre insieme a lui che vive quei momenti magici tipici di una storia d’amore forte e passionale. Procede tutto a gonfie vele fin quando Fonny viene arrestato da un poliziotto bianco. Questo episodio sconvolgerà tutti gli equilibri e farà emergere una società che non accetta, ieri come oggi, le diversità.

Il Signore non ha forse liberato Daniele? E perché allora non ogni uomo?

La canzone è vecchia, la domanda è ancora senza risposta.

J. Baldwin, Se la strada potesse parlare, pag. 112

Baldwin, prima che raccontare la storia d’amore tribolata di questi due ragazzi, vuole darci uno spaccato reale della società americana degli anni Settanta. Una società che appare è satura di tanti pregiudizi dettati principalmente dall’essere “nero”. Ebbene sì, le persone di colore in quel periodo venivano sfruttate, derise e anche condannate, come racconta la storia, senza un motivo concreto, soltanto perché chi nasceva con la pelle bianca si sentiva in diritto (e anche in dovere) di sopraffare chi aveva il colore di pelle più scuro.

Ho detto in dovere perché dal libro si evince come questa condizione ormai era riconosciuta da tutti come un qualcosa che sovrasta persino il sistema giudiziario della “legge è uguale per tutti”.

Io, personalmente, paragono Se la strada potesse parlare ad una fotografia dell’America. L’autore, infatti, oltre a far comprendere con estrema chiarezza i meccanismi di una società divisa, riesce a descrivere con grande abilità i paesaggi, i luoghi e gli stati d’animo che racconta. Il linguaggio usato è crudo, popolare, che mostra tanta sofferenza ma anche una forte voglia di riscatto per tutte le ingiustizie subite.

Credo sia un romanzo alquanto attuale e che mi ha dato conferma di quello che credo fermamente; che la storia, cioè, è un insieme di corsi e di ricorsi. Dopo più di quarant’anni dalla scrittura di questo capolavoro (perché si, ora che ve ne ho parlato posso dirlo!) ci troviamo a rivivere le stesse situazioni di pregiudizio, di paura e di ingiustizia nei confronti di persone che hanno come unica colpa il provenire da un determinato Paese piuttosto che un altro. Su questo discorso non mi voglio però dilungare oltre perché ci sarebbe tanto da dire e molti aspetti da prendere in considerazione.

Posso, invece, dirvi con assoluta certezza, che è un libro che deve essere letto, perché conoscere è fondamentale affinché certe cose non succedano più.

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Se la strada potesse parlare

AUTORE: James Baldwin

EDITORE: Fandango Editore

DATA DI PUBBLICAZIONE: Settembre 2018

PREZZO DI COPERTINA: € 18,50

TITOLO ORIGINALE: If Beale Street could talk

TRADUZIONE: Marina Valente

GENERE: Narrativa Straniera

FORMATO: Cartaceo (pag. 205)

In Se la strada potesse parlare James Baldwin ci racconta una struggente storia d’amore in un mondo fatto di dolore e ingiustizia. Attraverso gli occhi di Tish, una diciannovenne bella e innamorata, conosciamo Fonny, il giovane scultore da cui aspetta un figlio. I due sono cresciuti insieme, nello stesso quartiere, insieme hanno giocato, si sono rincorsi, hanno fatto l’amore ridendo e riso facendo l’amore. Il racconto mescola romanticismo e tristezza. Tish e Fonny avevano programmato di sposarsi ma Fonny viene accusato ingiustamente di aver stuprato una donna portoricana. Unico nero in un confronto all’americana, viene riconosciuto colpevole e incarcerato. Fonny è innocente eppure spetta a lui e alla sua famiglia dimostrare – “e pagare per dimostrare” – la sua innocenza. Tish tenta con ogni mezzo di sostenere l’uomo che ama mentre la gravidanza diventa sempre più visibile. Come il blues – dolce, malinconico e pieno di verità – questo capolavoro letterario ci colpisce, prima di tutto, emotivamente. Ci sono la rabbia e il dolore, ma sopra ogni altro sentimento a dominare è l’amore – l’amore potente di una donna per il suo uomo e l’amore avvolgente di una famiglia disposta a tutto, fino all’estremo sacrificio. La forza della narrazione di Baldwin e la schiettezza nel racconto delle situazioni e dei personaggi fanno di questo romanzo un vero e proprio classico del Novecento.

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L’essenza dell’uomo comune in “Al mondo”.

Buongiorno Lettori e Lettrici per Passione! Finalmente torno a farmi sentire con un libro che, nonostante la sua brevità, è riuscito a sorprendermi. Il libro in questione è “Al mondo” di Radclyffe Hall edito Fandango Libri.

Scheda.

TITOLO: Al mondo

AUTORE: Radclyffe Hall

EDITORE: Fandango Libri

DATA DI PUBBLICAZIONE: Agosto 2018

FORMATO: Cartaceo (117 pagine)

PREZZO DI COPERTINA: € 15,00

Titolo originale: The world

Traduttore: Claudio Marrucci

GENERE: Narrativa Straniera

VOTO: 4/5

Al mondo racconta la storia di un uomo come tanti, Stephen Winter; un uomo che non coincide appieno con l’immagine, che comunemente abbiamo, del protagonista di un romanzo. Stephen Winter, è infatti, un personaggio di statura esile, con un problema, non di poco conto, di asma; è dedito soltanto al proprio lavoro di banchiere e vive in un’angusta ed anonima pensione. Siamo negli anni della Grande Guerra e Winter decide di dare una svolta movimentata alla sua vita, chiedendo di arruolarsi nell’esercito (e quindi partecipare attivamente al conflitto). La richiesta verrà scartata a causa della cagionevole salute del protagonista. Questo sarà il motivo che lo spingerà ad intraprendere un lungo viaggio in una nave da crociera. E’ qui che incontrerà Elinor Lee, una donna abbastanza particolare anche lei ed inizierà una conoscenza dai tratti insoliti…

La bellezza di Al mondo, sta proprio nel fatto di descrivere le sensazioni di chi non spicca nella società, vuoi per doti fisiche, vuoi per condizioni sociali od economiche, non rispecchia, in altre parole, i canoni che la società impone. Stephen ed Elinor rientrano proprio in questa categoria. Hall riesce a rappresentare alla perfezione i sentimenti di oppressione, ma anche il costante sentirsi fuori posto. In questo romanzo, infatti, emerge con una forza notevole, l’angoscia e la disperazione per una situazione che non dipende dai protagonisti, ma anche (e soprattutto) la rabbia e la voglia di cambiare gli eventi, di prendersi il diritto di osare.

Trovo sia un romanzo spettacolare con una scrittura che taglia, ma che fa anche sperare e riesce a dar voce a chi sta dietro le quinte del teatro della vita, a chi si sente di non poter lasciare un segno del proprio passaggio.

Al mondo è un romanzo incompiuto; questo lascia un po’ di amaro in bocca proprio perché si interrompe nel momento in cui le dinamiche della storia iniziano a prendere forma.

Tutto sommato è, però, un romanzo che va letto. In poche pagine si rimane rapiti dalla scrittura della Hall e viene la voglia di recuperare tutti i suoi scritti. Consigliato!

Descrizione.

Due personaggi queer, strani, due esclusi, specchi di Stephen Gordon del “Pozzo della solitudine” e della sua impossibilità di andare in guerra. Un uomo e una donna in un viaggio in nave intorno al mondo. Un bancario di Londra e la segretaria di un uomo d’affari. Forse domani un avventuriero nelle colonie e un’imprenditrice. Stephen Winter e Elinor Lee al loro primo incontro sulla Hellas si guardano con sospetto. Lui è un impiegato di banca che soffre di non aver partecipato alla Grande Guerra per via di una brutta asma, lei ha lavorato per il Governo durante il conflitto, indipendente, moderna, assetata di affermazione. Stephen ha venduto il suo piccolo patrimonio per cercare di superare l’esclusione dall’esercito, ha comprato nuovi abiti e nuove scarpe, provando a inventarsi una vita più virile e meno fragile. Lei ha potuto solo rimanere nelle retrovie, alle donne non è permesso l’eroismo. Il presente, il passato e il futuro di Stephen Winter ed Elinor Lee, il crollo degli stereotipi e delle etichette sociali, la scoperta di sé alla luce del tramonto dell’Ottocento, con il sangue della Prima guerra moderna ancora da lavare, un sangue che Stephen e Elinor possono invidiare perché non l’hanno mai avuto sulle mani. Considerato opera sorella del “Pozzo della solitudine”, “Al mondo” è un brindisi alla vita che cambia, un motto, un invito a godere del momento per un’Europa convinta che, dopo la guerra, il peggio fosse passato.

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