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Madri a perdere? No, Madri a rendere!

Buonasera lettori e lettrici per passione, la mia attività di bookblogger per caso sembra stare tornando nella norma. La verità è che scrivere e raccontarvi di libri mi fa stare bene, e vedere, allo stesso tempo, che voi apprezzate mi aiuta ancora di più! Ma bando alle ciance e parliamo di quello che accomuna tutti noi: i libri.

In particolare, oggi vi parlo di Madri a rendere di Beatrice Tauro edito Cinquemarzo Edizioni.

Madri a rendere racconta la storia d quattro donne (Elena, Anna, Cecilia e Francesca) che, amiche inseparabili e coinquiline ai tempi dell’università, si sono poi allontanate, prendendo ognuna la propria strada, in seguito ad un qualcosa avvenuto tra loro.

Elena, la più energica del gruppo, decide di organizzare un weekend, invitando le sue ex amiche. Anna, Cecilia e Francesca non hanno idea di quello che Elena vuole chiedere loro, ma soprattutto quello che ancora non sanno è che quest’invito cambierà per sempre le loro vite.

I personaggi. Elena ha sempre avuto una personalità ribelle ed estroversa. E’ sempre stata determinata nel perseguire i propri obiettivi assumendo anche un atteggiamento egoistico pur di raggiungerli. Anna rappresenta la parte più ragionevole del gruppo, psicologa per mestiere, è portata a riflettere sulle conseguenze delle azioni, motivo per cui non è ancora riuscita a trovare l’uomo che risponda ai suoi ideali. Cecilia è una mamma con una vita affettiva un po’ complicata dove l’unica certezza è l’amore per i figli. Francesca, infine, è un avvocato affermato e conduce una vita perfetta, caratterizzata da lusso e ricchezza; una vita che però comincia ad avere qualche crepa…

Il tema trattato. Chi leggerà il libro potrà capire cosa lega queste quattro amiche con la bellezza e la magia della maternità. Ebbene sì, perché è proprio questo il tema che viene affrontato in Madri a rendere. Il diventare mamma qui viene visto in un’accezione meno “convenzionale” ma comunque valida. Le quattro donne, infatti, si troveranno a condividere questo traguardo, questo dono che cambia la vita di una donna. Come? Tocca a voi scoprirlo!

E’ interessante riflettere sulle caratteristiche di questi quattro personaggi; ciascuno di essi infatti rappresenta uno degli aspetti che entra in gioco in un qualunque discorso etico.

Anna rappresenta la psicologia, quindi quello che un determinato avvenimento può comportare nello sviluppo dell’individuo. Francesca rappresenta la legge, quindi quello che è giusto o sbagliato secondo il vivere civile. Cecilia rappresenta i soggetti coinvolti, in questo caso le mamme, coloro, cioè, che vivono la situazione in prima persona. Elena, infine, colei che pone la questione.

L’autrice, secondo il mio parere (e secondo quello che il libro mi ha trasmesso), attraverso la personificazione di questi filoni di pensiero così diversi, vuole evidenziare come la loro collaborazione (ognuno nel proprio campo) possa portare a grandi e positivi risultati.

Concludo dicendo che Madri a rendere è un libro molto piacevole, si legge in poco tempo, ed è scrigno di un potente messaggio.

Scheda e descrizione.

TITOLO: Madri a rendere

EDITORE: Cinquemarzo Edizioni

FORMATO: Cartaceo (106 pagine)

AUTORE: Beatrice Tauro

GENERE: Narrativa Italiana

PREZZO DI COPERTINA: € 12,00

Anna, Cecilia, Francesca ed Elena. Quattro amiche ai tempi dell’università che si sono perse di vista e che si ritrovano dopo oltre dieci anni di lontananza per trascorrere insieme un fine settimana all’insegna dei ricordi, dei rimpianti e dei rancori. Nel corso del fine settimana che le vede di nuovo tutte insieme, le quattro donne si raccontano, confrontando i reciproci vissuti, la diversa quotidianità che le contraddistingue. In un crescendo di condivisione che supera l’iniziale diffidenza, le quattro donne si renderanno protagoniste di scelte di vita davvero rivoluzionarie per le loro esistenze, su un percorso trasgressivo e profondamente umanitario insieme, lanciando una sfida a viso aperto alle convenzioni e agli stereotipi della società tradizionale, valorizzando un concetto di famiglia che può assumere anche delle accezioni insolite e talvolta bizzarre.

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Il complicato (quanto magico) legame tra madre e figlia… in Andiamo a vedere il giorno

Buonasera cari lettori e lettrici per passione, torno a farmi sentire (anche se sarebbe più appropriato dire “farmi leggere”), dopo un bel po’ di tempo.

Nella mia vita, in quest’ultimo mese, sono successe una serie di cose che mi hanno portato a prendere una pausa perché dovevo un attimo ricomporre (o almeno ci sto provando) i vari pezzi della mia vita.

Ma ora sono qui e non voglio tediarvi con i miei problemi e ho voglia soltanto di pensare a cose belle e parlarvene.

Bella è stata infatti la lettura di “Andiamo a vedere il giorno” di Sara Rattaro edito Sperling & Kupfer. Ed è di questo libro che vi parlerò oggi.

Andiamo a vedere il giorno è il seguito di “Non volare via”, un romanzo, che mi è capitato di dire spesso, mi ha toccato nel profondo e lo porto sempre dentro di me. In questo “secondo episodio” Sara Rattaro racconta la storia di Alice, diventata ormai una giovane donna, sposata da due anni con Andrea e che frequenta l’università; ed è proprio in questo contesto accademico che incontra Robert, enigmatico professore di statistica, che entrerà nella sua vita con la forza di un uragano mettendo tutto quanto in discussione.

Alice, accompagnata dalla madre Sandra, con la quale ha sempre avuto un rapporto particolare, con qualche incomprensione dovuta a cose non dette, intraprenderà un viaggio sia fisico, ma soprattutto interiore, che metterà finalmente un punto alle tante questioni rimaste sospese e che porterà alla scoperta di una nuova figlia ma anche di una nuova madre.

Puoi girare il mondo, accedere a qualsiasi mezzo di trasporto, stringere mani di ogni colore, ma l’unico viaggio che conta davvero sarà quello che farai con te stesso.

S. Rattaro, Andiamo a vedere il giorno, pag. 126.

Sara Rattaro, come sempre, è riuscita a toccare le corde giuste. La storia che racconta è piena di sentimenti. Sentimenti che vanno dall’amore incondizionato, come può esserlo tra genitore e figlio, alla rabbia e delusione. Quello che, però, mi ha più colpito è stata la forte passione che si evince nella lettura. Quella passione indomabile, mi spingo a dire anche viscerale che spesso predomina su tutto; ma è anche quella passione che genera inadeguatezza, insicurezza. Lo scontro, infatti, tra il cuore e la mente, tra l’irrazionale e il razionale, tra ciò che è giusto per gli altri e ciò che è giusto per se stessi, si percepisce in maniera forte, e il malessere generato da questa situazione è inevitabile.

In fondo, cosa è giusto far prevalere, l’istinto o la ragione? Chi può dirlo! (forse è più facile risolvere il dilemma “se è nato prima l’uovo o la gallina”).

Quindi, mi sembra superfluo dire che la Rattaro ha una scrittura travolgente, che riesce a fare immedesimare il lettore nel racconto talmente tanto da fargli provare le stesse emozioni e sensazioni dei vari personaggi (o perlomeno è stato così per me).

Si può leggere autonomamente o si deve prima leggere Non volare via?

Ni, e vi spiego il perchè.

Io ho interpretato Andiamo a vedere il giorno come un lavoro necessario, nel senso che viene raccontata una storia che fa da conclusione, in cui vengono spiegate molte cose rimaste irrisolte nel primo libro; l’ho visto, insomma, come quell’elemento essenziale per chiudere il cerchio.

Però, l’autrice ha pensato bene di risolvere questo problema inserendo nella narrazione dei pezzi che raccontano gli avvenimenti fondamentali della storia precedente. Quindi, penso che si può benissimo leggere da solo, ma se volete buttarvi a capofitto in questa famiglia un po’ complessa e con qualche crepa qua e là, allora dovete assolutamente leggere anche Non volare via.

Scheda tecnica e descrizione.

TITOLO: Andiamo a vedere il giorno

EDITORE: Sperling & Kupfer

FORMATO: Carteceo

PREZZO DI COPERTINA: € 16,90

AUTORE: Sara Rattaro

GENERE: Narrativa Italiana

PAGINE: 196

Alice è stata una figlia modello e una perfetta sorella maggiore, quella che in famiglia cercava di tenere insieme tutti i pezzi mentre il padre stava per abbandonarli, quella che per prima ha trovato il modo di comunicare con il fratellino, nato privo di udito, e di farlo sentire «normale». Ha pensato agli altri prima che a se stessa, ha seguito le regole prima che il cuore e adesso, di fronte a una passione che ha scardinato tutti i suoi schemi e le sue certezze, si ritrova a mentire, tradire, fuggire. Ma sua madre, Sandra, non ha alcuna intenzione di lasciarla sola. Su quel volo per Parigi c’è anche lei, e insieme iniziano un viaggio che è un guardarsi negli occhi e affrontare tutti i non detti, a partire da quel vuoto che ha rischiato di inghiottire la loro famiglia tanti anni prima. Alice si illude che, ritrovando la persona che si era insinuata nelle crepe della loro fragilità, possa dare una risposta a tutti i perché che si porta dentro, magari capire ciò che sta accadendo a lei ora, vendicare il passato e punire se stessa. Le occorreranno chilometri e scoperte inattese, tuttavia, per comprendere che non è da quella ricerca che può trovare conforto. Perché una sola è la verità: la perfezione non esiste, solo l’amore conta, solo l’amore resta. E la sua famiglia, così complicata, così imperfetta, saprà dimostrarle ancora una volta il suo senso più profondo: essere presente, sempre e a ogni costo. Per continuare insieme il cammino, qualunque sia la destinazione.