Il paese dalle porte di mattone di Giulia Morgani

Siete superstiziosi? Siete tipi da credenze popolari? Vi faccio queste domande perché nel libro di cui vi parlo oggi questi temi sono presenti in maniera piuttosto predominante. Il libro in questione è Il paese dalle porte di mattone di Giulia Morgani edito Harper Collins Italia.

Centunoscale Scalo era un agglomerato rustico di poche centinaia di abitanti, contadini per lo più. Prendeva nome dai ripidi e consumati gradini che conducevano all’eremo dove i devoti si arrampicavano a porgere omaggi alla Signora della Montagna, una madonnina in pietra bianca custodita da una grotta bruna.

G. Morgani, Il paese dalle porte di mattone, Harper Collins Italia, pag. 8

Di cosa parla?

Ci troviamo a Centunoscale Scalo, un paese meridionale di fantasia, popolato da poche anime. Giacomo Marotta è un neo capostazione che riceve l’incarico di gestire la stazione ferroviaria che si trova proprio in quel paesino “dimenticato da Dio e dagli uomini”. Già dal momento in cui mette piede a Centunoscale, Giacomo, avverte qualcosa di strano negli abitanti del posto, una sorta di reticenza verso “lo straniero”. Da qui inizieranno una serie di incontri, più o meno casuali, che faranno riaffiorare segreti rimasti per tanti anni nascosti tra le casa dalle porte di mattone.

I temi trattati.

Come vi ho scritto all’inizio, hanno un forte impatto su questo romanzo, temi come la superstizione, la credenza popolare, il malocchio e tutto quello che può far credere una determinata persona o una particolare azione come la panacea di tutti i mali. Il tutto amplificato ulteriormente da eventi tragici che hanno portato a creare collegamenti, a rafforzare quell’idea che tutto è una punizione per qualche peccato commesso in passato. È importante sottolineare il fatto che tutta la vicenda si svolge in una paesino molto piccolo e popolato maggiormente da anziani. Solo così si può spiegare come queste superstizioni, siano così radicate negli abitanti; la forza di queste mistiche credenze è tale da mettere in discussioni quelle che invece sono le certezze scientifiche o storiche. Possiamo anche capire come Giacomo, il protagonista, arrivato da una città, si trovi un attimo spiazzato da questa atmosfera inquietante e diffidente che si trova davanti.

I personaggi.

Il protagonista de Il paese dalle porte di mattone è Giacomo, un uomo come tanti, innamorato della vita e di una donna che spera di sposare appena finito il servizio a Centunoscale Scalo. Un uomo che dall’oggi al domani si ritrova catapultato quasi in una realtà parallela. Giacomo subirà un’evoluzione, una crescita interiore durante lo svolgimento della storia. L’uomo che scenderà dal treno all’inizio del racconto, non sarà lo stesso che salirà alla fine. Avrà cambiato modo di pensare, avrà cambiato le priorità nella vita, persino i valori. Quello che succederà nelle settimane che passerà a Centunoscale sarà qualcosa di così determinante che farà mettere in discussione tutte le certezze che aveva accumulato fino ad allora.

Struttura e stile.

Il paese dalle porte di mattone si sviluppa attraverso due vie parallele. Da una parte assistiamo alle mosse del protagonista, che cerca costantemente di dare un senso a quello che gli succede attorno; dall’altra parte, invece, osserviamo e conosciamo il punto di vista dei vari abitanti del piccolo paese, ed è proprio attraverso questi ultimi che Giacomo, arriverà al capo della matassa.

Il romanzo è scritto in maniera chiara e diretta, i capitoli sono molto brevi e questo garantisce al lettore l’immediatezza dello svolgimento narrativo. L’atmosfera gotica ed inquietante è presente già dalle prime pagine, ed è in continua crescita fino a circa metà libro; fino a quando, cioè, raggiunge l’apice del mistero.

Il paese era sordo come il suo sindaco, quella madre tanto protettiva da uccidere i suoi figli piuttosto che rischiare di vederli delusi.

G. Morgani, Il paese dalle porte di mattone, Harper Collins Italia, pag. 305

Cosa mi è piaciuto e cosa mi ha lasciato perplessa.

Il paese dalle porte di mattone è sicuramente un romanzo che prende fin da subito. La voglia di conoscere sempre di più è forte. Ad ogni fine capitolo mi succedeva che pensavo: “l’ultimo e stacco”, ed ogni volta si ripeteva la stessa scena. Una cosa però mi ha lasciato perplessa: il finale, inteso non a livello narrativo, ma a livello strutturale. Cerco di spiegarmi meglio. Io ho percepito la parte finale come un’accelerazione immediata ed istantanea. La cura nei dettagli e nei particolari che ha caratterizzato tutto il romanzo, qui, a mio avviso, si perde parecchio. La scena finale viene descritta in maniera quasi paradossale. E questo mi è dispiaciuto, perché è l’unica nota stonata presente.

Nel complesso però mi sento di dire che Il paese dalle porte di mattone è un romanzo che inquieta, fa sorridere, e che porta dentro tante di quelle riflessioni che non lo faranno dimenticare appena voltata l’ultima pagina.

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Il paese dalle porte di mattone

AUTORE: Giulia Morgani

EDITORE: Harper Collins Italia

DATA DI PUBBLICAZIONE: Maggio 2020

GENERE: Narrativa Italiana

PAGINE: 352 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 18,00

Giacomo Marotta è un giovane ferroviere. La guerra è finita da poco e lui ha appena ricevuto un nuovo incarico: sarà il capostazione di Centunoscale Scalo, un paese di un centinaio di abitanti, un luogo che Giacomo immagina come un’oasi di pace e serenità. È l’inizio di una nuova vita e di un futuro che si prospetta luminoso. Ma l’accoglienza che riceve non è quella che si aspetta: non è ancora sceso dal treno che lo porta a destinazione quando una donna gli dice, con uno sguardo ostile e ferino, che non è il benvenuto lì, che a Centunoscale se la possono cavare da soli. Questo è solo il primo di una serie di incontri inquietanti. Incontri che portano con sé mille domande e interrogativi, mettendo a dura prova l’entusiasmo del giovane capostazione. Chi sono davvero i suoi padroni di casa? E chi è il bambino, i capelli grigi come cenere, che vaga per le strade di Centunoscale? E perché quelle case diroccate, quei muri angoscianti di mattone? Cosa nascondono i paesani? Quale terribile segreto si cela dietro ai silenzi e alle stranezze di Centunoscale Scalo? Giulia Morgani, al suo esordio letterario, riesce, con l’abilità che può derivare solo dal talento, a incantare chi legge con le atmosfere gotiche e inquietanti di Centunoscale Scalo, paese immaginario ma che è naturale dipingersi mentalmente nell’entroterra dell’Italia centromeridionale.

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