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Zeppole e Nuvole

TITOLO: Zeppole e Nuvole

AUTORE: Renzo Semprini Cesari

EDITORE: Jona Editore

DATA PUBBLICAZIONE: 21 Aprile 2017

VOTO: 4-/5

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Una moderna commedia napoletana scritta con lo sguardo di chi a Napoli non ci è nato, ma l’ha sempre amata e un poco l’ha vissuta.

Renzo Semprini Cesari

TRAMA: Le radici di questo romanzo sembrano prescindere le intenzioni dell’autore. I ragazzi che vivono quest’avventura appaiono come la versione borghese del proletariato pasoliniano. Sono napoletani, hanno l’aura pura vestita da una ignoranza che diviene cappello culturale. Sono popolo, sono imprigionati in una storia loro malgrado. Sono guidati, ancora loro malgrado, da infiniti fili precostituiti. Sono marionette di sé stessi, condotti da altre mani, eppure, riescono, anch’essi senza consapevolezza, ad andare dove vogliono. L’autore, in questo romanzo, è un tutt’uno con la forma creata. Questo è un romanzo che ha diverse chiavi di lettura: storia di un matrimonio, relazioni parentali, percorso di crescita. Eppure sembra descrivere altro, a seconda della chiave di lettura scelta dal lettore. Sembra un tentativo di liberazione dai nostri vincoli. Qualsiasi essi siano, ovunque noi viviamo.

LA MIA OPINIONE: Trovo questo romanzo molto particolare sia nel contenuto che nello stile. Proverò a spiegarvi il perché.

Partiamo dallo stile. Come ho già detto un paio di volte sul mio profilo Instagram, in questo romanzo sono presenti molti termini e riferimenti alla tradizione Partenopea. Le frasi appaiono brevi, dirette e senza fronzoli. A mio parere questo contribuisce a dare la sensazione al lettore della lingua parlata in quelle terre. Non a caso, nel romanzo sono presenti molti dialoghi. Trovo inoltre molto efficaci, per creare un legame empatico con il lettore, l’utilizzo di molti termini del dialetto napoletano. Termini comunque di facile comprensione, in modo da evitare che chi legge possa perdere il filo logico della narrazione.

Attraversano quella babele che è il centro, con i miei vicoli e le corse prive di regole, e prima di tornare a Lagosanto, come dicono loro ‘o paise, fanno una capata in questo paradiso.

Per quanto riguarda il contenuto, posso dire che già dalle primissime pagine si ha la sensazione di essere immediatamente catapultati tra le vie della città partenopea. in queste pagine sono riuscita a sentire gli odori e tutti i suoni dei luoghi descritti dall’autore nel romanzo. Si sente, quindi, una forte presenza del Meridione e di tutto ciò che lo caratterizza.

La storia viene raccontata da un narratore onnisciente, che tutto vede e tutto sa della vita dei vari protagonisti del romanzo. Una voce che però non voglio svelarvi da chi è identificata, perché a me è piaciuto scoprirlo e capirlo dalla lettura del libro. Posso solo dirvi che l’ho trovato molto originale e interessante.

I personaggi che si susseguono nel racconto sono svariati. Tutto parte dalla cerimonia del matrimonio tra Selvaggia e Salvatore, ma da questi due protagonisti si diramano le vite di molti altri personaggi che si scopriranno legate tra loro per diversi (e anche impensabili) motivi. Procedendo la lettura, capitolo dopo capitolo, si va capendo sempre qualcosa in più relativamente ai vari legami tra i personaggi, fino ad arrivare ad un finale col “botto” (in tutti i sensi).

Tra le varie scene descritte, a tratti surreali, a tratti ironiche, che sicuramente porteranno un po’ di buon umore e daranno motivo di sorridere, si nasconde una bella e profonda morale: che dopo la pioggia torna sempre il sereno e tutto riprende il proprio ritmo normale.

Unica pecca di questo libro, è la presenza di qualche errore di battitura (questo è il motivo del meno accanto al voto), che comunque tende a diventare di ordine secondario, non appena si viene catturati dall’evolversi della storia.

Posso dire, comunque, che è un libro ben fatto e che possiede tutte le caratteristiche per diventare un romanzo di successo.

Potete acquistare la versione digitale nei maggiori stores online.

Questa recensione la trovate anche qui: http://www.betweenpages.it/zeppole-e-nuvole-renzo-semprini-cesari/

A presto, la vostra Lettrice Per Passione!

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Meriti del mondo ogni sua bellezza

Ciao a tutti amici lettori!! Oggi vi segnalo un altro libro che trovo molto interessante e che vi consiglio di leggere.

TITOLO: Meriti del mondo ogni sua bellezza

AUTORE: Gianluca Stival

EDITORE: Ilmiolibro self publishing

DATA DI PUBBLICAZIONE: 8 Settembre 2017

PAGINE: 96

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E’ un libro di poesia da un giovane per i giovani. Contiene molti temi attuali in cui potersi ritrovare. Sia in italiano che in altre lingue europee.

Gianluca Stival

Gianluca Stival, nato nella caotica città di Odessa nel 1996, studia lingue e sin da piccolissimo nutre un notevole interesse per le culture e le tradizioni straniere. Con numerose certificazioni linguistiche riconosciute a livello mondiale, Gianluca si è già ambientato nel mondo della letteratura con pubblicazioni online e cartacee di suoi componimenti, apprezzati da esperti, critici e personaggi famosi. I primissimi racconti, mai pubblicati, risalgono a quando aveva appena undici anni. Ha presentato sin da subito anche poesie in lingua francese, inglese e spagnola, apprezzate e recensite da blog di poesia internazionali.

Nel libro Meriti del mondo ogni sua bellezza vi sono due sezioni: “Le poesie” e “I Pensieri”, entrambe contenenti componimenti in plurime lingue (lingua italiana, inglese, francese e spagnola). L’autore ha analizzato i temi più complessi e discussi di questi anni in forma poetica: i componimenti, infatti, mettono in evidenza quanto nell’epoca attuale siano diffusi sentimenti come amore, paura, angoscia, gratitudine, frustrazione, ottimismo e insicurezza, sia per tematiche introspettive legate all’esistenza umana, sia per i catastrofici eventi terroristici. La raccolta risulta essere un’analisi dettagliata supportata da esempi pratici e chiari, uno studio lessicale appassionato e adattato alla realtà sociale e alle dinamiche del XXI secolo.

Di seguito troverete qualche estratto.

Risollevati.

Risollevati e splendi

Splendi perché ciò che hai dentro è luce,

non buio.

Rinasci e innalzati.

Guardati. Considerati.

Prendi la tua grandezza in mano,

afferrala, stringila.

La senti?

Risollevati perché sei importante.

Sei eterna, sei finito nell’infinito.

Sei vita.

Risollevati e ammirati perché hai forza,

navighi nell’ombra ma sei potenza,

sei arte, sei esistenza.

Sei tu il Botticelli che dipinge.

Sei tu la Venere che ne sta uscendo.

Assaggia il sapore dell’unicità,

annusa il profumo della tua

energia.

Ricorda che hai il potere di amare,

amati.


Sopravviviamo in un ambiente dove si

ascoltano più lamentele che canzoni

d’amore, dove si sentono più giustificazioni

che conseguimenti e dove si preferisce

guardare piuttosto che vedere.

Potete acquistare il libro nei maggiori stores online.

Alla prossima segnalazione!!

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Dall’altra parte

Ciao a tutti amici lettori!! Oggi vi presento un libro uscito da pochissimi giorni e che presenta tutte le caratteristiche per diventare un romanzo di successo.

TITOLO: Dall’altra parte

AUTORE: Giuliana Leone

EDITORE: Nulla Die Edizioni

DATA DI USCITA: 6 Febbraio 2018

GENERE: Romanzo di formazione/ Young Adults

Cover

“Il mio è un romanzo di formazione che segue il percorso di crescita di un gruppo di adolescenti. Nell’ultima estate passata al campeggio estivo che frequentano da quando erano bambini, scoprono cosa significa crescere. È un romanzo che parla di prime esperienze, di emozioni, di amicizia e di lealtà. Parla anche d’amore in tutte le sue forme: quello per la natura, quello per i propri cari, quello travolgente che fa accelerare i battiti e quello delicato che arriva di soppiatto e poi fa mancare il respiro all’improvviso”.

Giuliana Leone

TRAMA: Emma torna come ogni anno al solito campeggio estivo. Questa volta, però, c’è qualcosa di diverso: è l’estate dei suoi diciassette anni, l’ultima che vivrà da adolescente. Ci sono i bagni notturni al fiume, gli alberi da scalare, i rapporti complicati con i coetanei. C’è l’istruttore di nuoto, per il quale ha una cotta da troppo tempo. Ci sono le scene che ritrova come se non fosse mai andata via da lì e poi c’è altro. In quei tre mesi, che alla sua età sembrano davvero lunghi, scoprirà che diventare adulti non è una staffetta, ma un percorso a ostacoli in cui forse non serve correre, per arrivare dall’altra parte.

 

Per darvi un’idea del contenuto del libro, lascio di seguito qualche estratto:

La carta spessa è tappezzata da una valanga disordinata di manine colorate, che quasi si accavallano le une sulle altre. Scovo la mia impronta, piccola e gialla. Mi domando cosa ne faranno del quadro non appena noi più grandi andremo via per sempre, a settembre. È triste pensare che non verrà più appeso, per dar spazio alle manine dei bambini dei prossimi anni. Anche se noi non ci saremo è triste lo stesso. Cosa ne sanno gli organizzatori che c’è un’intera estate in quelle impronte di tempera colorata?

Ci sono tutte le ginocchia sbucciate prima che imparassimo ad arrampicarci sugli alberi e tutte le lingue bruciate prima di comprendere che i marshmallow arrostiti diventano incandescenti proprio come ripetono gli istruttori. Ci sono i pomeriggi passati a fare partite a biglie in ginocchio, sul suolo sabbioso dello spiazzo. Ci sono le sere passate tra giochi da tavolo io, Fiona e Onofrio intrufolato nella nostra stanza, nonostante fosse vietato per noi dai cappellini gialli stare fuori dai propri alloggi una volta finito l’intrattenimento intorno al falò. Ci sono un milione di risate, di litigi, di prove di amicizia.

Scorgere le mani degli altri è impossibile; il primo campeggio era appena cominciato e ci conoscemmo solo qualche giorno dopo. Mi convinco lo stesso di sapere quali siano le loro, entrambe vicine alla mia, una più verso il centro rossa e dai contorni irregolari e una verso il bordo del foglio, blu e ordinata.


Mi reco davanti lo slargo in cui sostano i pullman e mi fermo lì, all’ingresso. Sono nel punto in cui mi trovai la prima volta che venni qui. Il terreno non è asfaltato e il terriccio sabbioso impolvera le scarpe, il cancello verde è spalancato.

Mentre osservo il campo da questa prospettiva, per un istante mi sembra di vederlo come lo vidi allora e ricordo con esattezza ciò che provai nel giugno dei miei nove anni. Temevo che non sarei riuscita a dormire, così lontana dal mio letto e da mia madre. Non mi ero mai allontanata da casa tanto a lungo. La sera precedente alla partenza i crampi allo stomaco e l’insonnia mi avevano tenuta sveglia e al mattino supplicai mia madre per tutto il tragitto fino alla rimessa di non mandarmi via. Ma lei era risoluta nella sua decisione. Mio padre se n’era andato da casa da un paio di mesi e mangiavo poco. Era certa che mi avrebbe fatto bene. Quella notte non ebbi problemi a prendere sonno, comunque, stremata dalle mille attività.

Superato lo spiazzo ci troviamo davanti a una biforcazione. A est ci sono le stanze degli allievi; a ovest il bagno, con le docce, lo spogliatoio e gli armadietti. Prendiamo in questa direzione e io mi precipito, quasi correndo, verso il mio posto preferito: la piscina all’aperto. Non è altro che una piccola parte del fiume e prosegue nel bosco per parecchi chilometri; la zona è destinata agli allenamenti ed è delimitata da alcune corde. Sulla riva c’è un punto dal quale l’istruttore ci osserva e ci dà indicazioni, seduto sulla diramazione di rami del grande albero che si protendono sul fiume. Per noi è una sorta di trampolino: dal momento che sporgono abbastanza, non c’è rischio di sbattere la testa sul fondo. Tuffarsi da lì non è per niente facile.

Ho passato più tempo in questo posto che in tutto il resto del campeggio.

«Non è cambiato niente» sbotto con il fiato corto per via della corsa. Fiona mi supera svelta, raggira l’albero e solo dopo accondiscende.

«Non è cambiato niente» ripete. La raggiungo e guardo il tronco. Incise in stampatello ci sono due lettere minute, le nostre iniziali. L’ultima gambetta della “e” non è stata ricalcata abbastanza e sembrano quasi due “f”. Fu lei a scriverle quel famoso primo anno. Avevamo cominciato a passare tanto tempo insieme e quando la sua compagna di stanza andò via in anticipo per la nostalgia di casa, quasi mi costrinse a prendere il posto di quella. Mi obbligò a chiamare mia madre e a convincerla a intercedere presso gli organizzatori affinché facessero il cambio.

«Bene Emma, adesso siamo ufficialmente amiche» dichiarò con il suo solito fare autoritario, non appena varcai la soglia della camera con tutte le mie cose. «Dobbiamo metterlo per iscritto da qualche parte» aveva sentenziato poi.

«Possiamo scriverlo su un foglio e attaccarlo alla porta» proposi confusa dalla sua richiesta ma contenta di aver trovato un’amica.

«Che assurdità, qualcuno potrebbe strapparlo. Deve resistere al tempo» disse, dopo avermi guardato come se fossi impazzita. «Questo è un contratto!» aveva concluso infine. Quindi quel pomeriggio, finita la lezione di nuoto, aveva scalfito la corteccia con il coltellino che le aveva regalato suo nonno. Io ero rimasta di vedetta, preoccupata che qualcuno ci punisse. Mia madre il giorno dell’iscrizione mi aveva fatto leggere ad alta voce, per ben due volte, l’intero regolamento, e tra i divieti c’era anche quello di vandalizzare il campeggio.

Passo le dita sulle incisioni. Adesso l’albero ne è pieno, ma prima c’era solo la nostra.


«Che stai facendo?» domanda, poggia la guancia sul pavimento e siamo di nuovo faccia a faccia.

«Mi chiedevo se avessi ancora le lentiggini.» Come spiegare al mio cervello che non deve davvero pronunciare tutto quello che gli viene in mente, specie quando sono agitata? Lui sorride.

Allunga un braccio e qualcosa nello stomaco si attorciglia. Poggia l’indice vicino l’orecchio e lo fa scivolare giù fino al mento, poi risale. Mi sfiora il viso per un po’ e finge di disegnarci qualcosa. Direi costellazioni, conoscendolo.


Rimaniamo per qualche minuto così, a fissare ogni dettaglio del viso dell’altro. Osservo le sue lentiggini sbiadite, non si vedono bene come quando eravamo bambini ma sono lì. Poi passo alle iridi castane: sono belle. Mi sposto verso le ciglia lunghe e arrivo alle labbra. Mi accorgo, con preoccupazione, di avere tanti aggettivi per descriverle. Troppi.


«Chi di voi ha ancora intenzione di terminare l’iniziazione? Tobia mi ha incaricato di stilare una lista.»

Mi alzo di scatto, lo immobilizzo contro il tavolo e lo afferro alla gola. Non so nemmeno da dove vengano tutta questa forza e questo coraggio. Stringo entrambe le mani intorno al suo collo. Nella sala tutti smettono di mangiare e qualcuno grida, io non vedo e non sento più niente intorno a me. Ci sono solo le mie mani e il suo collo. Qualcuno mi trascina via e mi tiene ferma. Urlo e cerco di divincolarmi senza riuscirci. Sento la presa salda e la forza dei suoi muscoli. È Gioele.


Poi mi accorgo che indossa al polso un braccialetto vecchio anni. È una striscia di cuoio ricavata da una collana; lo so perché l’ho fatto io. Ne regalai uno a Fiona e uno a lui alla fine della terza estate qui. Gli altri non c’erano ancora e facemmo della nostra amicizia un trio esclusivo. Solo l’anno dopo l’arrivo di Raffaella ci costrinse ad allargare il cerchio. In quel dono da bambini privo di valore c’era tutto l’affetto per loro. Guardo ancora il cordoncino consunto: vederglielo addosso, dopo tutto questo tempo, mi fa uno strano effetto.


«Emma…» Mi volto, per vedere cosa abbia da dirmi, ed è sulle mie labbra. Rimane immobile, le sue roventi contro le mie. Mi costringo a indietreggiare e a scostarmi appena. Restiamo così, vicinissimi e con i respiri più corti, mentre io a fatica mi impongo di non abbandonarmi a quella bocca. Nonostante sia del tutto illogico.


Borbotta qualcosa che assomiglia a un “al diavolo”, interrompendomi, e con una falcata accorcia la distanza tra di noi e mi bacia. Sono sconvolta; a quanto pare turbarmi è un’altra delle sue specialità. Non m’importa più di quello che avevo promesso a me stessa. Essere distaccata, respingerlo, tutto mi sembra assurdo e insensato, ora che la sua bocca è sulla mia.

 

Se volete saperne di più, qui sotto troverete i link utili:

Pagina facebook: https://www.facebook.com/ScarabocchiatriceSeriale/

Sito: https://giulianaleone.blogspot.it/

Link acquisto: http://nulladie.com/cerca?controller=search&orderby=position&orderway=desc&search_query=giuliana+leone&submit_search= https://www.amazon.it/Dallaltra-parte-Giuliana-Leone/dp/8869151468/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1518533264&sr=8-1&keywords=giuliana+leone http://www.mondadoristore.it/Dall-altra-parte-Giuliana-Leone/eai978886915146/ https://www.ibs.it/dall-altra-parte-libro-giuliana-leone/e/9788869151460?inventoryId=98532502 https://www.lafeltrinelli.it/libri/giuliana-leone/3381179

Booktrailer: https://www.youtube.com/watch?v=bBheDOoClAc

Spero che possiate leggerlo in tanti. Io ve lo consiglio.

Lettrice Per Passione

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OLTRE I CONFINI: Anime Innocenti

TITOLO: OLTRE I CONFINI: Anime Innocenti

AUTORE: Elena D’Arcangelo

EDITORE: Genesis Publishing

DATA DI PUBBLICAZIONE: 5 novembre 2017

PAGINE: 4.5/5

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E’ una storia d’amore e come tale è un percorso composto non solo da vittorie per gli step raggiunti, ma anche di perdite, di spintoni di altri avversari che fanno di tutto per buttarti fuori pista e per non farti raggiungere il traguardo finale. E come ogni gara devi lottare, devi sforzarti di correre nonostante il dolore, lo sconforto e gli imprevisti.

Elena D’Arcangelo

TRAMA: Che cos’è l’amore? Chi realmente sa cosa significa amare? Amare significa andare oltre i confini del tempo, oltre gli ostacoli che ci creiamo o che si creano, oltre tutte le difficoltà. La vita non è una favola, ma una sfida continua da superare con le persone che scegliamo. Si, perché l’amore è anche una scelta: la scelta di affidarsi a qualcuno, la scelta che ti può portare gioia ma anche dolore, la scelta di vivere per la persona giusta.
Quella tra Clara e James non è una storia come tutte le altre: un amore puro ed innocente, cresciuto e coltivato negli anni, che li ha portati a provare sentimenti unici. Ma la vita non va mai come ci aspettiamo e le avversità li divideranno per anni, fino a farli riunire. Perché il destino divide, quanto unisce e, per quell’amore vero, entrambi dovranno lottare. Questa è la storia di un amore oltre i confini, un amore che va al di là di tutto, ma Clara e James riusciranno finalmente a stare insieme?

LA MIA OPINIONE: Il genere del romanzo di cui vi sto per parlare, non rientra appieno tra i miei gusti di lettura (come sapete, il genere rosa non è tra i generi che preferisco). Devo ammettere però che, non appena ho iniziato a leggere le prime pagine di questo libro, sono stata catturata da una forza magnetica tale da non riuscire quasi a fare a meno di questa storia. Ma andiamo con ordine.

Oltre i confini. Voglio iniziare esaminando questa frase. Secondo me, niente di più azzeccato per descrivere il contenuto del romanzo. James e Clara sono due amici per la pelle, due ragazzi da sempre insieme che hanno assistito ai cambiamenti del proprio corpo, ai mutamenti che hanno tolto le sembianze di bambini per dargli quelle di uomo e donna. Accanto a questi cambiamenti esteriori, si sentono mutare anche i sentimenti che provano l’uno nei confronti dell’altra e viceversa. Qual è il confine che delimita l’amore dall’amicizia? E’ quello che cercano di capire i due protagonisti. Un confine che non è semplice da individuare perché subentrano molte altre emozioni, prima fra tutte la paura. Paura di esporsi, paura di compromettere o, addirittura, distruggere, tutto quello costruito fino a quel momento.

La storia descritta rappresenta una delle tante storie di amore tra vecchi amici, tra i “banchi di scuola”. E’ questo, a mio parere, che costituisce il punto di forza del romanzo. La consapevolezza che quelle stesse emozioni, quelle stesse esperienze possano capitare ad ognuno di noi, anche con tempi e luoghi diversi (per chi, come me, ha passato i tempi del liceo da parecchio).

Un’altra parola chiave per descrivere questo romanzo è: fraintendimenti. Posso dire che i fraintendimenti dei due ragazzi predominano buona parte del racconto. Gesti a cui viene dato un significato diverso da quello reale, parole che vengono interpretate in altro modo da quello che effettivamente è.

Nonostante siano presenti molti dialoghi, la scorrevolezza del racconto rimane molto fluida e riesce a conferire al lettore quell’intrigo che lo fa andare avanti fino all’ultima pagina.

La cosa che mi ha più colpito di questo romanzo è la presenza di profonde riflessioni. Sono, cioè, presenti delle frasi effetto: quelle frasi che inevitabilmente ti portano a fermarti un attimo a pensare a quanto appena letto. Ad esempio, quasi all’inizio del libro si trova:

Mio padre dice che siamo il frutto dei nostri sbagli e delle nostre scelte.

Ho trovato questo aspetto molto importante, perché, l’autrice, con la sua giovane età, è riuscita a toccare punti profondi dell’anima del lettore, segno, questo, di una grande sensibilità e capacità empatica.

Il romanzo, però, non racconta solo la storia d’amore tra James e Clara, ma tratta una tematica sociale molto più intensa e profonda, che purtroppo oggi se ne sente parlare troppo spesso. Non vi dico di cosa sto parlando perché non voglio svelarvi molto e vorrei invitarvi a scoprire di cosa si tratta. Posso solo dire che aiuta a far riflettere molto, andando oltre i pregiudizi, i preconcetti e i falsi moralismi.

Concludo dicendo che è un libro che merita di essere letto ed assaporato. Lo consiglio a chi sta vivendo gli anni dei protagonisti, che potrebbe trovare aiuto o riscontro tra le pagine, sia a chi (come me) quegli anni li ha passati da un po’ ma che vuole ricordare e rivivere quei momenti, non dimenticando mai che la vita è una continua giostra di momenti belli che si alternano a momenti difficili, ma che ruota con la consapevolezza che al prossimo giro si potrà sempre ricominciare.

Questo romanzo potete acquistarlo nei maggiori stores online.

La recensione potete trovarla anche qui: https://www.betweenpages.it/oltre-i-confini-anime-innocenti-elena-darcangelo/

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Tre libri per… CRESCERE.

Buon sabato a tutti amici lettori, in questo articolo voglio parlarvi di tre libri che, a mio modestissimo parere, fanno riflettere su aspetti cruciali della nostra esistenza e che possono portarci ad una crescita personale. Ecco quali sono:

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1. Mangia, prega, ama (Elizabeth Gilbert).

Questo libro parla di una donna, Elizabeth, che a trent’anni ha già tutto quello che si potrebbe desiderare: un bel marito, una bella casa a New York e un’affermata carriera da giornalista. Eppure, Elizabeth si ritrova a singhiozzare sul pavimento del bagno, con l’unica certezza di non volere più quella vita apparentemente perfetta. La protagonista inizia così uno spericolato viaggio alla riscoperta di sé. Roma, India, Bali, tre tappe alla ricerca della felicità, che aiuteranno Liz a riscoprire i piaceri della tavola e dell’amicizia, della pace e della meditazione, ma soprattutto a ritrovare la speranza e l’amore.

Questo romanzo, oltre a rappresentare il viaggio materiale, delinea anche il viaggio interiore della protagonista che si ritrova a mettere in dubbio tutte le certezze che aveva avuto finora. Si interroga quindi su vari aspetti fondamentali della sua vita, ma, mi spingo a dire, che possono essere anche della vita di ognuno di noi. Aspetti come l’amicizia, l’amore, la felicità. Chi si trova a leggere questo libro, non può fare a meno di fermarsi a riflettere su determinati temi, e anche, perché no, modificare il proprio atteggiamento nei confronti di quello che veramente conta nella vita.

2. L’ultima riga delle favole (Massimo Gramellini).

Tomàs è una persona come tante. E, come tante, crede poco in sé stesso, subisce la vita ed è convinto di non possedere gli strumenti per cambiarla. Ma una sera si ritrova proiettato in un luogo sconosciuto che riaccende in lui quella scintilla di curiosità che langue in ogni essere umano. Incomincia così un viaggio simbolico che, attraverso una serie di incontri e di prove avventurose, lo condurrà alla scoperta del proprio talento e alla realizzazione dell’amore: prima dentro di sé e poi con gli altri.

Ho letto questo romanzo molto tempo fa (anzi è stato uno dei primi libri che ho letto). Ancora ricordo in modo chiaro il suo contenuto sì, ma soprattutto il messaggio che Gramellini ha voluto dare scrivendo questo libro. Tomàs, in questo viaggio surreale, parte interrogandosi sugli aspetti più materiali dell’esistenza, portandosi addosso il peso di una profonda sofferenza. Arriverà alla fine di questo viaggio carico di energia positiva, ma soprattutto capace d’amare sé stesso e gli altri. Gramellini, con questo suo racconto cerca di dare una risposta a quale sia il senso del dolore, se esista l’anima gemella e in che modo la nostra quotidianità sia trasformabile dai sogni.

3. Per dieci minuti (Chiara Gamberale).

Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere.

Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l’hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare.

Su questo libro ci sono pareri molto discordanti: c’è chi lo ama, chi è rimasto deluso e chi pensa “è bello, ma…”. Io, devo dire che l’ho trovato molto bello, non tanto per la struttura o lo stile (che può sembrare all’apparenza leggero), ma per il messaggio nascosto tra le righe. Penso che ognuno di noi si possa rappresentare in Chiara: le sue vicissitudini possono benissimo essere anche le nostre. Cosa fare? La Gamberale ci racconta che per tornare a vivere non sono necessarie prove epocali, ma che possono bastare dieci minuti al giorno.

Spero che questo breve articolo vi sia piaciuto, alla prossima!

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Un amore oltre il tempo e lo spazio: Il ristorante sul mare.

TITOLO: Il ristorante sul mare

AUTORE: Chiara Romanello

EDITORE: LAR Editore

DATA DI PUBBLICAZIONE: 16 Novembre 2017

PAGINE: 142

VOTO: 5/5

Reputo il mio romanzo un genere a sé. E’ una storia d’amore, ma non solo, è una storia di ricerca delle origini e di crescita.

Chiara Romanello

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TRAMA: Ha perso la mamma, cantante lirica di fama, morta in circostanze misteriose quando lei aveva solo cinque anni, e non ha mai conosciuto suo padre, di cui sa soltanto il nome di battesimo e la città in cui viveva da giovane. Ora Gilda ha vent’anni e nessuno con cui condividere le gioie e i dolori della vita. Indagando sul suo passato, scopre una storia di bugie e inganni tenuta nascosta per anni e una verità che non avrebbe mai potuto immaginare. La sua ricerca inizia dalle pagine sgualcite del vecchio diario della mamma, Teresa, trovato in casa della nonna, mentre uno strano personaggio la segue sorvegliandola da lontano. La trama si svolge in parte a Rapallo e in parte a Campiglione-Fenile. La vicenda si snoda tra presente e passato, incrociando le vite delle due protagoniste, Gilda e Teresa, in un susseguirsi di colpi di scena e momenti di suspense, fino all’inaspettata rivelazione finale.

LA MIA OPINIONE: Inizio col dire che difficilmente do voto cinque ad un libro che leggo, perché ritengo che questo voto debba rappresentare la perfezione totale. E per perfezione totale intendo, oltre all’essere ben fatto, la capacità di entrarmi fin dentro le ossa senza nessuna riserva. Bene. Io a questo libro ho dato il massimo. Cercherò di spiegarvi il perché.

Parto dalla struttura. Fin dalle prime pagine ho trovato questo romanzo molto scorrevole, le parole sono travolgenti, i pensieri chiari e lineari. La semplicità è una caratteristica essenziale e che si scorge già dal primo capitolo. Una semplicità che non diventa mai banale. Anzi, a mio avviso, rappresenta quel cavallo di battaglia che fa di questo libro un valido romanzo.

Anche se i capitoli non seguono un ordine cronologico, ma variano tra passato e presente, il filo logico della storia rimane ben chiaro e la narrazione acquisisce sempre più forza suscitando una curiosità crescente. Ogni capitolo che finiva mi lasciava la voglia di continuare a leggere per scoprire un tassello in più della vita dei personaggi e dalla loro storia.

Entriamo, adesso nel vivo del libro. Descrivere questo romanzo come genere rosa, secondo me, è riduttivo. E’ vero che la trama principale riguarda la bella, quanto travagliata storia d’amore di Teresa (madre della protagonista), ma questo è solo la partenza verso qualcosa che va oltre la semplice storia d’amore stessa. Da questa trama si snodano svariati fili conduttori che trattano diversi temi. All’interno si può trovare il coraggio delle proprie scelte, la passione per ciò che si fa, l’amore incondizionato, ma anche irrazionale, che va oltre ogni possibile logica.

Voglio soffermarmi sul coraggio delle scelte. Secondo me, è una tematica che scorre tra le pagine di tutto il romanzo. Questa mi ha portato ad una riflessione, e cioè quanto si è disposti a sacrificare per avverare i propri sogni? Nella scala dei valori, che livello raggiunge il tentativo di avverare i propri sogni? Queste sono le domande che accompagnano Teresa e Gilda. Ed è poi in base a queste scelte e decisioni che prende vita tutta la storia dei protagonisti. Anche perché, mi posso spingere a dire che, a volte, queste scelte possono essere delle tecniche di sopravvivenza:

Quando cantava non pensava a niente e, interpretando la vita di qualcun altro, dimenticava la sua.

Non mancano, inoltre, in questo romanzo colpi di scena. Ad un certo punto della narrazione si vengono a scoprire retroscena del tutto inaspettati, che a me personalmente hanno lasciato senza parole e chiedendomi se avessi letto bene.

E’ interessante analizzare il percorso di Gilda. La voglia di scoprire le proprie origini anche con la consapevolezza di poter soffrire. Perché credo che conoscere il proprio passato è una cosa imprescindibile all’essere umano. E’ bello, quindi, conoscere e riflettere sul percorso di scoperta e crescita di questa ragazza a cui la vita ha tolto tanto molto presto.

Concludo dicendo che questo libro è promosso da me a pieni voti. Lo consiglio a tutti quelli che amano leggere di belle storie d’amore, ma anche a chi si discosta un po’ dal genere rosa (come me, ahimè devo ammetterlo!!), perché è qualcosa che va oltre ed è assolutamente tutto da scoprire.

Alla prossima, la vostra Lettrice Per Passione!