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Le lacrime di Halley: la leggenda

Buon pomeriggio lettrici e lettori per passione. Oggi voglio parlarvi di un libro che è uscito da poco in versione sia eBook che cartaceo. È una raccolta di racconti che sembra essere destinata ad avere grande successo.

In particolare vi voglio mostrare la bellissima leggenda che apre il lavoro di Maria Caparelli. Una leggenda romantica ed emozionante, anche se dal finale molto triste. Io credo che rappresenti l’emblema stesso dell’amore vero: quell’amore che prescinde dallo stare insieme e dal “possedersi” a vicenda.

“Un’antica leggenda narra di due ombre unite da un grande amore: Ya, l’ombra bianca che vive solo di notte e Yo, l’ombra nera che vive solo di giorno. Il tramonto e l’alba sono gli unici momenti in cui possono vivere il loro amore. Attimi fuggenti. Attimi in cui amarsi davvero. Un giorno la Grande Ombra si innamorò di Ya, che però non ricambiava i suoi sentimenti, così per punirli li trasformò in una cometa e in un pianeta, dividendoli per sempre. Ma quattro miliardi e seicento milioni di anni fa una cometa iniziò ad orbitare intorno al Sole, avvicinandosi negli anni sempre di più alla Terra. Era la cometa di Halley, l’ombra nera, che aveva viaggiato nell’Universo alla ricerca disperata dell’ombra bianca. Nel momento esatto in cui stava per perdere la speranza riuscì a trovarla. La cometa di Halley passa vicino alla Terra ogni 76 anni. Nel farlo lascia dietro di sé dei detriti che si trasformano in una polvere luminosa. Si dice che la cometa passando accanto alla Terra pianga. È l’ombra nera che piange perché non può più abbracciare l’ombra bianca. Ya e Yo continueranno ad amarsi per sempre sfiorandosi nell’eternità.”

Io vi consiglio di leggere, se potete, questo libro. Ne vale la pena!

Scheda.

TITOLO: Le lacrime di Halley

AUTORE: Maria Caparelli

GENERE: Racconti

PREZZO EBOOK: € 1,99

PREZZO CARTACEO: € 6,50

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Crowdfunding: Favole Piccole e Foglie di Vernice

Buonasera cari lettori! Oggi voglio parlarvi di Crowdfunding. Ho presentato in passato alcuni libri aderenti a questo progetto, ma mi sono resa conto che non ne ho mai spiegato il significato.

Il crowdfunding è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. Nello specifico del nostro campo di interesse è la casa editrice Bookabook a utilizzare questo metodo innovativo per scegliere i libri da editare, dopo, ovviamente, un’accurata prima selezione da parte di esperti che leggono e valutano i manoscritti.

Perché vi ho fatto tutta questa premessa? Perché oggi vi parlo di un libro che, passata la prima fase, ha bisogno del nostro aiuto per veder pubblicato il suo (anzi loro) lavoro.

Sto parlando di “Favole Piccole e Foglie di Vernice” di Mario e Silvia Struglia.

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Si tratta di una raccolta di racconti, scritti sotto forma di favole, che raccontano diversi aspetti della vita e della società. Come nelle favole, a parlare sono gli animali, gli oggetti. Il messaggio che si può evincere da ciascuna storia è nascosto tra le righe e sta alla sensibilità e alla personalità del lettore individuarlo e farlo proprio.

Favole Piccole e Foglie di Vernice però non è solo questo. Una particolarità di questo scritto è che, tra una favola e l’altra, sono presenti spettacolari illustrazioni realizzate da Silvia Struglia (mentre i testi sono di Mario Struglia); queste sono accompagnate da brevi didascalie che servono solo di indirizzo al lettore, perché è l’immagine stessa a parlare da sé, a suggerire a chi l’osserva una vera e propria storia. Sono, infatti contraddistinte da un forte potere evocativo.

Ho avuto la fortuna di poter leggere il manoscritto e devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa. Sembra di trovarsi in ogni storia attraverso mondi fantastici, anche se magari si sta parlando di situazioni e luoghi realistici, come può esserlo un ufficio. La scrittura utilizzata è molto chiara e dolce, che sembra accompagnare il lettore nel corso del racconto. E’, altresì, molto evocativa. E’ un libro che si legge piacevolmente. Le illustrazioni, ben realizzate, offrono quel cambio di prospettiva che armonizza il tutto e che serve a far gustare appieno ogni singola parte del lavoro.

Posso affermare con totale sicurezza che è un libro che merita di essere letto e diffuso.

Sotto vi lascio il link dove potrete pre-ordinare la vostra copia.

Favole piccole e foglie di vernice

Ps. vi invito a dare un’occhiata al link anche per leggere la descrizione data dall’autore sul proprio libro e la sua riflessione personale. Secondo e meritano molto.

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Segnalazione: E’ più facile di quello che credi.

Buonasera cari lettori, oggi vi presento un libro che già dalle prime righe si preannuncia essere molto interessante, ma soprattutto molto profondo. Sto parlando di “E’ più facile di quello che credi. – Learningbyengineering” di Emanuele Battista.

TITOLO: E’ più facile di quello che credi. – Learningbyengineering

AUTORE: Emanuele Battista

FORMATO: Digitale

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DESCRIZIONE: Questo ebook è il perfetto mix tra le tecniche di automotivazione e organizzazione occidentali e la filosofia del miglioramento continuo Kaizen, utilizzato sempre di più dalle grandi multinazionali.
Esso ti mostra nel modo più semplice possibile come applicare queste tecniche per scoprire il tuo vero scopo, raggiungere i tuoi obiettivi con serenità, sicurezza e consapevolezza e accrescere il tuo valore personale, economico e relazionale.. Non so per certo se è quello che stavi cercando, ma se pensi di meritare di più dalla vita questo ebook/manuale è quello che fa proprio al caso tuo.


Per farvi un’idea di quello che troverete all’interno, vi lascio un breve estratto.

Dolore e piacere come fonte di motivazione per agire. Come facciamo ad utilizzare queste due leve a nostro favore? Pensaci su qualche minuto prima di continuare a leggere.

Il dolore e il piacere nascono principalmente dalla nostra immaginazione. Immaginare costantemente crea delle vere emozioni nel nostro corpo.

Se volete riflettere su aspetti importanti della nostra vita o cercare di modificare i nostri atteggiamenti negativi in qualcosa di positivo, questo è il libro che fa per voi.

Potete acquistare il libro qui:

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Segnalazione: “Il narratore di sogni” di Livio Leoni

Buon pomeriggio bella gente, oggi voglio segnalarvi una lettura imperdibile. Sto parlando di “Il narratore di sogni” i Livio Leoni.

TITOLO: Il narratore di sogni

AUTORE: Livio Leoni

EDITORE: Self Publishing

DATA DI PUBBLICAZIONE: 22 febbraio 2018

GENERE: Romanzo contemporaneo – Avventura – Romance

PAGINE: 316 (cartaceo)

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Nel romanzo ho cercato di inserire tutto quello che mi piace nella lettura: capitoli brevi che invitino a proseguire; una storia che sappia emozionare, incuriosire e divertire; ritmo; personaggi che facciano compagnia anche dopo aver chiuso il libro, un finale inaspettato. Ognuno di questi elementi spesso caratterizza uno specifico genere letterario. Ne “Il narratore si di sogni”, invece, i vari aspetti si intrecciano creando un mix che spero possa intrattenere il lettore dall’inizio alla fine.

  • Livio Leoni

SINOSSI: Italia. Chi è quell’ostinata ragazza e perché è così attratta da quel misterioso indiano e dalla sua bizzarra danza? Sono le domande che attraversano la mente di Lee, ormai innamorato di lei.

Giappone. Come posso aiutare Chieko e salvarla dalla pericolosa morsa di sogni che sembra stringersi sempre più stretta intorno a lei? Si chiede preoccupato Kato, il suo ragazzo.

Pronti a tutto per ricongiungersi alle persone amate, i due giovani dovranno partire per un viaggio durante il quale le loro storie si intrecceranno a quella di una pericolosa organizzazione senza scrupoli che è alla ricerca del misterioso indiano da cui sembrano dipendere le sorti di tutti: il narratore di sogni.

Un’originale storia d’amore che intreccia generi diversi, quali l’avventura, l’azione ed il thriller, a riferimenti alla cultura pop anni ’80 e ’90. Allo stesso modo i personaggi, che trovano la forza di combattere per ciò a cui più tengono nell’emozione che scalda i loro cuori, scopriranno come le loro vite siano indissolubilmente collegate le une alle altre come le tessere di un incredibile puzzle.


Se volete farvi un’idea, di seguito troverete un piccolo assaggino:

La boccia piena d’acqua dove abitava il mio pesce rosso mi guardava annoiata nella sua rotondità. Mickey, il suo rosso abitante, mi osservava da dietro il vetro con quella che supponevo fosse incredulità. La sua bocca sembrava infatti aperta non tanto per far apparire in superficie qualche bollicina rilasciata con ostentata naturalezza, quanto perché, così facendo, la sua espressione appariva chiaramente sbalordita. Dicono che
la memoria dei pesci rossi duri circa tre secondi, quindi quella palla trasparente, piccola per chiunque e probabilmente anche per lui, doveva invece apparirgli come un luogo da esplorare sempre come la prima volta. Era un piccolo mondo, rotondo
come il mio, ma per lui sempre nuovo.

Il mio mondo invece era enorme, come quello di chiunque altro, ed enorme era la mia voglia di scoprirlo. Avrei voluto viverlo, starci dentro, conoscerlo e capirlo in tutte le sue sfumature, tuttavia, anche ora che ero in vacanza, il mio mondo rimaneva quello solito, dei miei genitori, dei miei amici, del lavoro… ecco, era il loro mondo, non il mio.

E così continuava ad esserlo, giorno dopo giorno. Nonostante fossi in ferie ed avessi il tempo per fare cose nuove, in un modo o nell’altro finivo per adagiarmi in una routine che, come delle confortanti sabbie mobili, mi teneva avvinghiato a questa piccola realtà.

Certo, non era il solito tran tran che mi accompagnava durante il resto dell’anno, ma anche ora mi trovavo, quasi senza volerlo, a compiere le solite attività che, senza nessun particolare brivido che scuotesse la mia spina dorsale, occupavano le mie giornate. Fino a quel giorno.

Il giorno in cui in un certo senso cambiò tutto. Il giorno in cui incontrai lei. Il mio piccolo, rassicurante e ripetitivo mondo divenne improvvisamente carico di colori ed emozioni che mi fecero sentire vivo come non mi accadeva da un bel po’.

Potete trovare questo libro nei maggiori stores online.

Alla prossima!

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Segnalazione: SteamBros Investigations

Buonasera cari lettori! Oggi vi presento non uno, ma ben due bei libri!

Sto parlando della serie di SteamBros Investigations di Alastor Marevick e L. A. Melly edito da Dark Zone Edizioni

Iniziamo col primo:

STEAMBROS INVESTIGATIONS – L’armonia dell’imperfetto

SINOSSI: Il mondo è dominato dalla meraviglia dei motori a vapore e delle macchine elettriche. La gloria e il lusso appartengono ai ricchi e ai potenti che lasciano le classi meno abbienti a vivere nella miseria. In questo miasma di fumo e carbone emergono le menti più brillanti, siano esse volte al crimine o alla giustizia. Nicholas e Melinda Hoyt sono due investigatori privati, schierati al servizio della giustizia, fondatori dell’agenzia “Hoyt Brothers Investigations”. Quando un apparente caso di suicidio porta a galla frammenti del loro passato, solo una grande dose di fortuna, intelligenza e vapore potrà far emergere la verità e salvargli la vita.

STEAMBROS INVESTIGATIONS – L’anatema dei Gover

SINOSSI: Un indizio sancisce l’inizio della caccia. I fratelli Hoyt viaggeranno fino a Glasgow con il loro sidecar seguendo le tracce di Emma. Arriveranno nella villa dalle pareti a mosaico della famiglia Gover dove un nuovo caso li attende. Una maledizione grava sulla Gover e il mistero sulla scomparsa di Emma si infittisce. I due investigatori saranno costretti a combattere con lati dei loro caratteri che non sapevano di avere e che potrebbero minare la loro capacità di giudizio, mentre una minaccia più grande incombe su di loro. Tra tecnologie avanzate, pericoli celati e verità nascoste la vita degli Hoyt sta per essere di nuovo stravolta.

Potete acquistare questi libri nei maggiori stores online.

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Segnalazione: Berserkr

Buon venerdì cari miei lettori oggi vi parlo di un libro urban fantasy molto interessante. Sto parlando di “Berserkr” di Alessio Del Debbio edito da Darz Zone Edizioni.

TITOLO: Berserkr

AUTORE: Alessio Del Debbio

EDITORE: Dark Zone Edizioni

FORMATO: Cartaceo e Digitale

PAGINE: 192 (cartaceo)

“Berserkr” è un romanzo urban fantasy, autoconclusivo, ambientato a Berlino, ma non la Berlino commerciale che potremmo visitare da turisti, bensì la Berlino oscura e misteriosa, fatta di aeroporti in disuso, lunapark dismessi e boschi dove si radunano creature sovrannaturali. Attenti, quando camminate per la città, potreste imbattervi in una delle sette stirpi! E non tutte sono accomodanti con gli umani!

Alessio Del Debbio

SINOSSI: Berlino, inizio del terzo millennio. La Guerra Calda è finita, gli Accordi dell’89 sono stati firmati e la città è stata divisa in sette zone, ciascuna assegnata a una delle antiche stirpi. All’interno della ringbahn vivono gli uomini, protetti dalla Divisione, incaricata di mantenere la pace e impedire sconfinamenti e scontri tra le stirpi. Misteriosi omicidi, provocati da sconosciute creature sovrannaturali, iniziano però a verificarsi in tutta la città, rischiando di frantumare il delicato equilibrio raggiunto. La Divisione incarica Ulrik Von Schreiber di indagare, aiutato dal pavido collega Fabian, ben sapendo quanto abbia a cuore il mantenimento della pace. Ma Ulrik non è soltanto un cacciatore, incarna lo Spirito Protettore della Città, l’Orso di Berlino, che non attende altro che liberare la propria furia.

Di seguito un breve estratto.

Ulrik correva nella notte. Tutto attorno il bosco bruciava, divorato da fiamme d’ombra.

Si guardò indietro; suo padre l’aveva intimato di non farlo mai, ma lui voleva sapere dove fosse. L’aveva cacciato via ed era rimasto con altri uomini a combattere e lui voleva sapere se stava bene. Doveva stare bene.

Non si accorse di una radice sporgente e ruzzolò a terra, battendo la testa. Un rivolo di sangue gli coprì l’occhio destro, lo spazzò via con la manica della felpa, poi riprese a correre nella foresta. Suo padre gli aveva detto di raggiungere lo stadio, dove si erano asserragliate le donne e i bambini, protetti dal fuoco di sbarramento delle forze governative, ma Ulrik aveva perso l’orientamento. A nove anni gli alberi sembravano tutti uguali. Così si ritrovò ai piedi di un colle, che subito riconobbe, capendo di essere parecchio fuori strada.

Vide i resti dell’edificio sulla sommità e rabbrividì. Circolavano strane storie su quella montagna e sulla macabra fine dei suoi abitanti, divorati da ombre così fitte che neppure il sole di mezzogiorno avrebbe scalfito. Sul tetto della costruzione c’era ancora una vasca colma del sangue dei morti, macabro promemoria per chiunque avesse cercato di violarne i confini, ma Ulrik non aveva scelta; sentiva i cani alle sue spalle, il respiro pesante del gigante cattivo che voleva metterlo in quel sacco puzzolente. Cosa ci fosse dentro non voleva scoprirlo, così iniziò a salire la Montagna del Diavolo. Dalla cima, quantomeno, avrebbe potuto tener d’occhio la foresta circostante e magari individuare suo padre.

Di seguito invece vi inserisco dei link utili se volete avere ulteriori informazioni.

https://www.facebook.com/alessio.deldebbio/

http://www.alessiodeldebbio.it/

http://www.imondifantastici.blogspot.it/

Acquistabile nei maggiori stores online.

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Segnalazione: La battaglia contro il nulla

Buona domenica lettori,

Oggi voglio presentarvi un buon libro. Sto parlando de “la battaglia contro il nulla” di Andrea Bes edito da Echos Edizioni.

Consiglio vivamente di leggere questo libro, che tratta un tema delicato a cui molto spesso si risponde con insensibilità e scetticismo.

La battaglia contro il nulla, Echos Edizioni, è una raccolta di sensazioni, di immagini in parole che Bes Andrea ha scritto nel corso di mesi. La vita di tutti i giorni, i ricordi d’infanzia, le difficoltà che la burocrazia impone sono alcuni dei temi che man mano affronta in questo zibaldone di pensieri.

Con una scrittura brillante e ironica ci apre gradualmente le porte di un mondo che non si può conoscere, ma soltanto intravedere grazie alla sua guida.

Talvolta sono percezioni improvvise, parole che scaturiscono inaspettate da un disagio o da una grande gioia. Altre volte sono frutto di lunghe riflessioni, di analisi accurate di ciò che il confronto con il mondo non può che provocare, in una mente sensibile e recettiva come la sua.

In altri casi ancora, questi brevi scritti sono una sofferta ricostruzione di ciò che non sempre è facile delineare, finché non viene tradotto in parole, non viene messo nero su bianco.

Il titolo, che è anche il titolo di uno dei brani presenti nel libro, nasce da una semplice considerazione; la vita quotidiana di un disabile, in tutti  suoi aspetti, può considerarsi come una vera e propria battaglia, la quale però dal punto di vista dei normodotati coincide con il nulla. Essi non riescono a concepire  le difficoltà che possono nascondersi in semplici gesti quotidiani come vestirsi, aprire una scatola di latta o superare un piccolo gradino. È questo nulla il loro più grande nemico, un nemico subdolo e invisibile.

Anche la copertina stessa riprende questo concetto; un uomo con le braccia rivolte verso l’alto che si produce in uno sforzo immane nel sorreggere, di fatto, il nulla.

Con questo libro intende riuscire a far capire ai normodotati cosa significa essere disabili. Per fare ciò ha deciso di raccontare quegli aspetti della disabilità a cui solitamente non vi si fa caso, e lo fa con una scrittura semplice e diretta. Senza troppi giri di parole va al dunque esponendo problemi, sensazioni, gioie e dolori, senza nascondersi anzi, mettendosi a nudo di fronte al lettore.

Non manca l’ironia che, a suo dire, è l’unico modo per poter descrivere situazioni di fronte alle quali si trovano spesso i disabili.

Ma questo libro vuole essere anche un messaggio per dire che i disabili sono molto più forti e tenaci di quanto la gente solitamente immagina e questo concetto lo esprime con una sua frase, scritta a suo tempo per una campagna della FISH, che recita:

“Le uniche barriere che so di non poter superare sono quelle mentali, quelle che fanno credere ai “normodotati” di esserci superiori, mettendo così un abisso di pregiudizi idioti tra loro e noi disabili… per tutte le altre mi bastano tenacia, buona volontà e un po’ di senso pratico”.

Andrea Bes

Potete acquistare questo libro su:

http://www.amazon.it/

http://www.ibs.it/

http://www.echosedizioni.it/

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Segnalazione: Empat

Buonasera cari lettori! Oggi voglio parlarvi di una cosa molto importante. Vi voglio segnalare un libro che è ancora in preordinazione al sito bookabook.it.

Io ho letto questo libro in anteprima e posso dire con assoluta certezza che ne ho letto pochi di libri così belli e ben fatti.

La scrittura è molto fluida e scorrevole e da la sensazione di accompagnare dolcemente il lettore nel corso della storia.

Il contenuto l’ho trovato molto originale e innovativo. Offre molti spunti di riflessione (anche di un certo rilievo).

Di seguito vi lascio tutte le informazioni riguardanti il libro in questione.

Spero tanto che andrete a dare un’occhiata al link che vi lascerò sotto. Io vi consiglio di preordinare perché ne vale davvero la pena.

TITOLO: Empat

AUTORE: Luigi De Rosa

EDITORE: Book a book

SINOSSI. Empat è una raccolta di racconti, frammenti di storie che non si toccano fra loro ma che si richiamano come in un gioco di specchi. Il nome di una macchina dà il titolo alla raccolta, una semplice invenzione che stravolgerà un futuro mondo fittizio: permette di condividere forse la cosa più privata che abbiamo, il dolore. Un sentimento presente in molti altri personaggi dei racconti, in forme diverse: la paura della bellezza che prova Sam, ragazza con una storia difficile adottata da una famiglia composta da due donne, la frattura fra razionalità e caos di Larney, investigatore anti-eutanasia alla ricerca di una bambina vista in un quadro, o l’angoscia tormentata di Alice, ragazza punk finita in una clinica dove è possibile sperimentare stati di pre-morte. Questi ed altri, tutti alla ricerca di una pace, di un cambiamento, una salvezza simile ad un mare di nubi bianche dove immergersi.

Creare storie e personaggi per me è come trasferirsi idealmente in altre vite e altri mondi, dare voce a tutte le parti che possono comporre una mente, un carattere. Alla fine di un racconto è quasi come lasciar andare parti di vita reale, amici. Empat è una raccolta nata nel tempo in cui ho lentamente messo insieme racconti che parlano di temi a cui tengo: il bisogno di un senso e di una logica nella vita, il dolore, l’empatia, la complessità del mondo, la morte e il consumismo.

Luigi De Rosa

Se volete saperne di più

Empat

Mentre se volete preordinare una copia cliccate qui sotto:

Empat

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Segnalazione: La bellezza di cui hai bisogno

TITOLO: La bellezza di cui ho bisogno

AUTORE: Francesco Rossi

EDITORE: RiStampa Edizioni

GENERE: Introspettivo/ Motivazionale

FORMATO: Cartaceo

PAGINE: 134

Rossi I di Cop

“Iniziare a scrivere questo libro per me è stato come aprire un rubinetto e far scorrere via il flusso di pensieri che per tanti anni erano ben saldi nella mia mente. Dentro ogni singola storia e ogni singola parola ho messo tutto me stesso, tutto il mio cuore. Chi legge questo libro entra in una realtà nuova perché raramente si riesce ad entrare in empatia pura con chi scrive: io parlando in prima persona con chi legge voglio proprio che ci si facciano domande dentro di sè e si diano successivamente delle risposte. Ad aiutare questo percorso verso la bellezza e l’apprezzare finalmente quanto di bello e nascosto c’è dentro di noi, metto al servizio del lettore alcune mie esperienze personali cercando di far capire quanto è stato importante per me incontrare e ricevere lo “sguardo di bellezza” da alcune persone. Si parla di amicizia, di amore e di capacità che tutti abbiamo di rendere questo mondo migliore. C’ è chi siamo tutti, nessuno escluso”.

Francesco Rossi

SINOSSI: si dice che la vita, l’amore la bellezza si presentino agli occhi degli uomini sotto la forma dolce di un incontro di sguardi .A tutte le persone è capitato di avvertire questa sensazione sulla propria pelle, ma molto spesso non siamo stati capaci di leggere nel profondo il messaggio che quegli incontri ci volevano lasciare. Tutto quello che avviene il nostro scorrere quotidiano abituale in realtà è bellezza e tutto è stato creato per un motivo: far splendere la luce che è dentro di noi per donarlo agli altri. Con questo libro l’autore, tramite un dialogo unilaterale con il lettore, cerca di far capire a leggere meglio tra le righe i messaggi della vita e ad apprezzare le persone che possono aiutarci a valorizzare ciò che davvero c’è di unico in noi , con un’analisi specifica del suo pensiero sull’amore sull’amicizia. Capire la propria bellezza per donarlo agli altri, un lavoro difficile da fare con noi stessi ma così fondamentale per vivere una vita piena ed in abbondanza.

Vi lascio un piccolo estratto.

“Pensa che su questo terra sono passate 60 miliardi di persone circa e nessuno ha le impronte digitali uguali all’altro, il che significa che devi lasciare una impronta che nessun altro può lasciare. Come te, nessuno. Quindi se tu non sei inizio di qualcosa di.unico, hai persona un’occasione…”.


BIOGRAFIA DELL’AUTORE: Rossi Francesco è nato a Rieti il 10 settembre 1991.  Conclusa la maturità classica si trasferisce dal suo Paese Contigliano a Roma per concludere gli studi giuridici. Attualmente lavora come consulente presso società di promozione e sviluppo del progetto Bitcoin in Italia. Grande appassionato di politica e sociologia scrive il suo primo libro “la bellezza di cui hai bisogno”, realizzando uno dei suoi più grandi sogni: mettere nero su bianco i suoi pensieri sulla società contemporanea.

Vi ho incuriosito? Scrivetemi cosa ne pensate!!

Alla prossima, Daisy.

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Segnalazione: Mai più senza

Salve a tutti miei cari readers!! Oggi ho un annuncio importante da farvi! Vi presento in anteprima assoluta un libro che uscirà (nientepopodimeno) per il Salone del Libro di Torino.

TITOLO: Mai più senza

AUTORE: Giuseppe Calzi

EDITORE: Dark Zone Edizioni

GENERE: Horror/Thriller psicologico

DATA DI PUBBLICAZIONE: 10 maggio 2018 (Salone del Libro di Torino)

FORMATO: ebook e cartaceo

PAGINE: 288

cover MAI PIU SENZA

Il passato non può essere cambiato.

SINOSSI. Il passato non può tornare, il passato non può essere cambiato. Nemmeno i sogni hanno un tale potere. Eppure i sogni possono cambiare qualcosa di molto più importante: presente e futuro.

Quali nefaste conseguenze si potrebbero scatenare nell’esistenza di un individuo privato della possibilità di sognare?

Gregory Leali vive a New Castle, nel cuore del piccolo e riservato stato del Delaware, Stati Uniti. La sua vita, solo all’apparenza tranquilla e priva di preoccupazioni, in realtà sta sprofondando e qualcosa è sul punto di aprire una piccola porta, dimenticata socchiusa da troppo tempo nella sua testa. E’ qualcosa di terribile, di assolutamente inspiegabile. E’ una sensazione forte, capace di scatenare un terrore impossibile da affrontare, tanto meno da vincere. Ha già provato il sapore sgradevole e oltre modo inquietante di certe emozioni che scavano nella sua personalità, ma quando? Eventi passati tornano in superficie, galleggiano sopra il pelo dell’acqua, come il cadavere di uno sconosciuto che Greg rinviene al Punto, il parco cittadino di New Castle. C’è davvero un sottile filo che lega tra loro momenti lontani della sua esistenza? Nero e silenzio, ecco cosa si nasconde dietro quella maledetta porta. Gregory sa benissimo che chiudere gli occhi e provare anche solo a concepire un nero e un silenzio tali va ben oltre i limiti della follia. Essere avvolti dalla mancanza totale dei sensi e da un vuoto assoluto, eppure pienamente consapevoli e coscienti di sé…

Eventi inspiegabili, una serie di indizi ambivalenti e l’incontro con Michael Russell, personaggio disarmante e per certi versi complice e inquisitore allo stesso tempo, porteranno Gregory all’apertura di una serie di cassetti chiusi a chiave all’interno dalla sua mente, dai quali emergeranno spicchi di ricordi di un passato che pareva perso e dimenticato, come se non fosse mai esistito. L’amico Vince Costello e la nuova vicina di casa, Violet Alnwick, saranno in grado di spezzare le trame di un destino segnato da qualcosa successo al Gregory di un tempo, al bambino che fu Greg?

Nero e silenzio devono essere affrontati, perché questa per Gregory è l’ultima fermata. E l’esito di tutto ciò non può che passare dall’ultimo ricordo, dall’ultimo sogno vissuto, da qualcosa che era stato spezzato ai tempi di un’infanzia lontana. Da un profondo rapporto di amicizia rimosso e cancellato dalla brutalità del destino. La sottile linea che separa vittoria e sconfitta, vita e morte, potrebbe spezzarsi da un momento all’altro.

Non tutto ciò che di negativo ci accade deve essere per forza dimenticato e rimosso. Credo che spesso, ben nascosto dietro momenti delicati, magari oscuri e velati da sensazioni pessimistiche, possa nascondersi qualcosa che può apparirci chiaro solo in un futuro molto lontano.

Mai più senza è dedicato a chi ha saputo guardare oltre, oppure ci sta provando. A chi ha saputo vedere, a chi ha saputo ritrovare qualcosa che pareva smarrito, dimenticato per sempre.

E ancora di più, è dedicato a chi non sa neppure cosa va cercando, ma che sente la necessità di trovare quei segni che hanno la capacità di rinnovare una persona. A chi ha perso qualcosa, a chi ha perso qualcuno; a chi crede che avendo perso qualcosa o qualcuno, tutto sia svanito, finito per sempre. A chi lotta in silenzio, convinto che non vi possa essere una vittoria, convinto che il futuro sia un cancello chiuso. A tutti quelli che hanno vinto ma anche, e soprattutto, a chi purtroppo ha gettato la spugna.

È dedicato a coloro che vivono con la speranza rinchiusa in un angolo buio e lontano, sigillata in un vecchio scatolone logoro, da qualche parte della propria mente.

Giuseppe Calzi

Di seguito troverete un piccolo estratto, giusto per farvi un’idea di quello che potrete leggere a partire dal 10 maggio.

No, Michael Russell non poteva capire. Nessuno poteva capire.

«Da quanto tempo stai andando avanti così?» insistette guardandolo negli occhi.

Gregory cercò di sfuggire a quello sguardo a metà strada tra l’ammonitore e il divertito.

Il brusio del locale sembrava sempre più vago. Il mal di testa si stava trasformando in un ritmico pulsare delle tempie, come quella sensazione strana, ma eccitante, che gli capitava spesso quando era ragazzo, seduto in uno dei carrelli delle montagne russe, lungo la lenta salita che conduceva il convoglio sulla sommità della struttura. Si sentiva come se quel viaggio a tutta velocità, ancorati a un’esile lingua d’acciaio, potesse davvero avere inizio da un momento all’altro.

E se doveva essere, che fosse.

Si aggrappò alla barra di metallo in attesa della discesa da imboccare e rispose: «Un paio di settimane. Forse un mese o giù di lì».

Era possibile continuare a mentire, nonostante i buoni propositi?

Ne seguì una risata distorta da parte di Michael, un suono carico di qualcosa di molto simile allo scherno. Quella risata ebbe l’effetto di dare un altro strattone verso l’alto al convoglio. Greg poteva quasi sentire l’aria tra i capelli, la stessa che da ragazzo lo riempiva di adrenalina e lo caricava d’attesa. Michael lo fissava con quegli occhi scuri e quel volto spigoloso che a Greg davano l’impressione di essere severi e benevoli allo stesso tempo.

«Da quanto?»

«Non lo so esattamente», rispose alzando le spalle.

«Mesi, Gregory? Io credo anni.»

Cosa poteva saperne quello sconosciuto?

«Situazioni come la tua si trascinano per molto tempo. Ma arriva un momento in cui devi prendere una decisione.»

Il volto di Greg era immobile. Sembrava quasi che quell’uomo potesse leggergli dentro.

E se ci fosse passato anche quel tizio prima di lui?

«Era da tempo che non mi accadeva di pensare a qualcosa di così angosciante», disse Gregory mentre vedeva il culmine di quella montagna russa venirgli incontro.

Michael annuì, come per incoraggiarlo a parlare. Alle loro spalle, il vociare della gente, il tintinnio di bicchieri e piatti spostati, il rumore del legno sotto le suole delle scarpe, erano diventati suoni lontani e alieni. Era come se lui e Michael Russell si stessero allontanando.

«Così buio», proseguì Greg nonostante la gola riarsa che gli rendeva difficile tenere un tono di voce normale. «Il nero e il silenzio sono cose impossibili da accettare. Fanno impazzire. All’inizio pensi che sia come chiudere gli occhi ed essere in una stanza buia e priva di rumore…»

Fece una pausa e deglutì, gli occhi fuori dalle orbite. La secchezza in fondo alla gola era quasi dolorosa. Il convoglio era davvero prossimo al culmine. A breve sarebbe arrivato quell’intenso istante di sospensione, il momento in cui la salita termina e si è consapevoli che il mondo sta per iniziare a scorrerti di fianco a una velocità impensabile lungo quella sottile striscia d’acciaio, l’unico vincolo tangibile con il suolo.

L’unico vincolo tangibile con la realtà.

«Niente di più sbagliato. Ti spingi un poco oltre e senti che quel buio e quel silenzio sono neri, sono inconsistenti, non esistono punti di riferimento. Non hai occhi, non hai orecchi; assolutamente nessun odore, il gusto non esiste e quel nero non può nemmeno essere annusato o toccato. Il concetto di tatto non è previsto. Tu non esisti, sei solo parte del nero. Ma sai quale è la cosa che più ti manda in orbita il cervello quando arrivi a quel punto?»

La discesa era iniziata, l’aria in faccia gli toglieva il respiro. Era su una montagna russa infernale.

Inoltre se non volete perdere nessuna uscita collegatevi al sito:

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Daisy!

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Hey Jude

Buonasera cari lettori, oggi vi presento un libro che ancora non è disponibile in commercio ma che, tramite pre-ordine, potrete acquistare sul sito di bookabook. A me la trama stuzzica parecchio, ma lascio decidere voi!!

TITOLO: Hey Jude

AUTORE: Raffaella Macchi

EDITORE: Bookabook (Crowdfunding)

DISPONIBILE SIA IN VERSIONE CARTACEA CHE EBOOK

Ero costretta a letto da un infortunio e la mia vita era in standby. Ogni mattina però mi si presentava Eleonora. Una giovane donna come tante, piena di aspirazioni e paure, che è diventata la protagonista del romanzo che ho sempre voluto scrivere. Ognuno di noi può sentire la necessità di rifugiarsi in un libro o un film, per continuare a credere di essere artefice del proprio futuro.

Mi auguro che questo libro sia quel rifugio capace di spingere il lettore a conquistare la vita che vuole.

– Raffaella Macchi

SINOSSI: Eleonora sta per compiere trent’anni. È un giovane avvocato di Milano che recita con scarsa convinzione la parte della donna in carriera in uno studio legale prestigioso, nevrotico e competitivo. La sua vita sentimentale è una costellazione di disastrosi appuntamenti al buio tanto che, quando alla sera torna a casa dal lavoro, alla realtà preferisce i libri di Jane Austen e i film con Jude Law. È lui l’unico uomo nella sua vita, che nella sua immaginazione le parla e la ama anche a schermo spento. Il tempo però passa inesorabile: Eleonora è terrorizzata all’idea che questo compleanno rappresenti un definitivo salto nell’età adulta. Ci sono ancora troppe cose da risolvere. Dopo aver guardato per l’ennesima volta un film con l’amato Jude in cui i protagonisti fanno scambio di casa, impulsivamente decide di fare la stessa cosa. Risponde a un annuncio online, offrendo il suo appartamento nel centro di Milano a Charles, il proprietario di un piccolo cottage nel Surrey. Eleonora si ritrova così, per la prima volta in tutta la sua esistenza, immersa in una dimensione a lei del tutto sconosciuta, scoprendo dentro di sé una inaspettata pace. Vivere nella casa di un perfetto estraneo si rivela un’esperienza intima e intrigante allo stesso tempo. Con il passare dei giorni Eleonora è sempre più incuriosita dalla figura di Charles, del quale, nonostante quotidiani scambi di mail, continua a sapere ben poco… In questo romanzo, la conquista di una dimensione di felicità interiore si trasforma nella possibilità di amare di nuovo.

Per darvi un’idea di cosa sto parlando vi lascio un breve estratto.

L’unica cosa positiva di questo ultimo anno di vita è che ho finalmente compreso alcune fondamentali e imprescindibili regole, che mi devo imporre di tenere sempre bene a mente:

1) Gli opposti si attraggono ma molto rapidamente si respingono causando violenti litigi.

2) Quell’istinto, tipicamente femminile, di crocerossina capace di salvare l’uomo bello e dannato è una pulsione masochistica e autodistruttiva perché quel genere di uomo è estremamente felice di essere così e non ha nessuna intenzione di redimersi.

3) L’illusione che l’eterno Don Giovanni – Peter Pan che ha conquistato milioni di donne, ma non si è mai innamorato di nessuna di loro, imparerà ad amare proprio noi, è un miraggio ingannevole e illusorio perché presto o tardi – anzi molto presto – ci tradirà con l’ennesima femmina pronta a cadere ai suoi piedi.

4) Il ragazzo che non ci cerca e non ci richiama dopo una o due serate trascorse insieme non è timido e insicuro, ma semplicemente non interessato, ragion per cui è senz’altro più dignitoso lasciarlo andare.

5) L’uomo che dichiara che al momento deve pensare soprattutto al lavoro e alla carriera non ha voglia di impegnarsi, quatnomeno con noi.

Detto questo, sono giunta alla conclusione che trovare il vero e grande amore della vita sia un po’ come vincere al Superenalotto.

Per pre-ordinare una copia, cliccate su questo link: https://bookabook.it/libri/hey-jude/

 

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Segnalazioni

Petit: la perla del Moulin Rouge

TITOLO: Petit: la perla del Moulin Rouge

AUTORE: Anna Bonacina

EDITORE: HarperCollins Italia

DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 ottobre 2017

FORMATO DIGITALE

cover (1)

Questo romanzo è per chi ama le storie d’amore ambientate in un tempo seducente che ormai non esiste più, con una protagonista ribelle e scandalosa; per chi vuole immergersi nell’atmosfera retrò e brillante della Parigi degli anni Venti seguendo la vita e le avventure di una donna libera e dolcemente capricciosa che dovrà imparare, una pagina dopo l’altra, che cosa significa amare.

Anna Bonacina

SINOSSI: Francia, 1920-1926. La sera in cui prende il treno, l’aria odora di mosto e di frutti troppo maturi. Ma Juliette, con le gambe tremanti e i riccioli sfacciati dei suoi diciassette anni, non sente altro che il profumo della libertà. E come spesso accade a chi ha la sfrontatezza di osare, per Juliette si spalanca un mondo dorato dove fortuna e bellezza si mescolano indissolubilmente. In poco tempo non solo la sua vita cambia ma è lei stessa a cambiare la vita del mondo che la circonda. E dall’istante in cui approda al Moulin Rouge con il suo audace tango, Parigi non è più la stessa!

Questo è un piccolo esempio di quello che troverete all’interno del libro:

“Così, un po’ per volta, Juliette stava conquistando la città. Da Montmartre a Saint Germain si parlava di quella ragazza di Pigalle che si concedeva come se fosse Madame de Pompadour. Gli uomini che erano accorsi come mosche al miele alla riapertura del Moulin Rouge, si erano trovati di fronte questa bellezza sfuggente e la sua innocenza priva di pudore. Il nuovo direttore aveva fatto certo un affare accaparrandosela, lei non avrebbe sfigurato nemmeno durante gli anni d’oro, quando Zidler e Oller avevano incendiato Parigi con le loro sfrontate ballerine di Can-can. Quanto erano mancati Le Premier Palais de Femmes, i balli della Goulue, il gigantesco elefante che provvedeva all’oppio e al piacere per i più fortunati. Adesso l’elefante non c’era più, e nemmeno la Goulue. Dei vecchi tempi rimaneva solo Mistinguett… e poi c’era quella nuova delizia che nessuno si aspettava ma che adesso tutti volevano assaggiare. Quella che Francis Salabert aveva presentato come Petite e che si esibiva in una danza che iniziava lentissima per poi finire sfrenata, mentre la ballerina si sfilava uno a uno i vestiti, fino a rimanere immobile di fronte al pubblico, ansimante e coperta solo di un velo annodato sui fianchi, il seno gloriosamente nudo. E mentre tutti si ripetevano che… Andiamo! In fondo si tratta solo di una ragazza di Pigalle, si rendevano conto stupefatti che non riuscivano a smettere di parlarne e di averla davanti agli occhi. Lì, ferma davanti a loro, audace come una provocazione. Incantevole come un invito. Ma, fra tutti, la più inebriata era lei, Juliette. Lei, che in una sola notte era diventata una favola di cui si raccontava nei bistrot e nei caffè, e persino in qualche salotto. Lei, che spalancava gli occhi sbalordita dall’abbagliante festa senza fine nel mezzo della quale era capitata. Si sentiva come quella bambina di cui Pierre le leggeva da piccola, che era caduta dentro la tana del coniglio ed era sbucata in un paese pieno di meraviglie. Nel libro la bambina alla fine scopriva che era stato solo un sogno e Juliette aveva quasi lo stesso timore.

Perché Parigi, quella Parigi che si ubriacava ballando il Charleston per poi buttarsi ebbra nelle braccia della notte, pronta a soddisfare ogni suo capriccio, quella era la Parigi che Juliette non aveva nemmeno osato desiderare. Non arrivavano così lontano i suoi sogni di bambina, si fermavano alle luci, alle automobili, ai bei vestiti alla moda. Non erano mai approdati a quella festa continua in cui si beveva e si cantava e si ballava e poi si dormiva in letti sconosciuti.

E quando la mattina lei si svegliava Parigi era ancora là, di nuovo, pronta a soddisfare ogni suo capriccio. Parigi era come lei: non ne aveva mai abbastanza. Ma c’era anche qualcosa di troppo abbagliante in quelle notti e in quei giorni, quel tipo di euforia che precede la rovina. Un rumoroso canto del cigno che festeggiava la fine di un incubo e la scoperta di essere ancora vivi, e giovani, e pieni di tutta quella vita che era stata soffocata negli ultimi anni. Parigi era un’esplosione, ed era Juliette come Juliette non si era mai vista davvero. E lei si trovava per la prima volta di fronte alla sua anima gemella. Una città che le era specchio e guanto e che non giudicava mai, essendo lei stessa peccatrice.

Juliette attraversava ballando i locali, felici di accoglierla; correva a passetti veloci battendo i tacchi sulle vie sempre un po’ bagnate diretta alla Closerie des Lilas, a Le Chat Noir, a La Rotonde, festeggiando l’arrivo dell’alba con whisky e champagne, euforica di alcol e libertà. Vestita di paillettes e piume, si sentiva a casa come non si era mai sentita. In quelle sale già piene di fumo, si accendeva una sigaretta e accarezzava con lo sguardo la folla, cercando chi le potesse piacere. Si muovevano sempre insieme, lei e Gabrielle, uscivano dal minuscolo appartamento di Montmartre e iniziavano a risplendere, avide di tutto. La domenica scendevano la collina volando, fra le bancarelle di fiori e le brasseries dove ordinavano caffè e pane al cioccolato per poi passeggiare fra i mercati e lungo la Senna fino a sera, quando si buttavano nei locali da dove sentivano uscire musica jazz che, calda, arrivata da lontano, invitava a lasciare che le sue note decidessero per te, seducenti. Era la loro alleata, assieme

all’alcol. Il whisky le aiutava a vedere tutto appena un po’ sfocato, e aiutava gli uomini a sentirsi abbastanza coraggiosi da avvicinarsi a loro, cosparsi di profumo e con le tasche piene di soldi pronti a passare di mano, scivolando dalle tasche severe dei completi maschili alle borsette di lustrini di Juliette che, quando voleva, si concedeva spensieratamente.

Alcuni l’avevano per poche ore, altri per qualche giorno, pochi per mesi. Gli uomini erano felici di assaporare Petite, che li ingolosiva con gli occhi blu scuro, il collo e le spalle scoperti.

Nonostante l’ebbrezza di trovarsi in un mondo che le apparteneva e in cui si sentiva libera, c’era sempre in lei qualcosa di diverso. Anche mentre ballava sulla stessa musica su cui ballavano le altre, mentre beveva lo stesso champagne, mentre fumava le stesse sigarette, si avvertiva in lei un senso di malinconia che la rendeva sfocata, come vista attraverso un velo. E chi la vedeva per la prima volta provava la stessa sensazione che si ha guardando un oggetto bellissimo appartenente a un altro tempo il quale, catapultato nel presente troppo vivido, ti costringe a provare un sottile e rassicurante senso di rimpianto.

Nessuno avrebbe saputo dire il perché, come mai Petite facesse questo effetto. Gli uomini che l’avevano condivisa ne parlavano fra loro a lungo, senza trovare una vera risposta. Qualcuno sosteneva che fosse per lo sguardo, altri erano certi che fosse per quella bellezza così incantevole, altri ancora sostenevano che era il modo in cui si muoveva, come se si fosse appena alzata da un letto caldo. Ma tutti concordavano che il fascino che sprigionava era irresistibile e li rendeva schiavi, costretti a tornare da lei anche molto tempo dopo averla avuta. Tutti sapevano bene che la maggior parte delle donne a cui si richiede solo l’appagamento di un desiderio perdeva in genere il potere nel momento stesso in cui quel desiderio veniva finalmente soddisfatto. Ma con Petite era diverso. Lei li faceva impazzire dal desiderio di possederla soprattutto dopo averla avuta. Era un mistero che, per quanto ci provassero, gli uomini non riuscivano a svelare. Non li sfiorava nemmeno l’idea che quella sensazione fosse dovuta al semplice motivo che Petite, in realtà, non si concedeva mai del tutto. Che la sua seduzione, anche nei momenti più intimi, fosse fatta di promesse più che di esclamazioni.

Faceva loro immaginare come sarebbe stata se gli fosse appartenuta completamente, se il suo abbandono non fosse durato solo il tempo del piacere, ma si fosse dilungato una volta che questo si fosse concluso. Era solo un miraggio. Juliette si donava senza riserve per poi raccogliersi di nuovo, lasciando quel vuoto repentino in cui si annida il tarlo del possesso.

Ma Petite non era fatta per accontentarsi. Accortasi quasi subito che in quella città sbalorditiva troppe donne brillavano rumorosamente, aveva presto capito che se voleva distinguersi – e di questo lei era sempre stata certa – avrebbe dovuto escogitare un modo raffinato di farlo. Portare la gonna al ginocchio, i capelli corti, il rossetto… erano cose che facevano tutte le frequentatrici delle notti parigine. Petite si ritrovava in un mondo che per lei era il futuro, e un futuro più lontano di quello era inimmaginabile. Restava dunque il passato.

Se Mademoiselle Chanel stava liberando le donne conducendole da un’era all’altra in modo tanto veloce da stordire, lei avrebbe allora spolverato e sfoggiato qualcosa che, unito a questo presente sfavillante, evocasse quel passato che era scomparso, lasciato incompiuto perché spazzato via d’un tratto dalla guerra. Così le bastava aggiungere al suo modo di vestire qualche eco di un mondo che non esisteva più: un pizzo, una calza, un gioiello sui capelli… ed ecco che un’altra epoca, un’epoca in cui i piaceri erano più lenti, tornava a mostrarsi e lo splendore veniva annebbiato da un velo di cipria che aveva il profumo delle cose scomparse.

In mezzo a quelle ragazze che scoprivano le gambe e ballavano senza pudori, che si ubriacavano ridendo in compagnia di aspiranti artisti o sedicenti scrittori, Petite sbatteva le ali come un uccello fuggito dalla Belle Époque. E seduceva con la nostalgia”.

Se vi ho incuriosito e volete acquistare questo libro, potete trovarlo nei maggiori stores online.