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I miei libri del 2017: il resoconto dell’anno che ci lascia…

Ciao a tutti amici lettori, oggi vi voglio far conoscere un altro pezzetto di me parlandovi di alcuni libri che ho letto in questo anno e che hanno lasciato un segno in me. Sono libri che mi hanno fatto ridere, piangere, sognare e riflettere.. ebbene sì, perché ognuno di essi mi ha lasciato un qualcosa che metterò nel mio “bagaglio della vita” e che non lascerò più. Mi torna in mente sempre questa frase del grande Umberto Eco:

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito.. perché la lettura è un’immortalità all’indietro.”

Io ritengo che sia proprio così. Quando stiamo leggendo un libro, soprattutto se ci conquista, ci immergiamo appieno nella storia dei protagonisti, fino a diventare quasi parte integrante del libro stesso. Quindi, noi lettori abbiamo il super potere di vivere più vite contemporaneamente (e ditemi se è poco!).

Adesso basta con le chiacchiere e partiamo con la top 3 dei libri che mi hanno più colpita nel 2017.

1. MANGIA, PREGA, AMA di Elizabeth Gilbert

VOTO: 5/5

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TRAMA: Liz è bella, bionda, solare; ha una grande casa a New York, un matrimonio perfetto, un lavoro invidiabile. Eppure, in una notte autunnale, si ritrova in lacrime sul pavimento del bagno, con l’unico desiderio di essere mille miglia lontana da lì. Quella notte, Liz capisce di non volere niente di tutto quello che ha, e fa qualcosa di cui non si sarebbe creduta capace: si mette a pregare. Come reagireste se Dio (o qualcosa che gli assomiglia) venisse a toccarvi il cuore e la mente, non per invitarvi alla pazienza e alla rassegnazione, ma per dirvi che avete ragione, quella vita non fa per voi? Probabilmente fareste come Liz: tornereste a letto, a pensarci su. A raccogliere le forze, perché il bello deve ancora venire. Un amarissimo divorzio, una tempestosa storia d’amore destinata a finir male e, in fondo, uno spiraglio di luce: un anno di viaggio alla scoperta di sé. In questo irresistibile diario-confessione, Elizabeth Gilbert ci racconta le tappe della sua personalissima ricerca della felicità: l’Italia, dove impara l’arte del piacere, ingrassa di 12 chili e trova amici di inestimabile valore; l’India, dove raggiunge la grazia meditando in compagnia di un idraulico neozelandese dal dubbio talento poetico; e l’Indonesia, dove uno sdentato sciamano di età indefinibile le insegna a guarire dalla tristezza e dalla solitudine, a sorridere e a innamorarsi di nuovo.

Non ho avuto il minimo dubbio a mettere questa autobiografia al primo posto nelle mie letture preferite del 2017. L’ho trovato a dir poco straordinario. Già dalle prime pagine del libro mi sono ritrovata immersa nelle varie vicissitudini che ha incontrato la protagonista. Ho avvertito insieme a lei quella voglia di ricercare, di viaggiare, di ritrovare se stessi! Il suo stile di scrittura è molto vicino al linguaggio quotidiano, quindi di facile comprensione e questo, secondo me, fa da scorciatoia verso un coinvolgimento più immediato all’interno della storia. La caratteristica che mi ha fatto amare questo racconto è rappresentata dal fatto che Liz potrebbe essere ognuno di noi. E’ facile immedesimarsi in lei e indossare i “suoi vestiti”, perché credo che tutti almeno una volta nella vita avvertiremo (o abbiamo già avvertito) quella voglia di scoprire la parte più autentica di noi stessi partendo da zero.

Io non sono stata salvata da un principe; sono stata io stessa l’artefice del mio salvataggio.

2. E L’ECO RISPOSE di Khaled Hosseini

VOTO: 4,5/5

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TRAMA: Sulla strada che dal piccolo villaggio di Shadbagh porta a Kabul, viaggiano un padre e due bambini. Sono a piedi e il loro unico mezzo di trasporto è un carretto rosso, su cui Sabur, il padre, ha caricato la figlia di tre anni, Pari. Sabur ha cercato in molti modi di rimandare a casa il figlio, Abdullah, senza riuscirci. Il legame tra i due fratelli è troppo forte perché il ragazzino si lasci scoraggiare. Ha deciso che li accompagnerà a Kabul e niente potrà fargli cambiare idea, anche perché c’è qualcosa che lo turba in quel viaggio, qualcosa di non detto e di vagamente minaccioso di cui non sa darsi ragione. Ciò che avviene al loro arrivo è una lacerazione che segnerà le loro vite per sempre.

Questo libro mi è riuscito a coinvolgere così tanto da iniziare a cercare e informarmi sulla vita e sugli usi afgani. Racconta in modo diretto e crudo la realtà e le condizioni di vita dell’Afghanistan. E’ proprio questa la cosa che mi ha colpito maggiormente: la sofferenza che c’è dietro le vicissitudini dei protagonisti. Una sofferenza derivante dagli usi e dai costumi di un popolo forse troppo provato dalla storia degli ultimi decenni. Hosseini è riuscito a scuotermi e farmi aprire gli occhi sulla realtà delle cose. E’ un libro che riesce difficilmente a lasciare indifferenti. Una storia tormentata fino all’ultima pagina. Senza dubbio è uno dei libri che consiglierei di leggere a chi come me ama queste tematiche forti (e anche drammatiche).

Intuiva nell’ansia che la gente aveva di compiacere suo padre, il timore e la paura che erano all’origine del rispetto e della referenza.

3. LA MERAVIGLIA DELLE PICCOLE COSE di Dawn French

VOTO: 4/5

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TRAMA: Le famiglie perfette non esistono. Mo se lo ripete almeno una volta al giorno, ma è difficile convivere con il fallimento, è difficile arrendersi di fronte al fatto che la vita ti sfugge tra le dita, lasciando in cambio solo rughe e incomprensione. Ed è ancor più difficile per una madre che è anche psicologa per l’infanzia capire che i propri figli non ne vogliono sapere di aprirsi a lei, né tantomeno di seguire i suoi consigli. Allora la soluzione sembra semplice, forse la felicità si nasconde in una storia che ti fa sentire di nuovo donna, oppure nel distacco, nel riappropiarsi della libertà perduta. Ma ciò che Mo scopre davvero è che oltre il bianco e il nero, c’è qualcosa in più del grigio. E la meraviglia che si cela dietro i dettagli minimi, quelli più insignificanti… che a cercarli meglio aiutano a ritrovarsi.

Ho scelto di inserire questo libro nella mia top 3 del 2017 perché è riuscito a stupirmi positivamente da capitolo a capitolo. Premetto che non mi aspettavo molto da questo libro perché lo consideravo leggero (e io per i romanzi leggeri non vado pazza!!), ma leggendo pagina dopo pagina, devo ammettere che mi sono ricreduta parecchio. E’ vero che è leggero, ma dietro l’apparente leggerezza si nascondono tematiche molto interessanti e di riflessione, che ad una lettura più attenta mi sono rimaste impresse nella mente. Questo romanzo è ottimo per chi non ama romanzi con tematiche “pesanti”, ma che comunque vuole dare importanza alla propria lettura.

Lo splendore sta nel dettaglio. Il grande sta nel piccolo.

Dopo questo breve resoconto (che spero vi sia piaciuto), non mi resta che augurarvi un Buon Anno ricco di quello che ognuno di voi più desidera, ma soprattutto un anno pieno di bei libri!!

A presto, la vostra Lettrice Per Passione.

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Le new entries di Natale nella mia libreria!

Ciao a tutti amici lettori! Volevo augurarvi un Buon Natale mostrandovi cosa mi ha portato, in anticipo, Babbo Natale!! (no scherzo, me li sono auto-regalata). Quest’anno ho deciso di essere generosa con me stessa e mi sono comprata ben cinque libri che adesso vi mostrerò:

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO – Jane Austen

Orgoglio e Pregiudizio

TRAMA: Orgoglio e Pregiudizio è certamente l’opera più popolare e più famosa di Jane Austen, vero e proprio long-seller, ineccepibile per l’equilibrio della struttura narrativa e lo stile terso e smagliante, ed emblematica della “cristallina precisione” austeniana. Attraverso la storia delle cinque sorelle Bennet e dei loro corteggiatori, lo sguardo acuto della scrittrice, sorretto da un’ironia spietata e sottile, annota e analizza con suprema grazia fatti, incidenti, parole di un microcosmo popolato da struggenti personaggi femminili, sospesi tra l’ipocrisia dell’Inghilterra vittoriana e la voglia di un amore romantico e senza compromessi.

Ho scelto questo libro perché, ahimè, non avevo letto ancora questo grande classico che, come molti dicono, è uno tra i più belli in assoluto. Non vedo l’ora quindi di immergermi nelle campagne inglesi e godermi la storia che sembra essere molto appassionante (ho scelto questa edizione perché adoro i Mini Mammut della New Compton).

UNA FAMIGLIA QUASI PERFETTA – Jane Shemilt

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TRAMA: Jenny è un medico, sposata con un famoso neurochirurgo e madre di tre adolescenti. Ma quando la figlia quindicenne, Naomi, non fa ritorno a casa dopo scuola, la vita perfetta che Jenny credeva di essersi costruita va in pezzi. Le autorità lanciano l’allarme e parte una campagna nazionale per cercare la ragazza, ma senza successo: Naomi è scomparsa nel nulla e la famiglia è distrutta. I mesi passano e le ipotesi peggiori, rapimento, omicidio, diventano sempre più plausibili, ma in mancanza di indizi significativi l’attenzione sul caso si affievolisce. Jenny però non si arrende. A un anno dalla sparizione della figlia, sta ancora cercando la verità, anche se ogni rivelazione, ogni tassello sembra allontanarla dalle certezze che aveva. Presto capisce che le persone di cui si fidava nascondono terribili segreti, Naomi per prima. Seguendo le flebili tracce che la ragazza ha lasciato dietro di sé, Jenny si accorgerà che sua figlia è molto diversa dalla ragazza che pensava di aver cresciuto…

Navigando sul sito di Ibs, mi sono trovata ad avere davanti questo bel libro e leggendo la trama ho trovato che la storia era simile ad una serie televisiva che avevo visto di recente, “scomparsa“. Spinta dalla curiosità, quindi, ho deciso di acquistarlo, proprio perché questo genere di romanzi, mi prende parecchio.

NESSUNO SA DI NOI – Simona Sparaco

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TRAMA: Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verdi e blu delle grandi occasioni. Ci sono voluti anni per arrivare fin qui, anni di calcoli esasperanti con calendario alla mano, di “sesso a comando”, di attese col cuore in gola smentite in un minuto. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è troppo “corto”. Ha qualcosa che non va. “Nessuno sa di noi” è la storia di un mondo che si lacera come carta velina. E di una donna di fronte alla responsabilità di una scelta enorme. Qual è la cosa giusta quando tutte le strade portano a un vicolo cieco? Che cosa può l’amore? E quante sono le storie di luce e buio vissute dalle persone che ci passano accanto? Come le ricorderanno le lettrici della sua rubrica e le numerose donne che incontra sul web, Luce non è sola.

Ho scelto questo libro perché, come ho detto in alcuni articoli precedenti, sono molto sensibile a queste tematiche in cui si affrontano problemi etici e sociali. Operando nel settore (sarà deformazione professionale?) mi vado sempre aggiornando su letture che hanno queste caratteristiche. Spero che non mi deluda, ma avendo letto molte recensioni positive, non credo ci sia questo rischio. Vi farò sapere.

MAESTRA – Lisa Hilton

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TRAMA: Londra, giorno. Judith Rashleigh è una giovane e inappuntabile assistente presso una prestigiosa casa d’aste. Londra, sera. Judith arrotonda il suo magro stipendio lavorando in un club esclusivo per soli uomini, lasciandosi educatamente adorare per la propria bellezza e fingendo di sorseggiare champagne. Londra, notte. Judith può essere finalmente se stessa. E il sesso è il suo momento di abbandono. Libero, intenso, spregiudicato. Judith è intelligente, colta, determinata e ambiziosa. Sa bene come mettersi in gioco e fino a che punto. Sa come vestirsi, come parlare, come recitare al cospetto dei potenti. Ha imparato a rispettare i ruoli, a fare la brava ragazza. Ma quando, dopo essere stata ingiustamente licenziata in tronco, Judith vede tutti i suoi sogni andare in frantumi, improvvisamente capisce come vanno le cose nella realtà. Non le rimane che rivolgersi a una sua vecchia amica. Un’amica che l’ha aiutata a camminare sempre a testa alta nonostante le avversità. Un’amica che l’ha sempre sostenuta nei momenti difficili. Un’amica che una brava ragazza come lei non dovrebbe avere: la rabbia. Ed è proprio spinta dalla rabbia che Judith lotta per ottenere vendetta, usando ogni mezzo a disposizione: l’astuzia, il sesso e, quando necessario, anche l’omicidio. Perché sono stati loro a iniziare… Ma sarà lei a mettere la parola fine.

Questo libro, devo dire, è un po’ che attende nella lista dei desideri. Ogni volta, sono stata tentata ad acquistarlo, ma poi ho dato precedenza ad altri. Questa volta è arrivato il suo turno. Non so cosa aspettarmi, sinceramente, perché il genere in questione non l’ho mai letto! Speriamo mi riesca a catturare!

I GILLESPIE – Jane Harris

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TRAMA: Nella primavera del 1888, in seguito al decesso della zia da lei amorevolmente accudita, Harriet Baxter decide di lasciare Londra e viaggiare alla volta di Glasgow. Trentacinque anni, nubile, una piccola rendita annua cui attingere, Harriet arriva nella seconda città dell’Impero nell’anno dell’Esposizione Internazionale. Durante una passeggiata in una giornata insolitamente calda, Harriet soccorre una distinta signora di circa sessant’anni stramazzata al suolo per un malore sconosciuto. Qualche giorno dopo si ritrova a onorare l’invito, elargito in segno di riconoscenza per il suo bel gesto, a casa dei Gillespie, la famiglia della donna soccorsa. Ci sono Elspeth, l’esuberante madre del padrone di casa; Mabel, la figlia di Elspeth inacidita per essere stata abbandonata sull’altare; Kenneth, il figlio belloccio tormentato da un segreto inconfessabile; Annie, la dolce moglie del padrone di casa alle prese con l’educazione di due figlie; il padrone di casa, Ned Gillespie, un giovane, geniale pittore dai tratti meravigliosamente regolari e piuttosto avvenenti, e una punta di tristezza negli occhi blu oltremare. L’incontro con Ned Gillespie risulta fatale per Harriet Baxter. In lei si fa strada la convinzione di dover salvare Ned Gillespie. Salvarlo dalla sua indigenza, che gli impedisce di dare libero sfogo alla sua creatività, e salvarlo dalla sua turbolenta famiglia. Una convinzione che, come ogni ossessione, trascina inevitabilmente dietro di sé l’ombra della tragedia.

Infine, questo è il classico romanzo familiare di ben 508 pagine, che, secondo i miei gusti personali, non può mancare nella libreria (un po come il tubino nero per le donne!!).

Dopo avervi mostrato il mio bel bottino, non mi resta che augurarvi un Buon Natale, a presto.

Un bacio, la vostra Lettrice Per Passione.

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Il percorso di un amore: Piccoli Naufragi di Mario Senemi

TITOLO: Piccoli naufragi

AUTORE: Mario Senemi

EDITORE: You Can Print

ANNO: 2017

PAGINE: 172

VOTO: 4/5

“Un viaggio nel passato e nel presente di un amore che finisce. Attento più al come che al perché”.

Mario Senemi

Piccoli naufragi

TRAMA: L’amore è un viaggio per mare: le insidie della navigazione rendono la meta incerta. Claudio e Sofia solcano insieme questo mare, si avvicinano, si amano, si perdono. A Claudio spetterà il compito di mettere insieme i frammenti di questo amore, di comprendere il come, più che il perché, di tanti quotidiani piccoli naufragi. Il libro si compone di due parti: “Frammenti” e “I piccoli naufragi”. Nella prima parte, attraverso i ricordi di viaggi e vicissitudini, gettiamo uno sguardo sui frammenti di questo amore, ci spostiamo con i due protagonisti attraverso il tempo della loro storia, dal primo giorno al suo epilogo. Nella seconda parte, Claudio, in compagnia della sua piccola barca, intraprende un nuovo e incerto viaggio, in solitario questa volta, in fuga dal dolore e, forse, da se stesso. La fuga, tuttavia, non sarà affatto facile, e Sofia lo inseguirà nei pensieri giorno dopo giorno.

LA MIA OPINIONE: prima di parlare di questo libro, devo fare una piccola premessa. Io in genere, per gusti personali, non sono attratta da romanzi in cui la trama principale tratta della storia d’amore tra protagonisti. Vuoi per delle vicende personali( a chi non è mai capitato?) che mi hanno spinto ad allontanarmi da ciò, vuoi per l’amore che, a mio modestissimo parere, lo trovo spesso molto canzonato, vuoi perché ho una predilezione per il dramma, non mi trovo molto spesso a leggere questi generi di romanzi.

Detto questo, inevitabilmente, mi sono accostata a questo romanzo con tutti questi preconcetti. La prima parte del romanzo, come scritto nella trama, si apre con l’evolversi della storia d’amore dei due protagonisti, Sofia e Claudio. I capitoli sono divisi per località, che coincidono con i posti in cui si è consumato il loro amore. Un amore, molto vissuto, passionale, che riesce a completare i due innamorati. Un amore che da loro la certezza di non aver bisogno di nient’altro per vivere ed essere felici. Amarsi per loro significa ammirare i loro colpi con la certezza di scoprire sempre cose nuove, che alimentano il desiderio di cercarsi, di trovarsi.

In silenzio si guardano, come tante volte prima di quel momento, e come le altre, nel silenzio, si dicono molte cose. La loro magia è che ogni volta sembrano cose nuove.

In questa prima parte, devo dire che lo stile è molto descrittivo, sia della storia d’amore dei due ragazzi, ma soprattutto dei luoghi visitati, delle stanze.. L’autore qui riesce a far entrare pienamente il lettore all’interno della storia, si diventa quasi spettatori delle vicende, amorose e non, di Claudio e Sofia.

Salgono ripidi gradini di pietra, raggiungendo qualcosa di simile ad un piano rialzato. Non si può dirlo un “primo piano”: la casa, più che su diversi piani, si sviluppa su più strati, senza un preciso criterio architettonico. […] Entrano in un enorme stanzone. Il soffitto è alto più di tre metri. Ci sono tre letti singoli, due sul lato lungo, di fianco alla parete, ed uno sul lato corto. E un’enorme cassapanca di legno, involontario eldorado per chissà quanti tarli.

Io amo molto trovare nei romanzi questa ben curata parte descrittiva, perché mi riesce a catapultare all’interno della storia dandomi la sensazione di farne parte.

La prima parte del romanzo termina con la fine della storia d’amore tra i due protagonisti, dando spazio alla seconda parte che narra di un viaggio in solitaria da parte di un innamorato che ha appena perso “l’altra metà della mela”, il suo completamento.

La seconda, e ultima parte, del romanzo si divide temporalmente. Il nostro protagonista abbandonato, inizia un viaggio, sia fisico che interiore, che si dilata nel tempo.. un tempo indefinito come mostra l’autore col termine “un altro giorno”.

Claudio è in questa parte il protagonista principale, anche se rimane sempre presente Sofia (protagonista indiretta) nei suoi pensieri e nei suoi ricordi. il linguaggio qui diventa, mi spingo a dire, più dolce. Quella dolcezza tipica della tristezza e malinconia pura. Diventa a tratti poetico. Un linguaggio che fa emozionare, che riesce a scuotere la sensibilità del lettore, ma non lo fa mai in maniera brusca e diretta. Claudio intraprenderà un viaggio lungo e doloroso e dovrà fare i conti con l’inizio di una nuova vita, senza la persona che negli ultima anni ha fatto parte a pieno titolo dei suoi tempi e luoghi. Riuscirà a voltare pagina? O rimarrà ancorato nel ricordo di questo amore?

Non vi svelo più niente, perché ritengo sia un libro che va letto. Ho iniziato questa recensione con dei miei pareri personali, come vi ho detto sopra, ma posso dire che questo romanzo è riuscito a catturarmi. Nell’ultima parte mi sono emozionata tantissimo. Sono riuscita a provare le stesse emozioni del protagonista. E l’autore, molto in gamba (ve lo assicuro), è riuscito a farmi affezionare a questi due ragazzi, considerandoli quasi “di famiglia”.

Ci sarebbero tante altre cose da dire, ma mi fermo qui, perché vorrei tanto che lo leggeste. Io lo consiglio, sia a chi ama il genere in questione (quindi belle storie d’amore vissute), ma anche chi, come me, non è abbastanza incline a questi temi, perché ha una capacità di riuscire a trasmettere tanto. Vi lascio con una domanda:

C’è un limite all’amore? Esiste un limite oltre il quale non è possibile andare?

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Un autore che non lascia indifferenti: Khaled Hosseini

Khaled Hosseini

LIBRI SCRITTI: Il cacciatore di aquiloni, Mille splendidi soli, E l’eco rispose.

BIOGRAFIA: Figlio di un diplomatico e di un’insegnante, è nato nel 1965 a Kabul e in seguito si è trasferito con la famiglia negli Stati Uniti, dove ha studiato medicina, esercitando per qualche anno la professione di medico. Ora è uno degli scrittori più letti e amati dell’ultimo decennio. Hosseini è anche inviato dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e ha dato vita alla Khaled Hosseini Foundation, un ente non profit che fornisce assistenza umanitaria alla popolazione afghana. Vive con la moglie e i due figli a San José, in California.

IL MIO PENSIERO: Come ho scritto nel titolo, Hosseini, a parer mio, è un autore che non può lasciare indifferenti. La sua scrittura è semplice, scorrevole, ma che sa scavare nell’Io più profondo del lettore. Con ogni sua singola frase riesce a far si che chi legge si immedesimi appieno nella vicenda del protagonista.

Quello che mi ha colpito in Hosseini, fin dal primo libro che ho letto, è l’amore profondo per il suo Paese che lo trasmette attraverso i pensieri e gli atteggiamenti dei suoi personaggi. Un amore che non è solo un elogio a tutto quello che riguarda la sua terra, ma un amore, mi spingo a dire, materno, in cui evidenzia quegli aspetti che andrebbero cambiati, proprio come un genitore fa col figlio: rimproverandogli alcuni comportamenti sbagliati, ma sempre con affetto incondizionato.

Ogni suo libro è un quadro che rappresenta uno scorcio di vita afgana nella sua drammaticità. E’ proprio questo un altro aspetto che, secondo me, caratterizza la scrittura di Hosseini: il dramma. Egli non usa giri di parole o eufemismi per descrivere un dolore o uno sofferenza, anzi, lo “sbatte” dritto in faccia nella sua forma più grezza.

Se amate i generi di lettura in cui emergono tematiche abbastanza forti e di rilevanza sociale, allora vi consiglio i suoi romanzi. Io fra tutti, preferisco E l’eco rispose, ma meritano tutti.

Buona giornata e buona lettura!

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La custode di mia sorella: storia di una vita contesa

 

TITOLO: La custode di mia sorella

AUTORE: Jodi Picoult/ Trad. ita.: Lucia Corradini Caspani

EDITORETEA editori

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2004

PAGINE: 425

VOTO: 5/5

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Tutti sappiamo perché si mette al mondo un figlio. Ci sono ragioni più o meno lodevoli, che vanno dal generare il frutto dell’amore di due persone, alla disattenzione di una notte. Ma per Anna non è stato così.

Questo è stato un romanzo in cui ho provato tante emozioni, ho pianto, mi sono arrabbiata, ho gioito.. Non credevo che un libro potesse cambiarmi all’interno così tanto. Adesso vi spiego il perché.

Anna è una ragazzina di tredici anni ed è stata concepita con lo scopo di diventare donatrice geneticamente compatibile di sua sorella Kate, malata di leucemia.

Anna ha già donato molto del suo corpo alla sorella: cellule staminali, sangue, midollo osseo. Quando le verrà chiesto di donare un rene alla sorella, colpita ormai da una grave insufficienza renale, qualcosa in lei cambia. Anna infatti, prenderà una decisione che sconvolgerà l’equilibrio dell’intera famiglia: impronterà una causa contro i suoi genitori per avere un’emancipazione legale a fini medici, il diritto, cioè, di decidere sul proprio corpo.

Si avvierà un processo in cui si metterà in dubbio cosa è giusto e cosa non lo è, cosa è bene e cosa è male. Consentire ad Anna di decidere del proprio corpo e, quindi, condannare Kate alla morte? O effettuare il trapianto indipendentemente da quello che vuole la ragazza?

Jodi Picoult è riuscita in questo romanzo a dare voce a un problema realmente esistente e cioè: fino a quando i genitori possono decidere sul proprio figlio, senza tener conto del suo volere? E ancora, come comportarsi quando le figlie in discussione sono due? Chi privilegiare?

La storia prende forma raccontata dai vari protagonisti di questa vicenda. L’autrice riesce ad evocare tutti i molteplici sentimenti provati da ciascuno di loro, in un crescendo di tensione emotiva (soprattutto nella parte finale). E’ per questo motivo che, nonostante lo abbia finito di leggere un paio di giorni fa, ho deciso di scrivere solo oggi la recensione. Per riuscire ad attutire il colpo e asciugarmi qualche lacrima. Per sapere il perché dovete leggere il romanzo (e sono sicura che non ve ne pentirete).

Posso solo dirvi che credo sia molto difficile non farsi coinvolgere dalla storia drammatica e non mettere in discussione noi stessi sui concetti di giusto e sbagliato, perché come dice Anna:

“Anche se vinciamo, qui non vince nessuno”.

Buona lettura!

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Benvenuti nel mio nuovo blog! Mi presento…

Ciao a tutti!

mi presento, sono una ragazza di 26 anni che ha una grande passione (da come si evince dal nome stesso del blog) per tutto quello che riguarda i libri e la lettura.

Amo quasi tutti i generi letterari, ma siccome lavoro nel sociale, amo (sarà deformazione professionale?) tutti quei libri che come trama affrontano qualche tema delicato e (appunto) di forte impatto sociale.

I generi di lettura che, invece, preferisco meno sono quelli rosa e fantasy. Anche se li leggo lo stesso!

Gestisco anche una pagina facebook e una pagina instagram con lo stesso nome (nel blog troverete i link).

Che altro dire? In ogni articolo che pubblicherò svelerò una parte di me. Spero di coinvolgervi nella mia passione e non deludervi.

Benvenuti nel mio mondo!!