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Casa Tyneford di Natasha Solomons

Avete presente quando un libro vi entra nel cuore e li vi resta?

Ecco è il caso di “Casa Tyneford” di Natasha Solomons edito Neri Pozza.

Di cosa parla?

Siamo agli inizi degli anni Quaranta e la seconda guerra mondiale è alle porte. Ci troviamo in Austria; stato in cui conosciamo la protagonista della storia: Elise Landau, una ragazza appartenente ad una famiglia ricca borghese, con un’unica colpa, essere ebrea. Questo, infatti, è il motivo che la porterà ad abbandonare la sua terra per trasferirsi in Inghilterra; i genitori le hanno trovato un lavoro come governante nella casa di una famiglia possidente della campagna inglese: Tyneford, appunto. Qui conoscerà i signori Rivers, padre e figlio, che cambieranno per sempre la sua vita.

Le fotografie sono strane; sono sempre al presente e ciascuno vi è catturato in un momento che non si riprenderà più. Le facciamo per i posteri e, allo scatto dell’otturatore, pensiamo a come le future versioni di noi stessi rivedranno questo evento.

N. Solomons, Casa Tyneford, Neri Pozza, pag. 38

Il periodo storico.

Come ho scritto sopra, siamo negli anni Quaranta, anni focosi per la situazione mondiale. Anni in cui si cominciano a delineare le alleanze politiche. Anni in cui delle figure carismatiche (non c’è dubbio!), riescono a soggiogare intere popolazioni; in cui l’essere umano deve possedere soltanto alcune caratteristiche stabilite da un individuo che crede di avere diritto di vita e di morte su altri individui come lui. Questi sono i motivi per cui è importante inquadrare questo particolare periodo storico per comprendere meglio l’evoluzione delle vicende narrate.

Elise Landau

I personaggi.

In Casa Tyneford troviamo una moltitudine di personaggi con altrettanti diversi caratteri ed atteggiamenti.

La protagonista, Elise, è un personaggio che subisce un grande cambiamento, una profonda evoluzione. La ragazzina timida, impacciata, quasi goffa (e viziata!) delle prime pagine, diventa donna matura e forgiata da tutte le esperienze vissute nella vita. Troviamo una persona consapevole di cosa la vita può dare, ma che anche può riprendersi.

Kit Rivers è il padroncino della tenuta, un ragazzo un po’ strafottente, ma molto animato da passione e coraggio. Segnerà una parte fondamentale della vicenda.

Christopher Rivers, padre di Kit, fa parte di quei personaggi un po’ ai margini della storia ma sempre presente come occhio vigile, che contribuirà a determinare la sorte stessa di Elise.

Sono, poi, presenti molti altri personaggi secondari, che a modo loro si presteranno nel rendere armonico tutto il narrato.

Incipit Casa Tyneford

Stile e scrittura.

Casa Tyneford è interamente scritto in prima persona. È la protagonista stessa a raccontare le sue esperienze, i suoi trionfi e i suoi drammi; e lo fa attraverso il ricordo, la memoria di quel che è stato e che l’ha portata ad essere la donna che è.

La lettura scorre veloce e il tutto è amalgamato in una miscela armonica che riesce a far scaturire le stesse emozioni raccontate; scritte nero su bianco nelle varie pagine.

Perché leggerlo?

Io credo che Natasha Solomons abbia una grande capacità comunicativa; in Casa Tyneford riesce ad evocare immagini, sapori ed odori. I personaggi diventano amici, figli, fratelli di noi lettori. Il dramma si sente tanto, così come la gioia è genuina.

Casa Tyneford è un romanzo che riscalda il cuore. Leggetelo e fatemi sapere!

Scheda tecnica e descrizione

TITOLO: Casa Tyneford

AUTORE: Natasha Solomons

Traduzione italiana a cura di Stefano Bortolussi

EDITORE: Neri Pozza

GENERE: Narrativa straniera

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2020

PAGINE: 400 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: €18,00

Vienna, 1938. Quando riceve la lettera che la porterà a Tyneford House, sulle coste del Dorset, la diciannovenne Elise Landau non sa nulla dell’Inghilterra. Cresciuta negli agi di una famiglia borghese ebraica – la madre, Anna, è una stella dell’Opera di Vienna; il padre, Julian, un noto scrittore – Elise, in fuga dal nazismo, si trova costretta ad abbandonare l’Austria e ad accettare un visto per lavorare come cameriera alle dipendenze di Mr Rivers.
Una volta giunta a Tyneford House, una magnifica residenza signorile con il prato che digrada verso il mare e una facciata di arenaria su cui campeggia lo stemma dei Rivers, la giovane donna non può fare a meno di sentirsi sola e sperduta. Lontana dalla sua famiglia e dalla scintillante Vienna, soltanto un filo di perle donatole dalla madre e una viola di palissandro, in cui è gelosamente custodito l’ultimo romanzo di suo padre, le ricordano chi è e da dove viene.
In difficoltà con una lingua che non comprende e con cui fatica a esprimersi e a disagio sia con la servitù sia con il padrone, l’affascinante vedovo Christopher Rivers, Elise tenta, giorno dopo giorno, di non abbandonarsi alla nostalgia e alla preoccupazione per i suoi familiari, bloccati in Austria in attesa del visto per fuggire in America. Finché l’arrivo a Tyneford House di Kit, il figlio di Mr Rivers, non le restituisce la speranza di una rinnovata felicità.
La guerra, tuttavia, sta per raggiungere l’Inghilterra, pronta a chiedere il suo tributo di sangue e a spazzare via ogni certezza. Il mondo che Elise ha conosciuto è sull’orlo di un epocale cambiamento e lei dovrà decidere se soccombere alle circostanze o abbracciare un’altra vita e un altro destino.

Casa Tyneford

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Dove cade la luce di Alison ed Owen Pataki

Che rapporto avete con la storia? Io l’ho sempre amata, fin dai primi anni della scuola elementare. Perché vi faccio questa domanda? Perché nel libro di cui vi parlerò oggi, la storia fa da prima donna. Il romanzo in questione è “Dove cade la luce” di Allison ed Owen Pataki edito BEAT Edizioni.

A. Pataki, O. Pataki, Dove cade la luce, BEAT Edizioni

Dove cade la luce è un romanzo ambientato negli anni successivi alla rivoluzione francese, fino ad arrivare alla salita al trono di Napoleone Bonaparte. Seguiamo l’evoluzione di due storie in parallelo. Da una parte assistiamo alle vicende di Andrè Valiere, nato in una famiglia nobile, che decide di rinunciare ai propri titoli nobiliari per servire la nazione. Dall’altra parte, invece, vediamo muovere Jean-Luc Saint-Claire, giovane avvocato, marito e padre di famiglia, con fervidi ideali di uguaglianza e fraternità, che crede veramente nel potere della rivoluzione. Le vite di questi due personaggi si intrecciano in circostanze tragiche e dolorose. Ma davvero un popolo abituato per decenni alla monarchia riuscirà a governarsi da solo? E ancora, qual è stato il prezzo da pagare?

Inizio col dire che Dove cade la luce è un romanzo storico abbastanza impegnativo. Può risultare pesante per chi non è particolarmente propenso al genere. Più che le vicende narrate, assume una posizione importante la storia francese. La rivoluzione viene descritta attraverso un punto di vista originale, diverso dal solito. Quello che descrive è un periodo particolarmente violento e drammatico. Mostra come gli anni della ragione, in cui Chiesa e Monarchia erano messe al bando, non siano poi stati veramente senza macchia; sono anni, infatti, che celano soprusi, sangue e violenze.

“Lo sapete con me hanno preso a chiamare Robespierre?” Merignac inclinò la testa. “L’incorruttibile. Ma io non ne sono così sicuro. Il mio datore di lavoro crede che nessuna virtù umana, sia a prova di corruzione. Si tratta semplicemente di individuare la debolezza di ciascuno.”

A. Pataki, O. Pataki, Dove cade la luce, BEAT Edizioni, pag. 110

La vicenda narrata è abbastanza carina. Il punto di forza del romanzo è l’intreccio delle vite dei vari personaggi che si incontrano e si separano in un gioco armonico.

Dove cade la luce è un libro che approfondisce in maniera esaustiva quegli anni particolari della storia francese, ma che mi sento di consigliare esclusivamente agli amanti del genere.

Voto: 3/5

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Dove cade la luce.

Titolo originale: Where the light falls

AUTORE: Allison ed Owen Pataki

Traduzione italiana a cura di Chiara Ujka

EDITORE: Beat edizioni

DATA DI PUBBLICAZIONE: 2019

GENERE: Romanzo storico

PAGINE: 395 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 19,00

Tre anni dopo la caduta della Bastiglia, le strade di Parigi sono ancora in fermento per la Rivoluzione. I cittadini di Francia sono animati dagli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità. La monarchia di Luigi XVI e Maria Antonietta è stata smantellata – con l’aiuto della ghigliottina – e al suo posto sta sorgendo una nuova nazione. Jean-Luc, un giovane avvocato idealista, si trasferisce con la moglie e il figlio da Marsiglia a Parigi, nella speranza di unirsi alla causa. André, figlio di un nobile denunciato, è sfuggito all’esecuzione unendosi al nuovo esercito francese. Sophie, una giovane vedova aristocratica, intraprende la sua lotta per l’indipendenza contro il suo potente e vendicativo zio. Mentre il caos minaccia di annullare i progressi della Rivoluzione e la richiesta di giustizia genera instabilità e paranoie, le vite di questi personaggi si incrociano. Jean-Luc, André e Sophie si troveranno a dover unire le forze in un mondo in cui la sopravvivenza sembra molto difficile, la loro e quella della Nazione stessa.

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Layla di Massimo Piccolo

Cari lettori e lettrici per passione, oggi torno per parlarvi di un libro che ho iniziato a leggere con un po’ timore e l’ho finito con tanto amore.

Il romanzo in questione è “Layla” di Massimo Piccolo edito Cuzzolin Editore.

La trama della storia è tutta da scoprire pagina dopo pagina. Cosa che conferisce quell’alone di mistero che suscita non poca curiosità. Io comunque ve la spiego per sommi capi, giusto per farvi capire meglio il mio parere riguardante il libro in questione.

Layla è una ragazzina diciassettenne trasferitasi, insieme al padre, a Napoli. Layla è molto timida, misteriosa, introversa e facile preda di crisi d’ansia, motivo per cui a volte ricorre alla medicina per essere aiutata. Trovandosi sola in una città nuova, non ha nessun amico, finché non lega con Sara, la sua nuova compagna di banco che la inserisce nella sua comitiva di amici in cui c’è Gabriel (fidanzato di Sara) e Tommaso detto Pisto (migliore amico e compagno di avventure di Gabriel).

In questo trasferimento a Napoli entra in scena pure Anna, una donna che aiuta il padre di Layla, il notaio D’Ambrosio, nella gestione della casa e nel rapporto con la figlia. Infine assistiamo, in una storia apparentemente parallela alle vicende della Sposa Vergine, una donna avvolta nel mistero che si occupa di magia e pratiche esoteriche.

Le vite di tutti questi personaggi verranno catapultate in una serie di avvenimenti al limite del reale, in un crescendo di tensione e mistero.

Ho conosciuto Piccolo e la sua scrittura con Estelle ed anche se la tematica, stavolta, è totalmente diversa, la sua grande potenza comunicativa rimane immutata. Nell’accettare la proposta di recensire questo suo nuovo libro, mi sono fatta guidare da questo.

Chi mi segue su Instagram, sa bene che Layla non rientrava pienamente nei miei gusti letterari e ad essere sincera ho iniziato la lettura con non pochi dubbi e perplessità, oltre che con una nota di scetticismo.

Il tema principale è l’esoterismo, affrontato in maniera ottima ed esaustiva, in quanto attraverso i personaggi viene avvalorato da una parte e confutato dall’altra. Mi spiego meglio. Mentre se da un lato l’esoterismo viene visto come realtà possibile con storie e leggende a dimostrazione di ciò, dall’altro si cerca di spiegarlo attraverso argomentazioni scientifiche.

Curious fact: lo sapevi che Napoli è tra i cinque siti esoterici più importanti al mondo?

Piccolo è molto attento nella descrizione geografica di Napoli. Sono infatti citate spesso strade, vicoli e chiese antiche proprio per dare valore alla tesi che è sempre presente in Layla.

I personaggi principali, oltre alla ragazzina diciassettenne, a mio parere, sono utilizzati dall’autore per dar voce a diversi punti di vista. Ciascuno di loro, infatti, con propri vissuti e pensieri, da un significato diverso alla situazione che gli si presenta davanti. Nessuno però si immagina (me compresa!) quello che sarà l’epilogo di tutta la storia. Layla, Sara, Tommaso e Pisto, infatti, vedono confluire le loro vite in un finale del tutto inaspettato, sconvolgente ed inevitabile che metterà tutto in discussione, persino le opinioni più ferme e consolidate.

Layla di Massimo Piccolo è un romanzo che inquieta, sorprende e coinvolge a tal punto da non riuscire a capire cosa è reale da cosa non lo è. Assolutamente consigliato!

Voto: 4,5/5

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Layla

AUTORE: Massimo Piccolo

EDITORE: Cuzzolin Editore

DATA DI PUBBLICAZIONE: Ottobre 2019

GENERE: Narrativa italiana

PAGINE: 392 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 14,90

In una Napoli vera e contemporanea (lontana dal folclore o dal racconto di Gomorra), nel normale scorrere delle giornate di cinque ragazzi, tra passioni, desideri e i naturali intoppi del diventare adulti, si insinua una realtà fatta di misteri e accadimenti inspiegabili e spaventosi. Chi è Layla e quali segreti nasconde? E chi si cela dietro il personaggio de la sposa, una sacerdotessa amorevole che ha saputo decifrare i mille indizi che la città conserva (ora in una cappella chiusa del Duomo, ora in un dipinto, ora nelle fattezze di una Madonna col Melograno) o una spietata dispensatrice di morte? E Gabriel, mente brillante e razionale immune anche al più piccolo tentennamento, che già a cinque anni ai cartoni animati preferiva i programmi di Piero e Alberto Angela (e socio del Cicap a dodici), riuscirà a interrompere quanto di drammatico e incomprensibilesembra destinato a succedere?

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L’ultima vedova di Karin Slaughter

Salve a tutti lettori e lettrici per passione, oggi vi parlo di un thriller pieno zeppo di adrenalina.

Il romanzo in questione è “L’ultima vedova” di Karin Slaughter edito Harper Collins.

L’ultima vedova racconta l’ultima avventura investigativa di Will Trent, in cui è coinvolto personalmente egli stesso assieme alla fidanzata, il medico Sara Linton. I due protagonisti si trovano coinvolti nella preparazione di un vero e proprio attentato terroristico, in cui dovranno morire migliaia di persone; sarà compito loro, dunque, riuscire a bloccare la strage e salvare le loro stesse vite.

Curious fact: Will Trent e Sara Linton sono due personaggi creati separatamente dall’autrice ed in “L’ultima vedova” vengono messi insieme in un’unica storia.

Inizio col dire che è, senz’altro, un thriller molto forte, uno di quelli che fa male, sia nella descrizione di alcune scene crude e cruente, sia soprattutto per le tematiche affrontate. Non mi è venuto facile leggere di stragi, che avrebbero coinvolto migliaia di persone per motivi futili, restando indifferente. (Come del resto, non ci si può rimanere impassibili davanti un telegiornale, visto che purtroppo sono all’ordine del giorno ormai). Questo, tra l’altro, è uno dei tanti temi che fanno male: si parla anche di pedofilia, bambini sfruttati e privati della spensieratezza della loro infanzia. Posso quindi dire che se l’obiettivo di un thriller è disturbare, questo sicuramente si può definire tale.

In L’ultima vedova non mancano di certo i colpi di scena. Da come parte la vicenda, non è lontanamente immaginabile la piega che da lì a qualche pagina invece prenderà. Tutto si svolge con un ritmo sempre più incalzante e veloce. I picchi di adrenalina sono garantiti. Vi troverete a leggere alcuni capitoli col fiato sospeso e solo dopo averli finiti vi accorgerete che per tutto il tempo non avete respirato.

Non erano stati feriti abbastanza dalla vita da capire che era preziosa.

Se proprio vogliamo andare a cercare l’ago nel pagliaio potrei dire che l’unica cosa che talvolta mi frenava era la presenza di capitoli un po’ lunghetti che, a me personalmente, fanno allentare leggermente la presa.

Per quanto riguarda i personaggi, trovo che la Slaughter abbia una grande abilità nel far emergere il tormento interiore dei personaggi, che spesso, come nella vita vera, non si comportano come ci si aspetta in quella determinata situazione, ma mossi dalle proprie paure e tensioni.

Concludo dicendo che, L’ultima vedova è un ottimo thriller in cui sono presenti tutti quegli elementi che tanto piacciono agli amanti del genere. Assolutamente consigliato!

VOTO: 4,5/5

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: L’ultima vedova

Titolo originale: The last widow

AUTORE: Karin Slaughter

Traduzione italiana a cura di Adria Tissoni

GENERE: Thriller

DATA DI PUBBLICAZIONE: Ottobre 2019

PAGINE: 504 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 19,00

Un rapimento inspiegabile. 2019. In una calda notte d’estate, Michelle Spivey, ricercatrice del CDC di Atlanta, il più famoso istituto al mondo per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive, viene rapita nel parcheggio di un centro commerciale. Sembra sparita nel nulla, non ci sono indizi su chi l’abbia portata via o perché, e le autorità disperano di salvarla. Un attacco devastante. Un mese dopo, un tranquillo pomeriggio domenicale viene sconvolto dal boato di un’esplosione che scuote la terra, seguita da altre a pochi secondi di distanza. Un attentato terroristico ha devastato uno dei principali quartieri di Atlanta, sede della Emory University, di due importanti ospedali, del quartier generale dell’FBI e dello stesso CDC. Un nemico subdolo e diabolico. La dottoressa Sara Linton e il suo compagno Will Trent, investigatore del Georgia Bureau of Investigation, si precipitano sul posto e si ritrovano al centro di una cospirazione mortale che minaccia di distruggere migliaia di vite. Ma il loro istinto li tradisce… E quando anche Sara viene rapita, Will segue le sue tracce in incognito fino a un covo segreto sui monti Appalachi, mettendo a rischio la propria vita per salvare la donna che ama e sventare un massacro dalle proporzioni sconvolgenti. Karin Slaughter, autrice bestseller in tutto il mondo, riunisce i suoi protagonisti più amati, Will Trent e Sara Linton, in un affilato e tesissimo thriller a orologeria, pieno colpi di scena, segreti angoscianti e situazioni scioccanti, impossibili da prevedere prima che sia troppo tardi.

https://www.harpercollins.it/9788869055317/lultima-vedova

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Avviso di burrasca di Maria Adolfsson

Salve a tutti! Oggi vi parlo dell’ultimo thriller che ho letto: “Avviso di burrasca” di Maria Adolfsson edito SEM.

Ci troviamo a Noorö, un’isola immaginaria dell’arcipelago doggerlandese, nel periodo natalizio. L’ispettrice Karen Eiken Hornby si trova ad indagare su una morte sospetta; un pensionato viene, infatti, trovato morto dalla sorella in un dirupo. Quello che inizialmente si pensa essere un tragico incidente, si rivela invece un efferato omicidio. Ma chi potrebbe mai avercela con un vecchietto, ex professore universitario? E soprattutto perché? Indagando su questo caso la Hornby scoprirà che sono coinvolte persone molto vicine a lei. Come si comporterà di fronte a questa nuova pista?

Questo romanzo è un thriller che sicuramente contiene tutti quegli elementi che devono essere presenti in questo genere narrativo. Ritmo incalzante (soprattutto alla fine!), colpi di scena, finale inaspettato. Manca però a mio avviso quell’elemento in più che riesce ad amalgamare il tutto. C’è tutto quello che in un thriller ci dovrebbe essere; tutti gli elementi, se presi singolarmente suonano alla perfezione, ma che, a parer mio, nella visione di insieme non contribuiscono a dare il giusto risalto ad un thriller poliziesco che potrebbe essere ottimo.

Ma andiamo con ordine.

In Avviso di burrasca il ritmo della narrazione, man mano diventa sempre più veloce. Parte in maniera lenta, ma accattivante, e diventa via via più incalzante fino ad arrivare all’ultima parte in cui sono stata proprio col fiato sospeso. Mi collego quindi al finale. È sicuramente un finale del tutto inaspettato, sia per quanto riguarda l’evolversi della vicenda, ma soprattutto per quanto riguarda le sorti della protagonista.

Non mancano certo i colpi di scena; questi sono presenti fin dai primi capitoli. L’aspetto che ho apprezzato di più è stato l’intreccio, il mescolarsi quindi, della vicenda narrata con la storia personale della protagonista; questo ha sicuramente contributo a cambiare le carte in tavola, capovolgendo quelle situazioni che, altrimenti, prenderebbero un altro corso.

Andiamo al tasto, per me, dolente! La mancata coesione. Come dicevo sopra, Avviso di burrasca, è un thriller in cui sono presenti (e sviluppati anche abbastanza bene) tutti gli elementi che caratterizzano il genere. Quello che manca però, secondo me, è l’armonia nel complesso; cioè quella musicalità che amalgama il tutto rendendolo perfetto. È, questo, il motivo per cui non do le cinque stelline.

Nell’insieme, comunque, è un romanzo molto valido e che sicuramente merita di essere letto ed apprezzato.

VOTO: 4-/5

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Avviso di burrasca

Titolo originale: Stormwarning

AUTORE: Maria Adolfsson

Traduzione italiana a cura di Stefania Forlani

DATA DI PUBBLICAZIONE: Ottobre 2019

GENERE: Thriller/ poliziesco

PAGINE: 400 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 18,00

Doggerland, arcipelago immaginario nel Mare del Nord. Gertrud Stuub, un’anziana donna, cammina a passo svelto attraverso i boschi. È inquieta, alla messa natalizia non ha incontrato il fratello Fredrik, nonostante avessero appuntamento lì. Quando vede il cane di suo fratello che abbaia, muovendo- si lungo il bordo di un dirupo, capisce che è successo qualcosa di grave. Quella stessa sera l’ispettrice Karen Eiken Hornby invita a cena gli amici e la madre con il suo fidanzato per festeggiare il Natale. Mangiano, bevono e cantano canzoni tradizionali. Karen, ancora in congedo per le ferite riportate durante la sua ultima indagine, è in preda a sentimenti contrastanti. È felice della compagnia, ma allo stesso tempo desidera un po’ di pace e solitudine. All’improvviso le squilla il telefono, è il capo del dipartimento investigativo criminale, Jounas Smeed. Un vecchio professore è stato trovato morto dalla sorella in una cava abbandonata. La polizia locale sospetta si tratti di un assassinio ed è corto di personale. Jounas chiede a Karen di occuparsi del caso nonostante il congedo. Lei accetta, felice di sfuggire a ulteriori festeggiamenti. Il mattino successivo, insieme al coroner Kneought Brodal, arriva alla stazione di polizia dell’isola di Noorö. Karen scoprirà degli oscuri intrecci che legano gli OP, una banda di motociclisti, ad alcuni suoi parenti stretti che vivono lì, apparentemente insospettabili e onesti cittadini che sembrano però sapere qualcosa sull’omicidio. Costretta a destreggiarsi in una delicatissima situazione che mina l’equilibrio tra il suo lavoro e la sua vita privata, Karen è chiamata a risolvere in fretta il mistero. A fare da sfondo a questo adrenalinico thriller di Maria Adolfsson, nuova stella del giallo scandinavo, un gelido inverno, mari tumultuosi e panorami mozzafiato.

https://www.semlibri.com/book/avviso-di-burrasca-maria-adolfsson/

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La terza inquilina di C. L. Pattison

Salve lettori e lettrici per passione! Oggi sono qui a parlarvi del primo libro letto per il progetto “Ragazzi tra le pagine“: La terza inquilina di C. L. Pattison edito Fabbri Editori.

Come penso che già sappiate, Ragazzi tra le pagine è un progetto che porto avanti con altri sette bookblogger ed ha lo scopo di diffondere la passione per la lettura. Ogni mese affronteremo insieme a voi un libro diverso esaminandolo a 360 gradi.

In particolare, questo mese abbiamo letto La terza inquilina, una novità della casa editrice Fabbri, nonché il romanzo di esordio di C. L. Pattison.

La terza inquilina è un thriller psicologico che racconta la storia di due migliori amiche, Megan e Chloe, che decidono di cercare una casa in affitto in cui andare a vivere insieme. Dopo vari tentativi, finalmente, trovano la casa dei loro sogni: spaziosa, confortevole e ben posizionata. C’è, però, un unico problema, costa troppo! Motivo per cui decidono di cercare una terza ragazza con cui dividere l’affitto. Entra così in scena Samantha, per gli amici Sammi, una ragazza riservata e misteriosa che sconvolgerà la vita di tutti i protagonisti.

“Non sapevi nulla di lei.

Ma l’hai fatta entrare.”

Il romanzo di C. L. Pattison è un thriller psicologico ambientato a Londra. È un libro che risente molto della struttura del tipico thriller inglese! La struttura e la dinamica è pressoché simile ad altri romanzi del genere. Questo comunque non significa che sia scontato e banale ma soltanto che si sente marcata l’appartenenza inglese.

La terza inquilina è però un romanzo che mi lascia perplessa. Cercherò di spiegarvi in maniera chiara il perché.

Innanzitutto c’è da dire che come ogni buon thriller che si rispetti, non manca il colpo di scena e il finale inaspettato. Soprattutto nelle ultime pagine tutto prende una diversa piega che fino a qualche pagina prima era del tutto impensabile.

Ho trovato il ritmo, invece, un po’ lento nella prima parte (si sofferma tanto su un arco di tempo relativamente breve), per poi prendere una rapita impennata negli ultimi capitoli. Ho avuto infatti la sensazione che, proprio quando la vicenda inizia a farsi interessante ed il ritmo accelera, la narrazione “perda dei pezzi”; cioè come se non prestasse attenzione ai vari dettagli e si limitasse a descrivere sommariamente la nuova situazione che si è delineata.

La terza inquilina è un romanzo che semina indizi qua e là durante lo svolgimento della storia. Ho però avuto la sensazione che, nonostante siano stati ben messi, cosa che ho molto apprezzato, poi non siano stati spiegati chiaramente quando ormai tutte le carte erano state scoperte. Mi sento di definirlo un thriller molto soft, nel senso che i toni non si caricano di elevato pathos.

In conclusione, La terza inquilina, è una lettura senz’altro piacevole ed adatta ad un pubblico di adolescenti ma anche a coloro che col genere non hanno molta confidenza!

Vi invito inoltre a leggere le recensioni degli altri miei compagni di avventura e farvi un’idea sempre più completa del romanzo!

https://instagram.com/a_tuttovolume_libri_con_gabrio?igshid=qft87305pjra

https://instagram.com/labibliotecadelcorsini?igshid=v2kjf1nr33l1

https://instagram.com/libridimarmo?igshid=1dr9a9sfredig

https://instagram.com/luca_massignani?igshid=pddhwshvfkr1

https://instagram.com/matteo_zanini?igshid=1ui9tlja1au1z

https://instagram.com/readeat_libridamangiare?igshid=ru5uu5xpyp73

https://instagram.com/viaggiletterari?igshid=1eepbx9nex48s

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: La terza inquilina

Titolo originale: The Housemate

AUTORE: C. L. Pattison

Traduzione italiana a cura di Elena Cantoni

EDITORE: Fabbri Editori

GENERE: Thriller psicologico

DATA DI PUBBLICAZIONE: Novembre 2019

PAGINE: 288 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 19,50

All’apparenza disponibile e cordiale, Sammi inizia a manifestare inaspettati scatti d’ira e qualche segreto di troppo, chiuso gelosamente in una scatola di ritagli di giornali e vecchie fotografie…

Megan e la sua migliore amica Chloe hanno traslocato nella loro casa dei sogni, ma sono costrette a prendere una terza inquilina per riuscire a pagare l’affitto. Quando incontrano Samantha, gentile, affascinante, premurosa, si convincono che sia la persona perfetta per condividere l’appartamento e che tra loro potrebbe nascere una vera amicizia. Ma c’è qualcosa in lei che stona, e Megan è la prima ad accorgersene: all’apparenza disponibile e cordiale, Sammi inizia a manifestare inaspettati scatti d’ira e qualche segreto di troppo, chiuso gelosamente in una scatola di ritagli di giornali e vecchie fotografie. Chloe però è troppo presa dai suoi problemi di lavoro per rendersi conto che qualcosa non va: assorbita dall’allestimento di un importante spettacolo teatrale, ricomincia a essere tormentata dagli stessi problemi di ansia da cui Megan l’aveva salvata anni prima. E Megan, da parte sua, viene travolta da una passionale storia d’amore che non le lascia tempo ed energie per occuparsi dell’amica in difficoltà. È in questo spiraglio che lentamente si apre tra le due, fatto di incomprensioni e di attenzioni mancate, che Sammi inizia a insinuarsi, con un’abilità melliflua e inquietante. In fondo, né Chloe né Megan la conoscono davvero, ma ormai le hanno aperto la porta di casa, e l’hanno lasciata entrare. Non sanno cosa sta nascondendo. Non sanno cosa vuole davvero. Ma una cosa è certa: Sammi è lì per restare.

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Il soffitto di cristallo di Gianni Perrelli

Livia era ormai perfettamente consapevole che come opinionista Beppe lo stagnato, una figura emblematica da lei inventata, aveva molta più influenza coi suoi blog stralunati degli editorialisti più accreditati con le loro analisi ponderate. In termini di like umiliava le menti più acute e le penne più raffinate.

Il soffitto di cristallo di Gianni Perrelli edito Di Renzo Editore, racconta alcune vicende di Livia Serantoni, la prima donna a diventare Presidente del Consiglio. La narrazione alterna il punto di vista della protagonista, con quello di Paolo, ex amante e compagno politico di Livia ormai “fuori dal giro” dopo un giochetto architettato dalla controparte.

La figura di Paolo è emblematica; con il suo guardare la scena politica da fuori, rappresenta l’altro piatto della bilancia. Non essendo più invischiato nei meandri della politica, può valutare la situazione con sguardo critico di “chi sa”. Da al lettore la possibilità di farsi un’idea priva di condizionamenti.

La protagonista, Livia, invece è una donna animata da forti ideali umanitari e da un forte senso morale, che però rischia di perdere in maniera direttamente proporzionale al grado di potere che raggiunge. Il potere, infatti, rischia di disorientare anche coloro che sono mossi dai propositi più ammirevoli. Livia però non riveste un ruolo convenzionale, adatto cioè alla carica che riveste. Lei è una donna che non ama i vincoli e le “catene”, che vuole vivere la sua vita osando e soprattutto approfittando della sua sensualità. Non è la classica donna portata per la famiglia, per un amore stabile. Vive di incontri passionali fini a se stessi. Questo suo aspetto però contrasta con la figura pulita e trasparente di primo ministro. Fin quando riuscirà a mantenere questa “doppia vita”? Riuscirà a mantenere intatti i suoi buoni ideali o li venderà per la poltrona?

Ho trovato molto interessante Il soffitto di cristallo per quello che si legge sopra le righe. Credo che sia un saggio sulla situazione italiana, ma non solo, dei nostri tempi. Si affrontano tematiche quali la religione, la situazione femminile, le nuove tecnologie e l’utilizzo sempre più massiccio dei social.

Ogni argomento è trattato sotto forma di riflessione o dialogo e la cosa che più mi ha convinta è stata il constatare che mentre leggevo il libro, mi ritrovavo io stessa a riflettere su questioni etiche e attuali che riguardano la nostra società.

È un romanzo che mi sento di consigliare a tutti coloro che vogliono pensare in maniera critica alla società in cui ci troviamo. Credo, infatti, che si debba leggere questo libro per avere un quadro più completo sulla situazione attuale.

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Il soffitto di cristallo

AUTORE: Gianni Perrelli

EDITORE: Di Renzo Editore

DATA DI PUBBLICAZIONE: Settembre 2019

GENERE: Narrativa italiana

PAGINE: 216 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 15,00

VOTO: 4-/5

Livia Serantoni è la prima donna a ricoprire la carica di presidente del Consiglio della Repubblica italiana. La prima ad aver superato il soffitto di cristallo. Un traguardo diventato oggi la norma in Europa, ma quasi utopistico in un Paese machista come il nostro. Giorgio Recalcati è un giovane giornalista in promettente ascesa. Paolo Rizzi è un segretario di partito ormai dimenticato. Ognuno di loro ha pagato un prezzo. Forse troppo alto. Cosa e chi hanno sacrificato in nome della scalata al potere? Intorno a loro, il teatro della politica con i suoi intrighi di palazzo, le oscure battaglie di partito, le ipocrite compiacenze, le illusioni mediatiche e le sirene dei social. L’attualità è l’ennesimo capitolo di una ragion di Stato ormai esausta, sopravanzata dalla propaganda populista. La prospettiva è la paura di perdere tutto che induce all’errore o alla facile promessa. Come resistere? Livia lo sa: questa è l’ultima occasione che ha per convincere e convincersi che la politica non s’improvvisa, si costruisce. Giorno dopo giorno.

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narrativa italiana Recensioni

Cosa resta di Male di Gianmarco Soldi

Buongiorno lettori e lettrici per passione, oggi vi parlo di un libro molto discusso e che ha smosso pareri contrastanti.

Il libro in questione è “Cosa resta di Male” di Gianmarco Soldi edito Rizzoli.

Perché ha smosso così tante opinioni contrastanti?

Perché affronta una tematica scomoda; il protagonista infatti esplora ed attraversa il mondo delle perversioni.

Amato, questo è il nome del protagonista, avverte fin da bambino, un moto interno, che gli fa provare qualcosa che ancora non si sa spiegare ma che avverte di essere sbagliato.. crescendo Amato prende consapevolezza di queste pulsioni e le vive come un problema; lui sa che quello che prova è sbagliato.. ma non riesce a farne a meno. Durante questo percorso di consapevolezza, accettazione e/o negazione (questo sta a voi scoprirlo) incontra una ragazza, taciturna, solitaria e sempre vestita di nero, Malena (Male), che lo “prenderà per mano” creando un effetto magnete che influenzerà Amato per tutta la vita…

Si può cambiare casa, città o nazione, ma è impossibile trovare la pace se prima non si fa pace con se stessi.

Capite bene, che Cosa resta di Male è un romanzo scomodo e ad alcuni ha fatto storcere il naso, perché esplora sentieri oscuri della vita umana.

Qui vi parlo di quello che ha trasmesso a me.. e vi garantisco che è tanta roba.

Innanzitutto, inutile negarlo, certe scene descritte hanno indignato anche me. Non è quello che ci si aspetta di leggere in un romanzo. Le pulsioni sessuali che emergono già nell’infanzia del bambino, non sono facili da digerire. Credo anche, però, che sia riduttivo fermarsi solo a questo. Mi spiego meglio. Secondo me, l’intento di Gianmarco Soldi è proprio questo: scuotere le coscienze, accendere una lampadina su sentieri rocciosi e poco praticati. Io ho avvertito chiaramente l’intenzione, ho sentito quasi la voce che dice: “esiste anche questo!”.

Cosa resta di Male è passione, rabbia, tenerezza, complicità, indignazione.. leggendo questo libro il lettore si trova avvolto in un turbine di emozioni che molto spesso cozzano tra loro, ma che lo portano inevitabilmente a riflettere.

Cosa resta di Male è anche riscatto; una grande voglia di emergere e di amare ed essere amati per quello che si è. Perché alla fine si sa, l’amore o salva o fa sprofondare ancora di più.

Come mi è capitato di dire spesso, ho amato molto Cosa resta di Male, proprio per il forte carico emotivo che traspare dalle righe di questo romanzo. Io credo che sia un libro da leggere, anche solo per farsi un’idea su come è variegata ed unica la natura umana.

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Cosa resta di Male

AUTORE: Gianmarco Soldi

EDITORE: Rizzoli

GENERE: Narrativa italiana

DATA DI PUBBLICAZIONE: Marzo 2019

PAGINE: 336 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 18,00

Mi voltai di scatto. C’era una ragazzina esile e pallida, con i capelli neri e gli occhi ancora più neri. «Ti va di unire le nostre solitudini?»È un torrido pomeriggio d’agosto, il sole picchia sulla pianura Padana seccando l’erba e il granturco. Amato è nascosto in macchina con la cuginetta Gioia, che ha appena schiacciato una lucertola sotto la scarpa. «Ora devi fare una cosa» gli dice, «altrimenti schiaccerò anche te. Devi baciarmi i piedi, come a una principessa.»Amato è ancora un bambino, eppure una scintilla buia gli si accende dentro. Desiderio, vergogna, paura: sentimenti che non sa come gestire né con chi condividere. Finché nella sua vita non arriva Malena, detta Male, una ragazzina con la pelle di luna e l’oscurità in fondo agli occhi. Capelli neri, felpa nera, scarpe nere. Ad Amato basta uno sguardo per capire che da quel momento non sarà più solo: gli amici, la musica, la nebbia malinconica del cielo di Cremona, tutto resta sullo sfondo per fare spazio a questo nuovo mondo a due. Lui e Male si scoprono, si ascoltano, si riconoscono l’uno nell’altra togliendosi ogni giorno un pezzo di corazza mentre la loro affinità si trasforma, col tempo, in una tenera e feroce educazione sentimentale. Con questo sorprendente romanzo d’esordio, Gianmarco Soldi racconta la storia di una passione giovane ma potentissima, nata in una provincia senza orizzonti e senza certezze in cui l’amore è l’unico futuro davvero possibile.

https://rizzoli.rizzolilibri.it//libri/cosa-resta-di-male/

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narrativa italiana Recensioni

L’estate dell’incanto di Francesco Carofiglio

Buongiorno lettori e lettrici per passione, oggi vi parlo di una tra le ultime novità di Piemme Edizioni. Mi riferisco a “L’estate dell’incanto” di Francesco Carofiglio.

È un romanzo ambientato nella campagna toscana, tra Firenze e Pistoia, e la protagonista è una vecchia signora ben messa che ricorda e racconta un’estate particolare della sua infanzia, un’estate che avrebbe segnato per sempre la sua vita..

“[…] Era bellissima in quel girotondo forsennato, un impasto felice di popoli aguzzi, di occhi celesti, di denti che luccicavano, di suoni che tintinnavano come posate e bicchieri, di profumi di menta e gelsomino”.

L’estate dell’incanto è raccontato in prima persona direttamente dalla protagonista, Miranda, e questo (come mi è capitato di dire spesso) è un aspetto che amo molto. Mi permette di avvicinarmi maggiormente alla storia narrata.

È forte il riferimento al passato. È vivida, infatti, l’immagine della vita nelle cascine di un tempo e appare come riprodotta attraverso una vecchia cinepresa. Quello che ho visto in queste pagine è qualcosa di bello: la gioia, la spensieratezza, i fiori, gli animali.. il tutto va a comporre un quadro armonico e sereno. Prima che tutto cambi…

Come mi è capitato più volte di dire, la prima cosa di cui mi sono innamorata, prima ancora di conoscere la storia, è il modo di scrivere e raccontare di Carofiglio. È una scrittura che trasporta, che catapulta nel tempo e nel luogo come un vortice da cui non vuoi uscire. Staccarmi dalle pagine mi è venuto molto difficile.

In conclusione posso dire che L’estate dell’incanto, nonostante sia stato un romanzo in cui mi aspettavo di trovare altro, è riuscito a sorprendermi in positivo facendomi perdere nei ricordi di Miranda, che poi sono un po’ quelli di ognuno di noi.

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: L’estate dell’incanto

AUTORE: Francesco Carofiglio

EDITORE: Piemme Edizioni

GENERE: Narrazione Italiana

DATA DI PUBBLICAZIONE: Settembre 2019

PAGINE: 272 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 17,50

È l’estate del 1939, Miranda ha dieci anni e il mondo è sull’orlo dell’abisso.
Ma lei non lo sa. Quell’estate sarà la più bella della sua vita.
Miranda parte con sua madre da Firenze per raggiungere Villa Ada, la casa del nonno paterno, il marchese Ugo Soderini, sulle colline pistoiesi. Suo padre è altrove.
La cascina del nonno e il bosco misterioso che la circonda sono il teatro perfetto per le avventure spericolate insieme con Lapo, il nipote del fattore, le scorribande in bicicletta, le scoperte pericolose, il primo, innocente bacio.
Ma il bosco è anche il luogo abitato dalle creature parlanti che l’anima di bambina vede o crede di vedere. E la foresta compare sempre, e misteriosamente, nei quadri del nonno, chiusi nel laboratorio che nessuno ha il permesso di visitare.
C’è come una luce magica che rischiara quella porzione di mondo. Miranda, ormai novantenne, ce la racconta, fendendo le nebbie della memoria. Tornare a quei giorni, a quella bambina ignara, che ancora non ha visto, vissuto, sofferto, perduto è più che una consolazione, è un antidoto.
È l’incantesimo di una giovinezza improvvisa.
Francesco Carofiglio ci conduce per mano all’ultima estate di innocenza. E lo fa con ciò che, più di ogni altra cosa, contraddistingue la sua poetica, la fragilità incorruttibile del ricordo e lo sguardo innocente di chi può ancora essere salvato.

http://www.edizpiemme.it/libri/lestate-dellincanto

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Tempesta di Arif Anwar

Ciao lettori e lettrici per passione!!

Oggi vi parlo di un libro che ho letto un po’ di tempo fa. Ahimè ho giusto un po’ di recensioni in arretrato, quindi ho pensato che un giorno alla settimana lo dedicherò alla recensione dei libri che ho letto in questi mesi di assenza ma che non sono riuscita a parlarvene.

Iniziamo oggi con Tempesta di Arif Anwar edito SEM.

Recensire Tempesta non è una cosa semplice. Comincio col dire che è un romanzo che mi è piaciuto davvero molto.

Tempesta parla di cultura, di scelte sofferte, di guerra e lacrime, di relazioni, di amore. Ecco, se mi chiedessero di descrivere questo libro in poche parole, direi che è tutto questo!

Mussulmani, indù, buddisti, giainisti, bramini, ebrei o cristiani – qualunque sia il loro Dio, si dice che la troppa fede rovini l’uomo, ma in realtà sono gli uomini che rovinano la fede, e questo da sempre. L’uomo abbraccia la religione con tutta la sua individualità è tutto il marciume che ha dentro, tutto il suo male. Infetta la fede. Le rivolte a cui assistiamo, le uccisioni insensate, non sono imputabili alla religione, ma agli uomini che la praticano.

Il romanzo di Anwar ha una storia particolare; ci racconta la vita di due generazioni di uomini e di diverse famiglie. Questi uomini e queste famiglie si scopriranno legate da un aspetto che li renderà parte integrante di uno stesso filo conduttore che attraverserà i confini del tempo e dello spazio.

La difficoltà nella recensione sta proprio in questo: data la trama molto complessa ed articolata, il rischio che si corre è quello di svelare troppo oppure non dire nulla.

Ho deciso quindi di parlarvi delle sensazioni che ho provato io nel leggerlo.

Ho apprezzato molto la storia narrata all’interno del romanzo; ho trovato i personaggi molto “umani”, i protagonisti sono, cioè, persone vissute, persone che hanno il carattere forgiato dalle vicende vissute, dagli sbagli commessi.

Chi leggerà questo libro, dovrà però tenere in considerazione che la trama è molto intrecciata e quindi necessità maggiore attenzione nella lettura. Credo, infatti, che Tempesta sia un romanzo che vuole il suo momento e la predisposizione giusta.

Lo stile è molto fluido e la lettura molto scorrevole. Nella struttura del romanzo il passato e il presente si incontrano, creando una perfetta armonia. Lo consiglio pienamente!

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Tempesta

Titolo originale: The storm

AUTORE: Arif Anwar

Traduzione a cura di Eleonora Gallitelli

EDITORE: SEM

DATA DI PUBBLICAZIONE: Aprile 2019

GENERE: Narrativa straniera

PAGINE: 298 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 20,00

In un villaggio della costa del Bangladesh una donna osserva il mare. C’è qualcosa di strano nell’aria e nel colore dell’acqua, una minaccia incombente. Lei sa di che cosa si tratta, l’ha visto succedere altre volte. È in arrivo una tempesta. Quello che non sa è che la tempesta sarà terribile, che spazzerà interi villaggi, vite umane, che niente sarà come prima. Ispirato al disastro del ciclone Bhola, che nel 1970 causò la morte di mezzo milione di persone in una notte, Tempesta intreccia cinque storie d’amore che, insieme, raccontano la storia del Bangladesh e la guerra di liberazione dal Pakistan. Shahryar, padre della piccola Anna, deve lasciare gli Stati Uniti, dove lavora come ricercatore all’università, perché il suo visto è in scadenza. Durante le ultime settimane che trascorrono insieme, il padre racconta alla figlia la storia del suo paese d’origine, iniziando da un villaggio nel golfo del Bengala, dove un povero pescatore si sta preparando con la moglie, una indù convertita all’Islam per amore, ad affrontare una tempesta di proporzioni storiche. Oltre il tempo e i confini, la loro storia si intreccia con quelle di altre quattro famiglie, il cui destino è stato ugualmente mutato da eventi imprevedibili. Una narrazione forte e avvincente che ci racconta i tanti modi in cui le persone amano, tradiscono, si onorano e si sacrificano le une per le altre nei momenti decisivi della vita. Un romanzo che esplora ciò che ci unisce al di là delle differenze di etnia, religione e nazionalità.

https://www.semlibri.com/book/tempesta-arif-anwar/

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Galateo per ragazze da marito

Ben trovati cari lettori e lettrici per passione. Quella che vi propongo oggi vuole essere una riflessione.

Il Galateo per ragazze da marito di Irene Soave edito Bompiani, ci offre uno spaccato della condizione di “signorina” nel corso dell’ultimo secolo. Attraverso una attenta ricerca, l’autrice, ci mostra una raccolta di galatei che trattano diversi aspetti della vita di una donna, tutti aventi uno stesso denominatore, e cioè, l’aspirazione a diventare donne.

La Soave analizza ogni singolo aspetto di questi galatei per signorine e li rapporta ai giorni nostri tracciando un filo logico e continuativo. In altre parole posso dire che ci accompagna per mano in questa interessante riflessione su un aspetto che è, in un certo senso, incardinato nella nostra società e che possiamo racchiudere in una sola domanda: ma quando ti sposi?

Leggendo questo libro si evince una grandissima bravura intanto nella ricerca di tutti questi manuali del “galateo per donne da accasare” nei vari secoli della storia umana, ma soprattutto (ed è la cosa che mi ha affascinato di più) nel collegare ed esaminare ogni singolo aspetto, con l’ironia che la contraddistingue, con perfetta armonia.

Sì, perché l’aspetto che più caratterizza questo manuale è la vena ironica utilizzata. L’autrice, infatti, nel raccontare le varie regole che una signorina “per bene” deve rispettare per essere considerata tale, usa un tono ironico; un’ironia che però non urta e non offende.

Infatti, Irene Soave, in questo suo lavoro non vuole assolutamente giudicare, né tantomeno criticare, colei che aspira, nella propria vita, a sposarsi; vuole però mandare un messaggio, e cioè, vuole far capire che anche se una ragazza non si sposa, per scelta, non deve essere “declassata” dalla società.

La lettura di Galateo per ragazze da marito, mi ha fatto venire in mente una serie di domande: ma davvero una donna per la società può definirsi tale solo se assolve il ruolo di moglie sposandosi? Oppure c’è davvero parità di genere nei rapporti interpersonali?

Io credo sia giusto che ognuno si faccia una propria idea riguardo questa questione. Voglio solo aprire una piccola parentesi: la donna purtroppo ancora nel 2019 (quasi 2020) vive sotto “l’occhio di bue”, deve costantemente stare attenta a quello che fa e che dice per evitare di essere messa alla gogna (e senza volermi addentrare negli episodi di femminicidio che non dovrebbero esistere). Quindi forse questa parità non l’abbiamo poi tanto raggiunta?!

Concludo dicendo che questo manuale, questo galateo 2.0 (mi permetto di dire!) è un interessante lavoro di ricerca e di analisi che consiglio vivamente di leggere! Posso affermare con sicurezza che a me ha fatto bene!!

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Galateo per ragazze da marito

AUTORE: Irene Soave

EDITORE: Bompiani

DATA DI PUBBLICAZIONE: Settembre 2019

PAGINE: 384 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 17,00

Cos’hanno in comune le ragazze da marito di oggi e quelle di ieri? Non poco: la “donna di una volta” è una mitologia attualissima, e il beau mariage un sogno riportato in voga dalla crisi. Tanto vale allora studiarne le regole alla fonte: una collezione di manuali per signorine e signore pubblicati fra l’Unità d’Italia e il Sessantotto.Non ci sarebbe poi molto da ridere, in quei manuali che nel corso della modernità hanno cercato di codificare la figura di una ragazza ideale: timorata delle tradizioni, ben disposta alla repressione dei propri istinti e tesa alla soddisfazione dell’unico desiderio che le è concesso – un buon matrimonio. Quando però gli stessi manuali arrivano a configurare le civetterie di una “bellissima donna dell’età della pietra” si intuisce che per renderli un deposito fossile a grande potenziale umoristico basta farne una lettura contemporanea: fresca, pratica, colta, critica ma affettuosa. È la lettura che Irene Soave ha dato a questi testi: lei è la Lettrice Modello che da Monsignor della Casa a Donna Letizia queste pagine hanno atteso per decenni, se non secoli. Una ragazza arrivata al mondo quando ognuna delle norme tradizionali era già stata trasgredita e molte erano anzi rientrate in vigore più o meno tacitamente; e una ragazza che usa il suo sense of humour per comparare la passata normativa all’almeno apparente deregulation attuale. Matrimonio, verginità, reputazione, prostituzione, dignità, libertà, lavoro, sesso e piacere: questioni colossali che la briosa scrittura di Irene Soave attraversa senza banalità, snocciolando i dilemmi della sua amletica leggera. Non: essere o non essere; ma: esserci o farci? Cercarlo o non cercarlo (il marito)? Visitare i luoghi comuni vecchi e nuovi per scegliere quali rifuggire e quali invece adottare e adattare, per farli propri. Le ragazze da marito esistono ancora. E i ragazzi da moglie?

https://www.giunti.it/catalogo/galateo-per-ragazze-da-marito-9788830100930

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Mar ghe gera: c’era il mare.

Mar ghe gera pensa Luana Bertelli e vorrebbe tanto che fosse l’etimologia del paese in cui vive e che ama tanto.

Le rotte degli aerei guarda ogni sera Stucky a Treviso, immaginando il loro itinerario.

Bertelli e Stucky sono due commissari che operano in due posti diversi e a due casi di omicidio diversi. La prima, ispettrice del commissariato di Marghera, investiga sulla morte di un ex sindacalista ucciso nella sua abitazione; il secondo, ispettore di Treviso, indaga sulla morte di un ex giornalista trovato morto in un banchina alle mura della città.

Due casi all’apparenza distinti e separati fino a quando un terzo omicidio non farà ricredere i due ispettori e i confini di tutte queste vicende non saranno più così delineati (ma proprio in tutti i sensi!).

C’era il mare è un tipico romanzo giallo. Leggendolo si ha la sensazione di star guardando una ben riuscita serie televisiva poliziesca. I commissari astuti ci sono, gli omicidi ci sono, le indagini ci sono. Tutto in regola dunque per un romanzo di tutto rispetto!

I due protagonisti principali, la Bertelli e Stucky, hanno due caratteri diversi ma che spiccano all’interno della narrazione.

L’ispettore trevigiano è un tipo pragmatico, con un’indole tendente all’ironia (a tratti satira). Dall’atteggiamento scanzonato ma dalla mente molto astuta. L’ispettrice Bertelli invece ha un animo più cinico, scettico, non si fa mettere i piedi in testa da nessuno ma dentro di se risiede un velo di tristezza che le permette di miscelare quel sempre presente cinismo con un affetto verso gli ultimi della società.

Il romanzo inizia in maniera molto lenta ed ho avuto la sensazione di doverlo tirare a forza. A partire dalla metà più o meno della vicenda il ritmo si incalza, le pagine iniziano a voltarsi più velocemente ed il racconto, quindi, diventa più fluido.

Il carico di adrenalina e suspense sale fino a convergere in un finale di tutto rispetto in cui il niente e il tutto si mescolano.

Lo stile e la struttura di C’era il mare sono molto pensati ed attenzionati. Il voto che mi sento di dare però è 3/5 proprio per l’inizio che non mi ha molto convinto. È comunque un romanzo che mi sento di consigliare a chiunque voglia investigare assieme ai due ispettori!

[…] il rancore è una calamita moschicida, attrae chiunque gli si avvicina e avvinghia soprattutto chi la usa.

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: C’era il mare

AUTORE: Fulvio Ervas

EDITORE: Marcos y Marcos

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

GENERE: Romanzo giallo/ poliziesco

PAGINE: 366 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 18,00

Il primo morto è a Treviso: unico indizio un foglio bianco.
Il secondo è a Marghera: qui invece campeggia una scritta rossa.
Le due indagini – e i due scenari – si alternano, incantandoci con immagini solari mentre realtà più oscure affiorano qua e là.
Stucky interroga banchieri con le scarpe troppo pulite; a casa, il profumo di zucca e zafferano annuncia un’ospite inattesa.
Luana Bertelli la sera va al poligono, insegna alle donne a sparare; davanti a un piatto di seppioline morbide, in piazza, pensa al mare da cui è sorto Porto Marghera.
Un terzo morto, a metà strada tra Treviso e Marghera, fa correre tutto più veloce.
Soprattutto, Stucky e la Bertelli adesso corrono insieme: unendo tasselli, arrivano al cuore del mistero, annidato nelle pieghe della nostra traballante civiltà.

http://www.marcosymarcos.com/libri/cera-il-mare/