L’arte di essere nessuno di Federica Pace

Ciao a tutti cari lettori e lettrici per passione. Torno su questi schermi per parlarvi di un libro che mi ha colpito particolarmente.

Oggi vi presento “L’arte di essere nessuno” di Federica Pace edito Robin Edizioni.

F. Pace, L’arte di essere nessuno, Robin Edizioni

L’arte di esser nessuno rappresenta il viaggio interiore di Sophia. La protagonista è una ragazza sensibile, altruista e con una gran voglia di essere amata. Sophia aveva una cara amica, Asia, che un maledetto giorno decise di porre fine alla propria vita. Inizia così il lungo percorso di Sofia, che da anni ha scoperto di essere affetta da una rara patologia, fatto di cadute e rialzate, di sensi di colpa ed accettazione, di dolore e di amore.

Il romanzo è suddiviso in tre parti, prevalentemente scritte sotto forma di diario, quindi in prima persona. Il linguaggio è colloquiale e profondo, soprattutto quando va a toccare le corde intime dell’anima di Sophia.

[…] perché tutti i coraggiosi hanno paura.

F. Pace, L’arte di essere nessuno, Robin Edizioni, pag. 100

L’arte di essere nessuno è un libro tosto, potente ed, in alcuni tratti, persino doloroso. La protagonista sta affrontando un vera e propria lotta con se stessa, in cui è sia vittima che carnefice. È uno scontro continuo tra il cercare di essere quello che gli altri vogliono, e l’accettarsi per quello che veramente è: un essere umano con paure fragilità. È il continuo conflitto tra il senso di colpa per non essere riuscita a salvare l’amica da quel terribile gesto e la rassegnazione davanti all’imprevedibilità del gesto stesso.

L’arte di essere nessuno, però, non è solo questo: è anche riscoperta, rinascita e speranza. È la presa di coscienza dal bruco nasce la farfalla; che le fragilità, se guardate da un altro punto di vista, possono diventare punti di forza e di bellezza.

Lettura assolutamente consigliata!

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: L’arte di essere nessuno

AUTORE: Federica Pace

EDITORE: Robin Edizioni

DATA DI PUBBLICAZIONE: 2018

GENERE: Narrativa italiana

PAGINE: 216 (cartaceo)

PREZZO DI COPERTINA: € 12,00

La maggior parte delle volte in cui un bicchiere di vetro ricolmo di acqua cade per terra, la colpa è della distrazione. Tornando indietro, in fondo, avremmo potuto evitarlo. Se non l’avessimo posizionato così vicino al bordo del tavolo, oppure se l’avessimo spostato in tempo, prima che il nostro gomito lo colpisse, non sarebbe mai caduto e noi non avremmo rischiato di ferirci camminando su dei pezzi di vetro a piedi scalzi. Sophia lo guarda cadere, il bicchiere. Sente il tonfo, lo vede infrangersi sul pavimento e, nello stesso istante, lei fa la medesima fine. Per tutto il romanzo, con il suo strano modo di camminare, Sophia vede esplicarsi al di fuori di sé la malattia genetica che porta dentro. Tutto è una perdita di equilibrio, in tutto c’è odore di arance rosse e succose che scivolano via dalle mani di un giocoliere e si infrangono sui pezzi di vetro. Ma chi è il giocoliere? È davvero chi crede Sophia?
Attraverso flussi di pensiero, flashback, cambi di persona, decostruzioni e ricostruzioni, Sophia si rende conto che nulla era come credeva, che la ricerca di qualcuno implica sempre la ricerca di se stessi e che, forse, è proprio vero che si comincia dalla fine.

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